Centrale digitale Roco Z21 START newGen
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Centrale digitale Roco Z21 START newGen
Una immagine della z21 bianca precedente per un migliore confronto.
Tale nuova versione della Z21 si trova solo negli startset e non risulta attualmente acquistabile come articolo singolo.
Come si può vedere dalle immagini, sono state eliminate tutta una serie di connessioni:
-sull’anteriore sono presenti una sola porta X-BUS e una porta USB tipo C e manca il tasto STOP.
-sono scomparse le porte posteriori R-BUS, B-BUS e LAN e rimangono le connessioni per il trasformatore e l’uscita per i binari.
Di dimensioni ridotte, rispetto alla precedente, presenta un modulo WIFI integrato che non necessita di codice di sblocco, motivo per il quale viene proposta anche in startset più economici, senza il Multimaus, prevedendo, immagino, una gestione dei comandi con smartphone e app z21.
Di seguito alcuni dati tecnici ricavabili dal manuale:
Tensione in ingresso 12-24V in corrente continua
Corrente in uscita 3A
Gestisce decoder con protocollo solo DCC
Non gestisce locomotori analogici
Passi di velocità 14/28/128
Funzioni da 0 a 31
Programmazione e lettura POM
Manca un’uscita dedicata al binario di programmazione
Supporta Railcom
Porta USB C per collegamento a pc (per aggiornamento firmware e gestione esercizio via software)
Modulo WIFI con produzione di un proprio NETWORK (numero SSID e psw presenti sul retro)
Funziona con Lokmaus2, Multimaus, Wlanmaus e poi con tablet e smartphone tramite app z21
Non opera con i vecchi amplificatori 10761/10764 (attenzione!)
Per collegare più Multimaus consigliato lo sdoppiatore Roco 10758
Mancando la porta B-BUS, l’uso di un booster aggiuntivo richiede un booster-adapter Roco 10789.
In sostanza Roco propone starset con questa nuova centrale digitale di dimensioni ridotte e dai costi contenuti che, da un lato supporta le connessioni wifi per sfruttare l’uso dell’app z21 ma, dall’altro lato, non prevede un canale di feedback o retroazione.
Il collegamento ad un computer, essenzialmente per l'aggiornamento del firmware, può avvenire sia via network che via USB-C.
Per l'utilizzo con un software di gestione del traffico ferroviario occorre prevedere una interfaccia tra il bus di retroazione presente e pc.
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Re: Centrale digitale Roco Z21 START newGen
Uno startset presenta solo la Z21 e l'altro la Z21 con Multimaus.
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Re: Centrale digitale Roco Z21 START newGen
Secondo me si può usare un booster anche senza il 10789. Basta mandare il DCC diettamente all'ingresso del Booster.Docdelburg ha scritto: ↑mercoledì 15 luglio 2026, 13:34
Mancando la porta B-BUS, l’uso di un booster aggiuntivo richiede un booster-adapter Roco 10789.
La protezione sulle extracorrenti sarà demandata al booster.
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Re: Centrale digitale Roco Z21 START newGen
Certamente, Roco fa i suoi interessi. Ho solo riportato quanto scritto nel manuale; anche per usare due Multimaus basta un comune sdoppiatore telefonico.Senialas ha scritto: ↑mercoledì 15 luglio 2026, 19:53Secondo me si può usare un booster anche senza il 10789. Basta mandare il DCC diettamente all'ingresso del Booster.Docdelburg ha scritto: ↑mercoledì 15 luglio 2026, 13:34
Mancando la porta B-BUS, l’uso di un booster aggiuntivo richiede un booster-adapter Roco 10789.
La protezione sulle extracorrenti sarà demandata al booster.
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Re: Centrale digitale Roco Z21 START newGen
Una cosa che mi ha colpito di questa nuova generazione Z21 è proprio la scelta di puntare sul Wi-Fi eliminando alcune connessioni tradizionali. Ovviamente capisco la logica di Roco: una centrale più semplice, economica e orientata all'uso con app e startset.
Mi viene però da pensare a una possibile evoluzione futura. Se il Wi-Fi è già presente, perché non utilizzarlo anche per una retroazione distribuita?
Oggi siamo abituati ai moduli LocoNet/R-BUS da molti ingressi con parecchi metri di cablaggio per riportare tutti i sezionamenti al modulo. Con la tecnologia attuale si potrebbe immaginare invece un piccolo nodo vicino al binario: alimentato direttamente dal DCC, con passaggio del bus, uno o due ingressi di occupazione e collegamento Wi-Fi alla centrale.
Dimensioni e consumi sarebbero probabilmente il vero punto di forza: l'elettronica necessaria sarebbe molto contenuta e il consumo di un singolo modulo praticamente trascurabile rispetto al resto dell'impianto. Alla fine spesso non è il circuito elettronico il problema, ma il cablaggio: metri di fili, collegamenti, tempo necessario alla posa e alla ricerca di eventuali problemi.
La stessa filosofia potrebbe estendersi a segnali, deviatoi, illuminazione degli edifici e altri accessori: piccoli moduli distribuiti, ognuno con la propria funzione, invece di portare tutti i fili verso un unico punto.
Un ulteriore sviluppo potrebbe essere anche la comunicazione diretta tra i moduli stessi. Non necessariamente ogni informazione dovrebbe sempre fare il giro della centrale: un modulo di occupazione potrebbe dialogare con quelli dei blocchi vicini, con un segnale o con un comando di itinerario locale.
In questo modo si passerebbe da una logica centralizzata, dove tutti i fili devono tornare alla centrale, a una rete distribuita dove ogni elemento conosce il proprio stato e quello dei dispositivi vicini. La centrale diventerebbe più un coordinatore della rete che un punto dove devono convergere tutte le informazioni.
Un aspetto secondo me molto interessante sarebbe anche il recupero degli impianti esistenti. Un vecchio plastico analogico potrebbe essere digitalizzato progressivamente, aggiungendo piccoli moduli dove servono, senza dover rifare completamente il cablaggio. Con costi dei moduli potenzialmente contenuti rispetto alle attuali soluzioni concentrate e con un enorme risparmio in termini di tempo e lavoro di posa.
Forse questa semplicità potrebbe essere anche un modo per avvicinare nuovi appassionati, soprattutto i più giovani. Una saldatura, un cacciavite e uno smartphone sono strumenti molto più vicini alle abitudini attuali rispetto a grandi quadri elettrici, fasci di cavi e complesse procedure di configurazione. Una filosofia più "plug and play" potrebbe rendere il ferromodellismo più accessibile senza togliere nulla alla possibilità di realizzare impianti evoluti.
Naturalmente il DCC rimarrebbe il riferimento per alimentazione e comando dei rotabili, mentre la rete Wi-Fi aggiungerebbe uno strato di comunicazione, diagnostica e automazione.
Non so se questa sarà la strada che prenderanno i produttori, ma il fatto che oggi anche una centrale entry level abbia già il Wi-Fi fa pensare che forse il passo successivo potrebbe essere una rete di oggetti intelligenti del plastico.
Grazie ancora per la segnalazione, perché questa nuova Z21 è interessante proprio anche per ragionare su dove potrebbe andare il digitale nei prossimi anni.
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Re: Centrale digitale Roco Z21 START newGen
Forse sarebbe il caso di considerare che stiamo ancora pagando profumatamente decoder e rotabili che hanno a bordo una tecnica ormai obsoleta che sta mostrando tutti i suoi limiti.
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Re: Centrale digitale Roco Z21 START newGen
Allo stesso tempo, però, va considerato il grandissimo parco di rotabili, decoder e accessori oggi installato e utilizzato da migliaia di modellisti. Pensare a una rottura netta con il DCC significherebbe rendere rapidamente obsoleto un patrimonio enorme di materiale, e questo probabilmente spiega la prudenza delle aziende.
Forse la strada più realistica sarebbe immaginare un nuovo sistema capace di convivere con il DCC per un lungo periodo, consentendo una migrazione graduale invece di una sostituzione immediata.
Direi che l'argomento meriterebbe una discussione a sé stante. Partendo proprio dagli spunti emersi in questa conversazione, potrebbe essere interessante ragionare su come potrebbe essere il "dopo DCC": quali caratteristiche dovrebbe avere un nuovo standard, come garantire la compatibilità con l'esistente e quali vantaggi concreti potrebbe offrire ai fermodellisti.
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Re: Centrale digitale Roco Z21 START newGen
È vero che permette a Roco di contenere i costi e proporre una centrale entry level più semplice, ma chi vuole poi realizzare un plastico con gestione automatica dovrà comunque aggiungere interfacce e moduli esterni, tramite centrale o PC.
Quindi il risparmio iniziale rischia di spostare semplicemente il problema fuori dall'ecosistema Roco.
A meno che non ci sia in programma una nuova soluzione basata su moduli distribuiti e rete, che per ora però non conosciamo.
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