Un piccolo promemoria, ma anche una riflessione sulla nostra passione.
Dal
15 al 18 ottobre torna l'
Open Day al Deposito Rotabili Storici di Milano Centrale.
Credo che iniziative come questa abbiano un valore che va oltre la semplice visita a locomotive e carrozze storiche.
Per chi, come molti di noi, ha iniziato ad amare i treni tanti anni fa, è facile dimenticare che
una passione non nasce da sola: qualcuno ce la deve trasmettere.
Io, per esempio, ho iniziato molto presto.
Avevo circa 4 anni quando i miei parenti mi portavano a vedere i treni.
Allora bastava stare davanti a una locomotiva, sentirne il rumore, vedere le carrozze da vicino... e quella meraviglia rimaneva dentro.
Oggi il mondo è profondamente cambiato.
La ferrovia stessa è cambiata e, dagli anni '50/'60 a oggi, abbiamo attraversato una trasformazione enorme.
Nel frattempo sono passate almeno
una o due generazioni e, inevitabilmente, una parte di quella cultura ferroviaria che si trasmetteva quasi naturalmente è andata perdendosi.
Non è necessariamente colpa di qualcuno.
Sono cambiate le abitudini, il modo di passare il tempo, il modo di comunicare e soprattutto le possibilità di intrattenimento.
Smartphone, videogiochi, social e tecnologie digitali attirano continuamente l'attenzione dei più giovani, mentre le occasioni per fermarsi insieme davanti a qualcosa di reale possono diventare più rare.
Ed è proprio per questo che penso che un Open Day come questo abbia un significato particolare.
Portare un bambino di 4, 5 o 6 anni davanti a una locomotiva vera significa offrirgli qualcosa che nessuno schermo può sostituire:
un'esperienza da vivere con gli occhi, con le orecchie e con le emozioni.
E magari quel bambino oggi non sa nemmeno cosa sia il ferromodellismo.
Ma potrebbe essere proprio quella locomotiva vista a pochi metri di distanza a far scattare una scintilla.
È successo a molti di noi.
È successo anche a me.
Forse non possiamo recuperare quello che si è perso in una o due generazioni, ma possiamo fare qualcosa di molto più semplice:
provare a trasmettere la nostra passione a chi viene dopo di noi.
Per questo, se avete figli, nipoti o semplicemente qualche piccolo appassionato di treni in famiglia, portatelo a vedere i rotabili storici.
Chissà... magari tra quei bambini ci sarà qualcuno che tra vent'anni sarà qui con noi a parlare di ferromodellismo.
La passione non si eredita soltanto. A volte basta farla incontrare.
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IpGio
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