Plastico “4S”
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Luca Solis
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Re: Plastico “4S”
In attesa di riprendere i lavori, ho girato un filmato con i soli 3 treni DB disponibili.
Gli altri sono andati a farsi “belli” (invecchiamento).
I tre convogli sono comandati in automatico da iTrain mentre io effettuo le riprese.
Le loco sono V100 Roco (convoglio merci), BR01 Brawa e BR18 Roco (convogli passeggeri).
Le due vaporiere, tutte le carrozze e quasi tutti i carri devono ancora essere invecchiati.
Inoltre mancano ancora i passeggeri e le luci di coda sono presenti solo in un convoglio.
Per quanto riguarda l’abitato di Sonnendorf, gli edifici sono solo appoggiati e devono essere ancora curati molti dettagli…
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Egidio
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Re: Plastico “4S”
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Luca Solis
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Re: Plastico “4S”
Rispetto all’impostazione iniziale (allego due foto dello scorso Settembre), ho deciso di ridurre il numero degli edifici.
Invece dei 23 a mia disposizione ne ho utilizzati solo 18.
In questo modo la scena risulta meno affollata e, spero, più gradevole.
Ricordo che tutti gli edifici sono ereditati dal mio primo plastico e quindi hanno più di trent’anni…
Per quanti riguarda la disposizione ho provato a posizionarli lungo due strade in leggera salita ma data la struttura dei basamenti della maggior parte degli edifici la resa non mi soddisfaceva.
Ho quindi posizionato 15 edifici allo stesso livello della stazione, mentre la chiesa e due altri edifici si trovano su un rilievo (solo 3 cm di dislivello), collegato con il piano tramite due scalinate.
Inizio pubblicando un paio di foto prese dai due lati, ne seguiranno molte altre con dettagli e vedute da tutte le angolazioni…
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Egidio
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Re: Plastico “4S”
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58dedo
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Re: Plastico “4S”
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Re: Plastico “4S”
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Luca Solis
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Re: Plastico “4S”
Ciao. ti ringrazio.58dedo ha scritto: ↑ieri, 18:17 ciao Luca, tutto molto bello e ben riuscito, ma per il mio gusto personale è tutto troppo pulito, permettimi il termine "plasticoso". Perdonami la critica ma le abitazioni, i tetti, li avrei invecchiati; la segnaletica orizzontale manca, troppo pulito, va beh che siamo in Germania, un minimo d'invecchiamento ci stà![]()
Tutti gli edifici comunque sono leggermente invecchiati, osserva meglio le foto...
Dopo di che ci sta che si potevano "insozzare di più" ma in Germania negli anni '60, dopo la ricostruzione era tutto abbastanza in ordine.
Per la segnaletica orizzontale: siamo appunto negli anni sessanta, in una piccola stazione di paese, non la ritengo essenziale.
Siamo tutti condizionati da quello che vediamo oggi o comunque negli ultimi trent'anni ma qua siamo tornati indietro di oltre sessant'anni...
Allego esempio di quell'epoca.
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Re: Plastico “4S”
Per indicare “deposito locomotive di Sonnendorf” la grammatica corretta è la nuova (verificato con un amico di Monaco di Baviera)
Ho anche rimpicciolito il carattere e ingiallito un pò la carta e aggiunto qualche macchia di ruggine.
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Luca Solis
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Re: Plastico “4S”
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Re: Plastico “4S”
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IpGio
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Re: Plastico “4S”
Hai assolutamente ragione, Luca. Quando ci addentriamo nel mondo della datazione delle epoche ferroviarie, soprattutto se ci approcciamo da un punto di vista preciso e meticoloso, è fondamentale prendere in considerazione anche il contesto temporale in cui una determinata linea o un determinato manufatto è stato realizzato.Luca Solis ha scritto: ↑ieri, 18:32Ciao. ti ringrazio.58dedo ha scritto: ↑ieri, 18:17 ciao Luca, tutto molto bello e ben riuscito, ma per il mio gusto personale è tutto troppo pulito, permettimi il termine "plasticoso". Perdonami la critica ma le abitazioni, i tetti, li avrei invecchiati; la segnaletica orizzontale manca, troppo pulito, va beh che siamo in Germania, un minimo d'invecchiamento ci stà![]()
Tutti gli edifici comunque sono leggermente invecchiati, osserva meglio le foto...
Dopo di che ci sta che si potevano "insozzare di più" ma in Germania negli anni '60, dopo la ricostruzione era tutto abbastanza in ordine.
Per la segnaletica orizzontale: siamo appunto negli anni sessanta, in una piccola stazione di paese, non la ritengo essenziale.
Siamo tutti condizionati da quello che vediamo oggi o comunque negli ultimi trent'anni ma qua siamo tornati indietro di oltre sessant'anni...
Allego esempio di quell'epoca.
Nel caso di linee ferroviarie appena aperte, come ad esempio la Aulla-La Spezia nel 1950, che rientrano nell'ambito dell’Epoca III, è importante sottolineare che, anche se le ferrovie erano già in funzione da qualche tempo, la manutenzione e la condizione fisica dei manufatti all'inizio del loro ciclo di vita era decisamente migliore rispetto a quella che si riscontra successivamente, quando il tempo inizia a farsi sentire.
Una linea appena aperta durante gli anni '50, come la Aulla-La Spezia, difficilmente avrebbe avuto gallerie o manufatti compromessi o danneggiati dal tempo. L'idea che una linea appena costruita avesse infrastrutture già segnate dal tempo sarebbe anacronistica per quell'epoca. La manutenzione sarebbe stata costante e il materiale rotabile – come la D 342.3000 consegnata nel 1960 – sarebbe stato ancora in condizioni ottimali, ben mantenuto e non particolarmente invecchiato o sporco, soprattutto nei primi anni di servizio.
Nel caso di un plastico ambientato in Epoca III, è plausibile che una locomotiva come la D 342.3000 appaia relativamente pulita e ben tenuta rispetto a quanto la troveremmo se ambientata, ad esempio, in un’Epoca IV o successiva, dove il degrado e l'usura, dovuti a un maggior numero di anni di servizio e a un progressivo aumento del traffico, sono evidenti. Quindi, quando posizioniamo una locotrazione in un contesto di Epoca III, dobbiamo evitare di applicare "segnali" tipici di un'epoca successiva, come macchie di ruggine, graffiti o degrado evidente.
La cura dei manufatti ferroviari e dei materiali rotabili nell’Epoca III, anche se c'erano dei segni di utilizzo, sarebbe stata comunque più contenuta rispetto agli anni successivi. Infatti, il ritardo tecnologico in alcune zone o la gestione economica delle ferrovie non avrebbe ancora mostrato i segni di un invecchiamento rapido che sarebbe avvenuto con l'introduzione di politiche di risparmio o il miglioramento del traffico su strada.
Quindi, nel contesto di un’Epoca ferroviaria come quella degli anni '50 e primi '60, dobbiamo tenere a mente che il materiale rotabile e le infrastrutture, anche appena inaugurate, sarebbero stati molto meno danneggiati dal tempo rispetto a quelli che vediamo oggi in Epoca V o VI. Una D 342.3000, appena uscita dalle officine nel 1960, non avrebbe mostrato tracce di usura significativa, e le gallerie o i ponti che servivano per il tratto ferroviario appena aperto non sarebbero stati compromessi dal tempo o dalla fatica dell'esercizio.
In sintesi, quando si rappresenta un'epoca come la III in un plastico, bisogna evitare di "stressare" troppo le condizioni degli oggetti e delle strutture come se fossero già segnati dal passare degli anni, ma concentrarsi piuttosto su un aspetto che rispetti il periodo di transizione, con infrastrutture e materiali ancora in buona salute e ben tenuti.
Questo approccio aiuta a rendere più realistico il lavoro, rispettando le specifiche temporali senza cadere in errori di datazione che possano risultare poco accurati!
E poi che dire... "Ogni plastico è bello a babbo suo"
N/TT/H0-Ep.III-IT GASTT/FIMF
IpGio I plastici di Gio https://www.gtg3b.it