Norme NEM: ieri, oggi e domani

Tutto ciò che riguarda la Federazione Italiana Modellisti Ferroviari e Amici della Ferrovia, associazione che ha lo scopo di promuovere, sostenere e diffondere in Italia l'interesse per le Ferrovie ed ogni altro mezzo di trasporto su rotaia, sia nel campo modellistico che reale, nonché la conoscenza dei loro più svariati aspetti.

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Norme NEM: ieri, oggi e domani

Messaggio da schunt » mar nov 03, 2015 7:31 pm

Scusatemi se faccio appello ad un tantino di perfidia, o sarcasmo, per tastare il polso alla FIMF su una problematica fondamentale che si prospetta all'orizzonte, rappresentata dallo stringimento del piano di rotolamentodelle ruote, in parole povere i cerchioni.

Su di una rivista specializzata per una migliore corrispondenza alla scala, si ipotizza il restringimento della larghezza dei cerchioni, mettendo in chiaro che cio' comporterebbe una sostituzione degli scambi, poiche' con le ruote in scala perfetta, le loco con i cerchioni ridotti si umpunterebbero nei cuori degli scambi.

Lo stesso vare a dire che i rotabili attuali, sostituiti gli scambi, non potrebbero piu' circolare, a condizione che si proceda alla sostituzione delle ruote........ senza contare che andrebbero rivisti anche i raggi di curvatura, poiche' considerato che i modelli, non essendo dotati di sospensioni, deraglierebbero in continuazione.

L'ipotesi della carta stampata trova un riscontro oggettivo, poiche parallelamente ad una importante manifestazione di modellismo a Frieldeschofen - cittadina tedesca sul lago di Costanza - tanti produttori, per vivacizzare il mercato fermodellistico che langue ( cosi' dicono loro) vorrebbero introdurre questa penalizzante novita'.

Da parte della federazione francese, considerato che si doveva solamente prendere atto di quanto loro decidevano e qualsisi osservazione contraria era vietata, hanno subito fatto sentire la propria voce, per cui in immediato hanno avvisato che se del caso, i modelli per il loro mercato dovevano restare con le attuali ruote, se del caso come aggiuntivi potevano essere sostituite.

Considerato che sta assottigliandosi il buon senso da parte di chi produce i modelli, sto a vedere cosa sara' capace di fare la FIMF, se una volta rinnovata, sara' capace di mettere alle corde questa categoria di cialtroni, capace di dare solamente una mazzata al fermodellismo in generale.

Chi e' stato presente al dibattito mi ha riferito che sono volate parole forti, mi ha sottolineato che volutamente e' stata ignorata la parte accessori !
Enzo

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Messaggio da ho_master » mar nov 03, 2015 8:32 pm

Mi sono attivato per capire quali sono i meccanismi.

La mia impressione personale da neofita e' che il lavoro FIMF e' stato quello
della meritoria traduzione delle NEM, non di fare 'lobby'.

C'e' un solo nostro rappresentante in MOROP e le riunioni si tengono in tedesco [8]

Volontari fatevi avanti !

Antonello Lato

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Messaggio da schunt » mar nov 03, 2015 10:01 pm

Come volevasi dimostrare, anche in questa circostanza, al solito qualsiasi cosa dipende dalla genia tedesca, quindi sono loro ad avere sempre buon gioco, perche' siamo noi a permetterlo!

Gia' presso l'UE cercano di imporre le loro regole, pero' c'e' un particolare, che quando noi ITALIANI facciamo la voce grossa, guarda caso se la fanno sotto e si indignano!

Basta ricordarli certi trascorsi storici che diventano agnellini.

Scusate, ma ci devo fare i conti tutti i giorni ed ho imparato che se non ti fai rispettare, ti distruggono!
Enzo

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Messaggio da marioscd » mar nov 03, 2015 10:25 pm

boh... dubito fortemente che anche i tedeschi accettino tale norma troppo penalizzante anche per il loro mercato. Io so che c'è una "elite" di modellisti di tutto il mondo che si dilettano con le norme "proto-87" che sono molto più stringenti delle NEM e tra le loro caratteristiche hanno proprio la riduzione del piano di rotolamento nonchè dei bordini portandoli quasi in perfetta scala, con conseguente autocostruzione integrale dei deviatoi e rispetto dei raggi di curvatura. Ognuno ha il diritto di farsi del male come meglio crede... ma da qua a credere che "tutti i produttori" vogliono introdurre questo genere di norme per me ce ne passa...


ciao!
Mario Scuderi - C.M.P. Club Modellismo Pavese ...ciò che è piccolo a volte diventa grande...

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Messaggio da sma835_47 » mar nov 03, 2015 11:09 pm

Farei due considerazione al riguardo:
1) difficilmente si arriverà ad una riproduzione in scala perfetta "proto-87" perché in questo caso dovremmo dare addio al 95% dei plastici, modulari e non modulari; ci dovremmo accontentare di diorami, con al massimo un "avanti-indietro". Inutile spiegare il motivo.
2) la maggior parte dei costruttori attualmente sono fuori dell'Italia e abbiamo detto e ridetto che il mercato italiano è considerato marginale; di conseguenza sarà ben difficile che si possa intervenire a bloccare qualche decisione di modifica degli standard NEM che non sia a noi gradita. Questo nel fermodellismo come in tante altre situazioni normative che ben conosco, dove, purtroppo, gli italiani hanno poco o niente peso.

Quindi penso che ben difficilmente questo possa essere un valido banco di prova "per tastare il polso" alla FIMF.
Monitoriamo la situazione per quanto possibile, ma sistemiamo le cose in casa nostra prima di tutto.
Ciao
Saverio
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Messaggio da Alessandro Giglio » mer nov 04, 2015 12:36 am

Caro Enzo, ti confesso che ho fatto un po' di fatica a "comprendere" il tuo pensiero. Non credo che oggi esistano le possibilità perché la FIMF possa imporre ai costruttori delle norme ed il rispetto delle stesse.
A tal riguardo esiste MOROP che potrebbe avere una certa influenza su queste penalizzanti scelte, e FIMF è parte integrante di MOROP.
Quello che tu affermi dimostra ancora una volta la cecità dei nuovi "padroni del vapore" che non sono più le "famiglie Fleischmann o Vollmer" ma da quanto sono entrati in azione le società finanziare le uniche cose a cui badano sono i profitti magari alti con basse produzioni, ma la loro cecità viene esaltata dal fatto che pensano che per ravvivare il mercato sia sufficiente ridurre i cerchioni.
Ma cosa vuoi che mi possa importare se i nuovi cerchioni non vanno bene per i miei scambi? Ormai ho tanto di quel materiale che non comprerò più nulla che non sia al vecchio standard. E credo che sia l' atteggiamento comune a tutti quelli che un plastico ce l' hanno già ed accumulato molto materiale rotabile.
Vogliono ravvivare il mercato che langue? Ma si sono chiesti perché il mercato langue? Abbassassero i prezzi, aumentassero la produzione e le disponibilità.
E' da gennaio che aspetto un set di vetture dalla Fleischmann ma che tarderanno ad arrivare, ma molto probabilmente non le comprerò più. Altro che cerchioni ridotti, con buona pace dei fermodellisti e della FIMF, dormiremo sonni tranquilli.
Però "chiamare la FIMF ad un simile banco di prova" mi sembra un tantino stressata come richiesta.
Sono curioso di sapere come finirà.
Un caro saluto a tutti.
Alessandro
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Messaggio da carlo mercuri » mer nov 04, 2015 6:56 pm

Scusate ma non capisco il problema della fascia di rotolamento, eventualmente ridotta, che cosa vada ad incidere nell'esercizio sui deviatoi attualmente in commercio.
Mi ricordo che nella costruzione del mio Tobruk in N, avendo le ruote costrette tra le pareti, ho quasi dimezzato lo spessore delle ruote e quindi delle fasce di rotolamento, e non ho avuto nessun problema in nessun deviatoio.
Se si elimina l'eccesso della fascia di rotolamento all'esterno, il bordino rimane dov'è, lo scartamento rimane il solito e la distanza delle ruote idem. Quindi dov'è il problema?

Nella foto, due assali: uno con la fascia di rotolamento ridotta e uno in condizioni normali.
Come si nota, il bordino non cambia posizione.
Nell'assale in condizioni normali, la ruota deborda molto fuori dalla rotaia, così come in H0.
Immagine
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Messaggio da Alessandro Giglio » mer nov 04, 2015 7:46 pm

Carlo grazie per il tuo prezioso contributo! Spesso ci fasciamo la testa prima di averla battuta ma il tuo contributo fotografico ci illumina e ci "rasserena". Sinceramente non avevo ben compreso l' arzigogolo, forse data l'ora, ma ora tutto mi è più chiaro.
Sonni sereni a tutti.
Alessanro
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Messaggio da ho_master » mer nov 04, 2015 11:23 pm

Ho chiesto io al Moderatore di creare una nuova discussione perche' mi accorgo che il mondo delle NEM
non e' proprio conosciutissimo.

Ciascuna delle 22 Federazioni presenti in MOROP puo' votare o meno ogni nuova norma o variazione
della esistente; da quello che ho capito le norme con hanno un valore 'cogente' in realta', ma chi, produttore,
se ne discosta lo fa a proprio rischio, magari un rischio calcolato.

Continuiamo qui questo interessante dibattito

Antonello Lato

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Messaggio da Alex Corsico » gio nov 05, 2015 5:17 pm

ho_master ha scritto:

Ho chiesto io al Moderatore di creare una nuova discussione perche' mi accorgo che il mondo delle NEM
non e' proprio conosciutissimo.



Concordo pienamente.. qualche anno fà avevamo preparato un confrontro fra le norme nem e NMRA

http://www.amiciscalan.it/files/Standar ... scalaN.pdf

ciao
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Messaggio da marioscd » gio nov 05, 2015 8:10 pm

ottimo documento, non lo conoscevo. Suppongo che più o meno la stessa "zuppa" sia applicabile in H0 facendo le dovute proporzioni. La sostanza sembra essere che, almeno fino ad oggi, le case europee si attengono alla normativa NEM (meno realistica ma più diffusa negli anni) mentre quelle che gravitano intorno al mercato USA sono adeguate agli standard NMRA (e fino a qua è tutto abbastanza logico). Comunque sia anche NEM ha previsto la possibilità di adottare un bordino più basso (vedi norma 311.1 http://www.fimf.it/fimf_prec/nem/nem/nem311_1.pdf in riferimento alla scala H0) molto simile al profilo RP-25 della norma americana.
Dalla mia personalissima esperienza so che un bordino RP25 (macchina americana Bachman, mi pare di ricordare) non riesce a superare indenne un deviatoio Fleischmann Profi (cod. 100) ne in corretto tracciato ne in deviata. Va un po' meglio sui Roco cod. 83 e sui Peco cod. 75 ma globalmente la prova è fallimentare.
Esperimenti fatti anche con la vaporiera Oskar Gr.640 con il ruotino anteriore dotato di profilo basso su un tracciato a norma FREMO (quindi su armamento Peco cod. 75) sono stati abbastanza negativi tanto da consigliare la sostituzione del ruotino con l'analogo a bordino alto in dotazione al modello.
Morale: bellissimo il bordino basso, molto realistico ma sostanzialmente incompatibile con buona parte dell'armamento che c'è in circolazione oggi (qua in Europa, ovviamente). Probabilmente una posa più che perfetta del binario (quindi non su un modulare "da battaglia") può migliorare un po' le cose ma non so fino a che punto. Se in ambito MOROP qualcuno le vuole cambiare non so che impatto troverà con la realtà...

ciao
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Messaggio da ho_master » gio nov 05, 2015 11:02 pm


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Messaggio da sma835_47 » gio nov 05, 2015 11:16 pm

La scala perfetta su un plastico reale (no su un diorama di qualche metro) non permette certo un gran funzionamento. Anche su un binario perfettamente posato, basta una vibrazione maggiore del previsto (consideriamo che i pesi non sono affatto in scala) per far uscire i bordini dalle rotaie. Quindi va bene spingersi verso un miglioramento dei modelli, verso una scala sempre più rispettata, va bene anche una massima attenzione al binario, ma temo che potremo scordarci i treni che corrono veloci lungo i nostri moduli.
Ciao
SAverio
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Messaggio da Roberto Scotto » mar nov 10, 2015 11:44 am

Alessandro Giglio ha scritto:

Caro Enzo, ti confesso che ho fatto un po' di fatica a "comprendere" il tuo pensiero. Non credo che oggi esistano le possibilità perché la FIMF possa imporre ai costruttori delle norme ed il rispetto delle stesse.
A tal riguardo esiste MOROP che potrebbe avere una certa influenza su queste penalizzanti scelte, e FIMF è parte integrante di MOROP.
Quello che tu affermi dimostra ancora una volta la cecità dei nuovi "padroni del vapore" che non sono più le "famiglie Fleischmann o Vollmer" ma da quanto sono entrati in azione le società finanziare le uniche cose a cui badano sono i profitti magari alti con basse produzioni, ma la loro cecità viene esaltata dal fatto che pensano che per ravvivare il mercato sia sufficiente ridurre i cerchioni.
Ma cosa vuoi che mi possa importare se i nuovi cerchioni non vanno bene per i miei scambi? Ormai ho tanto di quel materiale che non comprerò più nulla che non sia al vecchio standard. E credo che sia l' atteggiamento comune a tutti quelli che un plastico ce l' hanno già ed accumulato molto materiale rotabile.
Vogliono ravvivare il mercato che langue? Ma si sono chiesti perché il mercato langue? Abbassassero i prezzi, aumentassero la produzione e le disponibilità.
E' da gennaio che aspetto un set di vetture dalla Fleischmann ma che tarderanno ad arrivare, ma molto probabilmente non le comprerò più. Altro che cerchioni ridotti, con buona pace dei fermodellisti e della FIMF, dormiremo sonni tranquilli.
Però "chiamare la FIMF ad un simile banco di prova" mi sembra un tantino stressata come richiesta.
Sono curioso di sapere come finirà.
Un caro saluto a tutti.
Alessandro

In effetti il perseguimento del profitto a tutti i costi sta assumendo sempre più connotati di incubo.
Alessandro, discutendo anche di altro, ha toccato un tasto dolente, delicatissimo e, ripeto, impressionante. E pauroso se si va avanti ancora. Ovviamente non solo per i nostri trenini ma purtroppo per cose ben più importanti nella vita, nell'esistenza di tutti noi.

Ronerto
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Messaggio da schunt » mar nov 10, 2015 12:32 pm

Considerato che i modellini sono sprovvisti di sospensioni primarie e secondarie, strettire il piano di rotolamento dei cerchioni, si perde quella conicita' che salva dai deragliamenti nelle curve, poiche' proprio grazie alla conicita' del piano di rotolamento, si ha di fatto l'effetto differenziale in curva.

Trattandosi di curve strettissime, - circa una diecina di volte - disponendo di un piano di rotolamento maggiore, una conicita' dello stesso accentuata, permette di far stare sui binari i modelli; spero che chi progetta i modelli e si sta facendo le mesturbazioni mentali, possa arrivare a comprendere quali limiti oggettivi possiamo raggiungere realizzando i modelli.

Per esperienza personale, avendo a che fare quotidianamente con ingegneri , che casualmente si occupano di questioni ferroviarie, trovano difficolta' a comprendere quelle regole essenziali che diversamente un macchinista a vapore degli anni trenta, con la 5°elementare capiva al volo!!!!

Restringendo i cerchioni, si impone una diversa configurazione dei cuori degli scambi, che devano essere calibrati alle misure dei piani di rotolamento ridotti, per cui i mezzi con le ruote attuali si impuntano.

A livello internazionale noi Italiani siamo conosciuti per enti ed associazioni che parlano a se stesse, tanto che pochi giorni fa, la UE, in risposta all'Expo' di Milano, ci invita a considerare altro tipo di cibo...... che se lo mangino LORO!!!!!!!

In analogia con altri sodalizi dove le aziende li interpellano, non vedo perche' la FIMF non possa trovare la dimensione e caratura che li compete con le varie aziende, altrimenti a cosa serve?

Io sto vivendo in francia, e piano piano sto acquisendo un modo di ragionare dove e' previsto il rispetto di talune regole che si allontanano dalla realta' italiana, basata sul permessivismo dei delinquenti, che ci porta ad essere molto remissivi in tutti i settori, perfino dove storicamente siamo al primo posto.

Una cosa e' certa........ la prima nemica dell'Italia e' l'Unione Europea a guida prevalentemente tedesca, siamo solamente noi italiani a fare quello che ci dicono, anche sui trenini, " per niente ci definiscono Porci", anche se pPer quanto riguarda il mio personale impegno, quotidianamente cerco di renderli la vita un inferno e quando alzano la cresta li ricordo le "SS"; come posso li rompo le uova nel paniere, perfino in germania......... chissa' perche' mi rispettano e temono!!!

Detto questo, se a qualche moderatore non piace e' libero di cancellarlo, ma un piacere chiedo..... non mi si venga a raccontare che la FIMF a livello internazionale non ha voce in capitolo, perche' se cosi' fosse. coloro che ci snobbano li va fatto lo stesso trattamento dei manager di Aifrance !!!
Enzo

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Messaggio da Alessandro Giglio » mar nov 10, 2015 1:05 pm

Enzo apprezzo la tua disquisizione tecnica sulla superfice di rotolamento che qualcosa in più mi ha fatto capire, francamente poco capisco non essendo un tecnico, ma sui risvolti "politici" credo si debba fare alcune considerazioni.
Secondo te quanti fermodellisti e appassionati di ferrovie ci sono in Italia? Secondo me oltre 10.000 ma forse si riesce ad arrivare anche ai 20.000. Facciamo una media di 15.000 fermodellisti. Quanti sono gli iscritti alla FIMF? 650!
E pensi che una forza di 650 persone su 60 milioni di abitanti possa far paura a qualcuno o contare qualcosa?
Altra considerazione: che legame c'è tra i fermodellisti e gli appassionati di ferrovie reali in Italia? Che i primi "giocano come i bambini" i secondi credono di essere veri ferrovieri. Fino a quando ci sarà questa discrepanza e questo distacco tra i due mondi non ci sarà mai vero "FERMODELLISMO" . E' vero come tu sostieni che la FIMF dovrebbe avere una dimensione e caratura diversa, ma per avere una tale forza contrattuale e avere peso nei confronti delle aziende dovrebbe avere 10.000 associasti, come vedi è un problema di dimensioni, di impatto. Se poi purtroppo in Europa le lingue più in uso "politicamente" sono il tedesco e le lingue nordiche e cercano di imporre le loro regole di mercato e che noi subiamo passivamente ( se penso che potrei mangiare la mozzarella e il gorgonzola fatto con il latte in polvere mi viene da sta male) è un problema nostro ed è colpa nostra se non riusciamo a far valere le nostre ragioni.
Se a MOROP si parla tedesco è perché sono i più numerosi e i più compatti e quelli che frequentano maggiormente i Congressi.
Se la FIMF non ci piace così com'è oggi non serve criticare e voltare le spalle, (non mi rivolgo a te ma a tutti in generale) ma rimboccarsi le maniche e cercare di far qualcosa come sto cercando di fare da tre anni e posso dire senza tema di smentita che i primi risultati si incominciano a vedere, con il ricambio delle persone e dei progetti, leggi elezioni e nuovo Consiglio.
Quando la FIMF avrà dimostrato la sua valenza e la sua competenza e accresciuta nella sua forza e sarà soprattutto unita e espressione reale di tutti gli appassionati di ferrovie solo allora potremmo dire di essere una realtà con un certo peso, con una certa caratura e valenza, quella che ci compete perché se uniti non ci batte nessuno, nemmeno i Kartoffel, ma dipende da noi, dalla nostra volontà, dal nostro credere in quello che facciamo, senza gelosie, senza protagonismo provinciale.
Grazie per l'attenzione
Alessandro
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Messaggio da sma835_47 » mar nov 10, 2015 1:41 pm

Spero di non andare fuori tema.
Mi sembra una cosa logica (dico logica ma non corretta) che le norme NEM vengano discusse dai tedeschi o altri e che la nostra FIMF praticamente non possa far altro che recepirle. Da anni, per non dire decenni la FIMF è stata sostanzialmente rappresentata da un gruppo di persone (magari valenti maestri modellisti che potrebbero insegnare a tutti noi come fare modellismo) che del modellismo italiano e della sua diffusione non si è interessato più di tanto. Inoltre su 10000-15000-20000 modellisti in Italia, solo il 6,5% è iscritto alla FIMF sia per scarsa conoscenza della stessa, sia per mentalità da "modellista che lavora in cantina o mansarda rigorosamente da solo" e quindi la nostra rappresentanza vale niente. Lo stesso mercato italiano, lo sappiamo tutti, è un mercato scarso e tanti produttori ci relegano ai margini. Quindi la prima cosa è allargare la nostra rappresentanza, partecipando in modo attivo alla FIMF prima e a Morop dopo facendo massa.
Che poi nei convegni Morop si parli tedesco, direi che è del tutto secondario.
Partecipo a diversi Comitati Tecnici del Comitato Elettrotecnico Italiano (ente che promulga le norme elettriche valide per l'Italia). In alcuni Comitati, in pratica non si può par altro che recepire le decisione della IEC (International Electrical Committee) dal momento che non abbiamo forza, né capacità, né voglia di partecipare ai lavori internazionali. Recepiamo le norme che arrivano, le traduciamo in italiano e le pubblichiamo. Poi alcuni costruttori si lamentano che alcuni requisiti sono discriminatori della loro produzione, mentre sono a favore della produzione tedesca o francese o americana; ma quando si chiede di partecipare con persone o esperienza si tirano indietro.
Morale di questa storia: facciamo funzionare bene la FIMF, rimboccandoci le maniche e poi vediamo di farla rivivere in sede MOROP.
Ciao
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Messaggio da ho_master » mar nov 10, 2015 7:56 pm

La FIMF sara' 'snobbata', ma quante forze abbiamo messo in campo oltre all'ottimo Alceo Manino ?

Chi, esperto di ingegneria modellistica, si propone per lavorare con MOROP.

Io non conosco i meccanismi di MOROP ( o meglio non li conosco ancora ), ma mi sembra di capire che FIMF
ha un voto come gli altri 21 Membri quindi, come in tutti questi organismi internazionali c'e' prima di tutto un
problema di alleanze fra Federazioni.

Quanti incontri con le altre Federazioni sono stati tenuti ?

La realta' con cui ci scontriamo sul lavoro e in politica non dovrebbe entrare nelle nostre discussioni modellistiche:
i popoli sono caratterizzati e diversi, ma i modellisti e gli appassionati di treni si assomigliano molto a tutte le latitudini.

Detto cio' chi dei frequentatori del Forum vuole farsi avanti o conosce qualcuno in grado di partecipare ben venga
un gruppo tecnico di discussione e di revisione con compiti ben definiti.

Antonello lato

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Messaggio da Alex Corsico » mer nov 11, 2015 7:00 pm

tornando a bomba sull'argomento e per chi non crde che possa funzionare.... qualche migliaio di esempi

https://www.fremo-net.eu/en/modular-sys ... -87-start/

e quache video

https://www.google.it/search?q=video+fr ... z&dpr=1.09

Naturalmente non sono modelli pret a porter, ma sono funzionanti come gli altri.

Personalmente sono a questi risultati che tendo con la mia attività modellistica in qualsiasi scala (n-H0-0)

ciao
Alex Corsico. Ferrovie e Tranvie Locali - Direzione d'Esercizio - PAVIA
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Messaggio da Paolo_ge » dom nov 15, 2015 8:30 pm

Non sono sicuro di avere colto bene il senso della discussione. Forse nasce anche dalle considerazioni di un articolo su TuttoTreno sulle norme NEM e la larghezza dei cerchioni? In tal caso vorrei esprimere la mia opinione con riferimento giusto a quell'articolo.
le considerazioni che vi sono sono corrette, ma corretta è anche la conclusione: ovvero che si vuole aumentare ancora il realismo e stringere, portandoli in scala, i cerchioni occorre buttare via la quasi totalità dei plastici attuali. Diminuire la larghezza del cerchione fa variare la distanza tra i bordini di un asse e di conseguenza variano le misure che servono sui deviatoi. inoltre, come riportato nelle NEM 311.1, in Europa sono (ormai erano ...) normali i carri a 2 assi. tali carri per iscriversi in curva devono poter contare su un certo gioco trasversale sugli assi altrimenti sulle curve ultra strette dei plastici non potrebbero iscriversi. Ruote "fini" richiedono anche un binario "fine", posato ottimamente e rotabili che si comportino come quelli veri: appoggio isostatico e/o sospensioni.... Il peso infatti deve gravare come al vero uniformemente altrimenti al primo sghembo vola tutto fuori. Risultato: le norme fini (tipo le proto 87) richiedono materiale rotabile e fisso adeguato. in pratica per una ditta sarebbe come lanciare sul mercato una nuova scala H0 incompatibile con gli attuali mezzi. E su che mercato potrebbe contare? Già oggi si fatica a vendere più di qualche migliaio di pezzi di un modello italiano, figuriamoci se ci mettiamo a segmentare ulteriormente tale mercato.
Poi francamente a me piace il treno perchè ci posso "giocare" e per me giocare non significa impazzire per posare alla ultra perfezione il binario o buttare giù i muri di casa per poter fare una curva di 4 m di raggio che sarebbe il minimo per il realismo.
Ovviamente ammiro i modelli ben fatti e all'estero ne ho visti diversi in proto87 e similari: bellissimi ma funzionanti su plastici che erano poco più che diorami.

ciao a tutti
Paolo Beverini - GFG Genova www.gfg-genova.it

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Messaggio da sma835_47 » dom nov 15, 2015 8:39 pm

Non sono sicuro che con fascia di rotolamento più stretta, vari la distanza interna tra i bordini, dal momento che questa misura è sostanzialmente lo scartamento H0.
Sono d'accordo che con ruote aventi la fascia di rotolamento più stretta e magari bordini meno alti, i rotabili circolerebbero bene solo su un binario posato a regola d'arte.
Ciao
Saverio
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Messaggio da marioscd » dom nov 15, 2015 11:49 pm

sposo in toto le considerazioni espresse da Paolo Beverini. Credo che esercizi di modellismo "estremo" come il Proto-87 siano affascinanti e stimolanti ma solo a certi livelli di esercizio fermodellistico. Un'utenza media (nella quale mi metto anch'io) credo che preferisca digerire un compromesso col cerchione largo ma avere meno rogne di armamento, posa, circolabilità, compatibilità con i modelli datati e salvaguardia del proprio equilibrio psico-fisico!

ciao
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Messaggio da Alex Corsico » lun nov 16, 2015 6:23 pm

Ma la domanda sorge spontanea (direbbe il bravo giornalista :smile: )
Quanti di quelli che parlano hanno provato ad affrontare un discorso Proto?
Forse è più semplice fare che capire.
Come già detto non è alla portata di tutti, ma considerando che la maggior parte dei rotabili venduti rimane nelle scatole od al massimo in bacheca ed criticato per la mancanza di un chiodo od il colore non perfettamente simile a quello di quella macchina in esercizio il 15/8/1965 il proporre di diminuire la larghezza del cerchione e l'altezza dei bordini non mi pare un sacrilegio......

ciao
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Messaggio da Alessandro Giglio » lun nov 16, 2015 7:51 pm

Non sono un "tecnico" per cui non mi sbilancio in argomentazioni a me poco chiare però cerco sempre di dare delle risposte agli obiettivi che mi sono posto e mi sono sempre trovato davanti al dilemma: la perfezione del modello o l' esercizio ferroviario?
Se fossi un collezionista da vetrina probabilmente pretenderei la perfezione nei dettagli, nei colori, negli accessori e le loro dimensioni, ma sono un "piccolo plasticista" nel senso della scala N per cui devo decidere se voglio un modello funzionante o particolareggiato.
Ma quando il treno "corre" cosa me faccio del particolare? Chi lo vede? nella mia scala? Ma anche in HO dov'è la differenza?
Non è più realistico vedere un treno passeggeri, uno di quelli con il bagagliaio e le vetture a scompartimento, con 12 vetture al seguito e occupare tutto il marciapiedi della stazione? Per me l' importante è che il treno impegni gli scambi senza deragliare e sapeste come è bello vedere un treno uscire dalla stazione a bassa velocità e non fermarsi sugli scambi, grazie anche al digitale.
Non è che si sta tentando di inventarsi qualcosa di nuovo pur di muovere le acque del mercato? Come diceva Beverini o allarghiamo i raggi di curvatura dei nostri tracciati in maniera realistica o ci fermiamo alle attuali condizioni, bisognerà capire cosa intenderanno fare gli "innovatori" per il futuro, se capiranno che la loro rivoluzione porterà più danni che benefici. Mi auguro che simile diavoleria non valga per la scala N!
Parole di saggio ignorante.
Un caro saluto a tutti.
Alessandro....a prestissimo
Alessandro Giglio

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Messaggio da marioscd » lun nov 16, 2015 8:20 pm

Alex Corsico ha scritto:

Ma la domanda sorge spontanea (direbbe il bravo giornalista :smile: )
Quanti di quelli che parlano hanno provato ad affrontare un discorso Proto?
Forse è più semplice fare che capire.
Come già detto non è alla portata di tutti, ma considerando che la maggior parte dei rotabili venduti rimane nelle scatole od al massimo in bacheca ed criticato per la mancanza di un chiodo od il colore non perfettamente simile a quello di quella macchina in esercizio il 15/8/1965 il proporre di diminuire la larghezza del cerchione e l'altezza dei bordini non mi pare un sacrilegio......

ciao



no, non lo è... a patto che non sia vincolante per i nuovi modelli! voglio dire... posso decidere io se adeguarmi al massimo realismo con tutto ciò che comporta oppure posso avere diritto di mantenere la massima compatibilità con l'esistente. Se fosse "imposto" sui nuovi modelli potrebbe si diventare un sacrilegio!

ciao!
Mario Scuderi - C.M.P. Club Modellismo Pavese ...ciò che è piccolo a volte diventa grande...

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