Buongiorno a tutti. Volevo condividere su questo forum un progetto (che mi ha distolto dall’italianizzare alcuni rotabili come già scrivevo) che sto sviluppando per poter far circolare i nostri modelli in Z con un approccio modulare
Premettendo che sicuramente non è nulla di originale, considerando altri post simili e i numerosi gruppi presenti on line, ho provato tuttavia a realizzare un sistema che fosse basato sulla filosofia del “poco”: poco spazio, poco tempo, pochi attrezzi e poca difficoltà di reperimento del materiale per realizzarlo.
Ulteriore premessa è che ero possessore di parecchie rotaie Maerklin che, con dispiacere, rimanevano inutilizzate in una scatola.
L’illuminazione mi è giunta all’improvviso quando su Facebook ho trovato un gruppo, per la scala N, che presentava un’idea basata su micromoduli interconnessi col sistema di rotaie Kato. Considerando il corrispettivo per la Z Rokuhan, ho iniziato così ad immaginarmi un approccio stile Frankenstein con elementi dritti corti della Rokhuan, che garantissero l’incastro tra i moduli, ed il resto dei binari utilizzando i Maerklin. Sfruttando una citazione del famoso film in tema di Mel Brooks: SI PUO’ FARE! (mi sembra…)
L’ovvio problema era la differenza di presenza/assenza di massicciata tra i due sistemi ma, testando un metodo compensativo su di modulo sperimentale, il passaggio reputo diventi più che accettabile. (Foto 1)
La realizzazione prevede una stesura di un nastro bi adesivo (+- 1mm) largo quanto la base dei Rokuhan con uno spessore di +- 2mm di sughero largo quanto le traversine dei Marklin. Con una pasta, tipo Fimo, si crea il bordo obliquio livellandolo al Rokuhan. Incollando poi la massicciata su tutto il binario “mix” così preparato, la differenza tende a sparire! Segnalo inoltre che è meglio verniciare con un colore di base omogeneo sia i Rokuhan che i Maerklin “spessorati” prima di applicare il pietrisco.
Considerando quindi positivamente l’approccio, ho iniziato a progettare a tavolino un sistema che soddisfacesse, appunto, la filosofia del citato “poco”. Di seguito riporto gli elementi che mi hanno portato a realizzare il sistema:
a) Realizzazione:
Il mio obiettivo era quello di poter realizzare moduli con materiale di facile reperibilità (vedi GDO del Bricolage) e lavorabile con pochi e semplici attrezzi. Mi sono orientato così su listelli di abete di piccola dimensione (incollaggio di listelli affiancati di 1mx4cm l’uno) tagliabili con sega a mano nell’apposito taglia cornici (deve avere angoli di 22,5/45/90 ed essere largo almeno 10 cm). Ulteriore lavorazione necessitante solo il carteggiare, sempre con utensile manuale, per rifinitura e anche per il corretto allineamento con la lunghezza binari. Preciso la necessità di passare da maniaco del controllo nei Brico della zona per testare la non “bananosità” dei listelli e dando per assodato che il concetto di larghezza dichiarata è assolutamente soggettivo… (foto 2)
b) Tipo di tracciato:
Se il sistema Deister è un’ottima idea, il fatto che potesse presentare una linea troppo “laterale” non mi soddisfaceva. Ho optato per una linea centrale rispetto al modulo, potendo così prevedere sia deviazioni a dx che a sx o tracciati leggermente curvi. L’esistenza nel sistema Rokuhan di tre raggi di curvatura affiancabili per le tre possibili posizioni dei binari rettilinei, apre inoltre una vasta possibilità per i moduli dedicati alle curve.
c) Misure dei moduli.
Rettilineo: sono partito dall’idea di trovare un modulo “standard” che potesse incorporare materiale Maerklin e Rokuhan e che risultasse flessibile nell’assemblaggio del tracciato. Il riferimento che ho deciso di fissare è un modulo che possa contenere uno scambio ed il suo binario di compensazione (27cmx8cm) (Foto 3). Larghezza: ho individuato in 8 cm la larghezza ideale. Questa permette la coesistenza di tre binari distanziati di 2,5 cm. Se il binario non è solo quello centrale non c’è molto spazio per affiancare il secondo binario ma si può sempre fare un’estensione ospitante gli elementi scelti.
Curvo (attualmente testato con il raggio più corto degli elementi del sistema). Ho realizzato, sempre considerando una linea centrale, due tipi di moduli: 1) curva con angolo di 22,5° (lunghezza max cm14x
Spessore: ho scelto come base listelli di 1 cm di spessore. Permette alle viti che utilizzo per fissare i “pezzi di aggancio” Rokuhan di avere legno in cui inserirsi. Incollo inoltre dei quadrelli di cm 2x2 per avere spazio sotto cui far passare i cavi. Questi spessori inoltre ho visto che è meglio incollarli 5mm arretrati rispetto al filo del modulo per permettere un gioco nell’incastro dei binari e lasciare anche possibilità di assestarli tra loro.
Prossimi passi: a) testato qualche modulo con ambientazione base, si apre un mondo di possibilità su come “arredare” i vari moduli. Come dicevo, il gruppo dei micro moduli in scala N è fonte di ispirazione b) moduli Curva: proverò ad ordinare i vari raggi e realizzare i moduli ospitanti. Oltre ad immaginare tracciati che si biforcano magari per raggiungere aree di manovra, potrebbe essere anche completato un doppio circuito completo come nel modello TT Track (Z) c) prossima sfida realizzare la stazione con sezionamenti e sgancia vagoni… mio obiettivo poter fare manovre di composizione per treni raccoglitori FS su questi tracciati modulari!
Allegando anche un video di un test del tracciato (non ne abbiano a male i puristi ma volevo vedere la mia 830 a cinque poli in azione!) ringrazio tutti per l’eventuale attenzione nella lettura dei miei appunti, sperando di aver suscitato curiosità e voglia di dare eventuali consigli o spunti che sono sempre i benvenuti (video)
Edgardo