Rocrail - Primi passi - 05) I sensori
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Rocrail - Primi passi - 05) I sensori
I sensori sono elementi sensibili che inviano informazioni al programma tramite dei moduli di retroazione o feedback.
Ci sono diversi tipi di sensore, ciascuno con i propri lati positivi e lati negativi. Il tipo di sensore più usato e raccomandato è quello di assorbimento di corrente, che si applica a tratti sezionati di rotaia.
Esistono poi sensori ottici a raggi infrarossi, pedali di contatto e ampolle reed azionate da magneti.
L’informazione data dall’attivazione di un sensore viene recepita da un modulo di feedback e da questo trasmessa al programma attraverso il bus di retroazione. Ogni modulo di feedback ha una serie di ingressi multipli per i vari sensori e ogni ingresso è codificato da un numero che funge da indirizzo del sensore. Di seguito l’immagine di un modulo di feedback a 16 ingressi.
Utilizzando due moduli di questo tipo per uno stesso tracciato, i sensori collegati al primo modulo avranno indirizzo da 1 a 16 mentre quelli collegati al secondo modulo avranno indirizzo da 17 a 32.
Gli indirizzi dei sensori non hanno niente a che vedere con gli indirizzi dei decoder delle locomotive o dei decoder stazionari (per deviatoi, segnali, ecc.)
Per inserire un sensore nel pannello di Rocrail occorre scegliere “Pannello tracciato” e andare su “Modifica pannello” per vedere aprire la finestra “Aggiungi elemento”. In questa finestra scegliere “Sensore” per poterne vedere l’aspetto di default.
Abbiamo, dall’alto verso il basso, un sensore per tratto rettilineo, per tratto curvo, un sensore generico e un ultimo simbolo che trascuriamo.
Per caratterizzare i sensori andare in “Pannelli” e quindi “Sensori”
Occupiamoci di distinguere le caratteristiche dei vari sensori:
1) sensori di assorbimento. Sono dei rilevatori di passaggio di corrente in un tratto sezionato di una rotaia. Una locomotiva, anche se ferma, ha un decoder che assorbe energia, così come carrozze dotate di illuminazione e infine si ha rilevazione di corrente con un assale dotato di resistenza.
2) contatti reed. Sono dei contatti normalmente aperti, contenuti in microampolle e affogati nei binari, che vengono chiusi dal passaggio di un magnete posto sulla base di un rotabile, quanto più vicino possibile alle traversine.
3) sensori ottici. Sono barriere a raggi infrarossi che inviano un segnale quando un convoglio modifica il passaggio di luce dal trasmettitore al ricevente.
4) pedali di contatto. Sono contatti elettrici posti tra i binari e che vengono chiusi da una azione meccanica del convoglio in transito.
I sensori di assorbimento sono generalmente i più utilizzati e i più raccomandati. Non hanno un impatto sulla scenografia del plastico come gli altri tre e tutto il cablaggio è posto sottoplancia.
La loco in testa al convoglio, con il suo consumo elettrico, si incarica solitamente di attivare il sensore di assorbimento e su questo parametro si fanno gli opportuni calcoli. Nel caso di convogli con loco in coda, si consiglia dotare di assale con resistenza il rotabile di testa qualora non abbia assorbimento proprio (pilota con fanali o con decoder funzioni o carrozza illuminata).
L’esempio classico di quanto sopra esposto è l’arrivo di un convoglio in un binario terminale.
La presenza di due sensori, uno di rallentamento e uno di stop, funziona perfettamente con la loco in testa.
Ma se è la carrozza di coda a dover attivare il sensore di stop, occorre che questa sia dotata o di illuminazione o di ultimo asse dotato di resistenza, pena un crash.
Con gli altri tre tipi di sensore, si ha una segnalazione più puntuale del passaggio o della presenza di un convoglio; per azionare i reed occorre però dotare di piccoli magneti potenti il fondo dei rotabili circolanti. Anche in questo caso occorre considerare come l’attivazione avvenga solo in base a dove è posto il magnete, ovvero in testa o in coda al convoglio.
Le barriere ottiche e i pedali di contatto sono attivati dall’arrivo o dal passaggio di un convoglio senza bisogno di particolari caratteristiche, ma possono avere un maggior impatto su scenografie particolarmente curate.