SCALA 0 - Storia di questa scala "imperfetta"

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Dario Romani
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SCALA 0 - Storia di questa scala "imperfetta"

Messaggio da Dario Romani » ven ott 30, 2015 6:32 pm

Il mio amico Walter Guadagno, che è cresciuto come me a pane, modelli Rivarossi e rivista Italmodel Briano Editore in Genova, mi ha chiesto di iniziare a parlare di Scala 0 su questo Forum perché è molto frequentato (questo gliel'ho detto io).
Che sia la più imperfetta fra le scale è dovuto al fatto che tutti gli equivoci di rapporti strani esistenti nel fermodellismo e nell' automodellismo è scaturito da questa scala, oltretutto con questo nome ZERO che sembra voler annullare tutto.
Allora siamo agli inizi del secolo XX: i Fratelli Maerklin lanciarono sul mercato un treno di misura più piccola di quelli già esistenti e conosciuti come Spur I o 1, Spur II o 2, Spur III o 3, lo qualificarono come Spur 0 (ZERO o NULL), per significare che uno scartamento più piccolo NON ERA POSSIBILE !
Pertanto la scala Zero fu inventata dai fratelli Maerklin come rapporto 1:48 del solo binario, che poi non è vero per i treni; adattarono gli stessi modelli in scala 1 allo scartamento più piccolo per realizzare un impianto da utilizzare dentro casa. Fonte CLOCKWORK STEAM AND ELECTRIC di Gustavo Reder.
In seguito Henry Greenly per Bassett Lowke negli anni 20 segnò poi le tacche sul suo pantografo da disegno per le scale 10 mm/ft, 7 mm/ft, 4mm/ft, (risp. scala 1 rapp. 1:30,5, scala 0 rapp. 1:43,5, scala 00 rapp.1:76,2) per la produzione in Germania di modelli con misure millimetriche.
Nel processo di unificazione degli anni 20 e seguenti, si sono stabilite tre prassi;
-A -la prassi Americana, normalizzata da NMRA, con una scala di 1:48, in breve: Q "quarter " scale per foot.
-B -la prassi Britannica, seguita da quella Francese, con una scala 1:43,5, usata anche per i modelli di autoveicoli,
-C -la prassi Continentale, normalizzata da MOROP nelle NEM come NEM 0, con una scala 1:45.
Io proporrei di fare riferimento alla prassi B anglo-francese come ZERO, e a quella C Continentale -NEM 0 come NEMO.
Tutti i modelli utilizzano lo stesso scartamento di 1 1/4 inch = 32 mm per riprodurre lo scartamento normale.
Nota: pur esistendo in inglese la parola ZERO (pronunciata ziiro) per i treni in questa grandezza, inglesi ed americani ed altri anglofoni usano la locuzione O GAUGE (pronuncia OU-gaidzh) oppure GAUGE O.
Le ditte costruttrici italiane in questa scala, oltre Rivarossi e Lima, sono stati (S.E.& O.) Biaggi-GEM, FAGE, ELETTREN (in attività)...
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Messaggio da Dario Romani » ven ott 30, 2015 6:50 pm

Bene vi ha intrigato questa breve spiegazione storica della scala Zero, la scala imperfetta per antonomasia ? :smile:
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Messaggio da Andrea » ven ott 30, 2015 9:52 pm

Interessante Dario, a me personalmente la scala zero piace moltissimo.
A tal proposito ti segnalo questa discussione nella quale si parla di una sogliola davvero molto bella e che ho avuto il piacere di vedere e fotografare nel laboratorio di Edgardo:

topic.asp?TOPIC_ID=6209

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Andrea - “I fermodellisti sono tanti e legati da un'amicizia sincera, che esplode in una cordialità ormai rara nel mondo rumoroso ed incerto di oggi”. La valle incantata

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Messaggio da carlo mercuri » sab ott 31, 2015 11:40 am

Molto interessante. Molte delle cose citate non le sapevo. Credo che, prima o poi, un modello in scala zero dovrò costruirmelo.
Avevo , ai tempi delle memorabili Giornate Fiorentine, un formidabile maestro che costruiva in scala 1:20, il caro Mirolla, scomparso tempo fa. Lui mi aveva trasmesso la passione per questi rotabili, che a me, prevalentemente Ennista ,apparivano enormi!!
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Messaggio da Marshall61 » sab ott 31, 2015 3:09 pm

Molto interessante Dario, da Marklinista che sono non lo sapevo questa storia.... :grin: ...è sicuramente una bella scala che consente una riproduzione accurata ma che ha avuto poco seguito nel nostro Paese e così sembra essere anche in Germania dove la Scala 1 e quella G la superano di misura e di appassionati, mentre negli Stati Uniti sia molto seguita.....

Ciao, Carlo
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Messaggio da MrMassy86 » sab ott 31, 2015 4:59 pm

Moto interessante :wink: Massimiliano :cool:
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Messaggio da Dario Romani » lun nov 02, 2015 7:27 pm

Marshall61 ha scritto:

Molto interessante Dario, da Marklinista che sono non lo sapevo questa storia.... :grin: ........Ciao, Carlo

Allora, quesito ancora più intrigante: chi ha introdotto l'Alimentazione a Corrente Continua per la Trazione dei Treni Modello ?
La Risposta è sempre "Gebruder Maerklin", questi grandi figli di buona madre (detto con ironia e grande rispetto).
Cito sempre come fonte il libro CLOCKWORK STEAM AND ELECTRIC di Gustavo Reder, versione inglese di C Hamilton Ellis.
Stiamo parlando di grandi scale, la 0 e la I. Nel 1933 i Fratelli M fecero il salto di qualità presentando modelli di locomotive e di carrozze realistici, e nel 1935 presentarono il "CONTROL 70", il dispositivo che ovviava all'impulso in sovratensione e relè sulla locomotiva, consistente in un ponte raddrizzatore a cellule al germanio (diodi) ed un invertitore DPDT. Sulla locomotiva erano montate due cellule al germanio (diodi) una per campo marcia-avanti e una per campo marcia-indietro. Il raddrizzatore si chiama Gleichrichter, ed i detrattori della concorrenza si inventarono un gioco di parole: "Gleich-riecht-er" che pare significhi "Puzza subito!" Le cellule di germanio erano sottodimensionate per le correnti utilizzate e si bruciavano! C'era ancora molto cammino da fare per la tecnologia!
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Messaggio da Dario Romani » mer nov 04, 2015 7:14 pm

Io mi devo rendere conto qual' è il gradimento di un argomento su questo Forum, e sono convinto che le parole non bastano.
Servono le illustrazioni, pertanto a solo titolo di Recensione del libro Clockwork Steam and Electric, posto una riproduzione parziale che non infrange alcun copyright. poiché si tratta di immagini di modelli anteguerra Maerklin, Bing e Bub.
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Messaggio da robiravasi62 » mer nov 04, 2015 7:18 pm

assodato che l'H0 è 1:87 e vuol dire Half Zero, cio' implica che la 0 è il doppio percui 1:43,5 e basta, secondo l'inventore dell'H0. Chi sa qualcosa? e chi è l'inventore dell'H0? (io le immagini del libro non le vedo...)
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Messaggio da Dario Romani » mer nov 04, 2015 7:18 pm

Immagine:
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Questo era quanto riusciva a fare la Maerklin in Scala 0 nel 1928: una ATLANTIC invece di una PACIFIC spacciata per la Baureihe 01 !
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Messaggio da robiravasi62 » mer nov 04, 2015 7:19 pm

scusa non la vedevo perchè non c'era
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Messaggio da Dario Romani » gio nov 05, 2015 6:49 pm

robiravasi62 ha scritto:

assodato che l'H0 è 1:87 e vuol dire Half Zero, cio' implica che la 0 è il doppio percui 1:43,5 e basta, secondo l'inventore dell'H0. Chi sa qualcosa? e chi è l'inventore dell'H0?...

Grazie, Roby, per il tuo intervento. Mi ci è voluto un po' per caricare la prima immagine, a cui faranno seguito altre.
Quanto ai pionieri dell' H0, il libro ne parla e conto di aprire un altro tread.
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Messaggio da Dario Romani » gio nov 05, 2015 7:30 pm

Torniamo al salto di qualità della Maerklin nel 1933.
Il loro prodotto di punta era la Br 01 offerta sia in scala 0 che in scala 1.
In più, i Fratelli M si erano dilettati a riprodurre in scala 0 la 241 "Mountain" della ETAT (la rete ex OUEST nazionalizzata) in livrea fotografica.
Nota: la SNCF sarebbe sorta solo nel 1938.
Guardate un po'.

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Messaggio da Dario Romani » gio nov 05, 2015 7:34 pm

C'è anche scritto nel testo che avevano fatto il modello della locomotiva unificata che avrebbe dovuto sostituire la P8 prussiana, schema 2'C.
Io ritengo che i Fratelli M abbiano raggiunto l'apice con il modello 241 ETAT.
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Messaggio da Dario Romani » gio nov 05, 2015 7:42 pm

Ora guardiamo i diretti concorrenti, BING e BUB.

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In tabella sono espresse le misure comparative per le tre marche nelle due scale. Però la BUB ha presentato il modello della Br 01 solo in scala 0.
Però non mi sembrano all'altezza della Maerklin.
Notate le luci di testa con le lampadine, il massimo degli effetti. Non so il "loksound" che avevano questi modelli. Io me li immagino come un macinacaffè.
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Messaggio da Dario Romani » gio nov 05, 2015 7:51 pm

E ora passiamo alle carrozze in piena lunghezza introdotte nel 1934, sia in scala 0 che in scala 1 (suffisso G).
Art. 1941 D-zugwagen mista 1a e 2a classe
Art. 1942 WR MITROPA
Art. 1943 WL MITROPA
Art. 1944 Packwagen
Art. 1945 Postwagen
Art. 1942/J WR CIWL
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Pure qui mi pare fosse stata raggiunta l'eccellenza.
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Messaggio da Dario Romani » gio nov 05, 2015 8:04 pm

Però sul Forum di Ferramatori ho un riscontro del gradimento cliccando sulle immagini, per esempio leggo cliccato 20 volte, qui no.
Devo solo fare riferimento all' indice per vedere le visite, e va bene, siamo a 188.
Ho trovato un filmato su youtube su Maerklin Spur 0:

Quest'altro con treno ELETTREN Scala 0: Loco Gr 691 con Carrozze FS e CIWL.
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Messaggio da v200 » ven nov 06, 2015 12:41 pm

Ciao Dario,
grazie per queste informazioni di una scala poco usuale per gli standard domestici, pensa che sono un ennista.
Ma importante per la storia fermodellistica, leggo volentieri i tuoi post per colmare una lacuna del mio bagaglio fermodellistico.
Roby
Roby - In ogni fermodellista in enne c'è un po di masochismo.

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Messaggio da Dario Romani » ven nov 06, 2015 9:22 pm

Quello che hai scritto, caro Roby, mi gratifica davvero, perché in fondo voglio condividere questa rara fonte di storia del modellismo CLOCKWORK STEAM AND ELECTRIC.
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Messaggio da carlo mercuri » sab nov 07, 2015 8:50 am

Certo, pensando all'epoca della realizzazione dei rotabili che hai mostrato, e alla tecnologia di allora, li trovo davvero stratosferici.
Veramente!! :smile:
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Messaggio da v200 » sab nov 07, 2015 3:55 pm

Ciao Dario,
avevo letto che i primi trenini erano alimentati a 220/230 V in CA,
Questi modelli che stai divulgando che alimentazione avevano?
Roby
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Messaggio da Dario Romani » sab nov 07, 2015 9:34 pm

Prima che i trasformatori fossero una "tecnologia alla portata di tutti" veniva utilizzato un reostato in serie a normali lampadine, per abbassare la tensione fino a 10 o 20 volt.
Ma appena la locomotiva veniva rimossa dal binario, la tensione di 125 volt in tutta la sua pericolosità si presentava.
Non mi ricordo dove c'era questa immagine di un bambino che usava questo apparato, collegato alla lampadina sul soffitto, per far marciare il treno elettrico.
Negli anni 30 doveva però essere consolidato l'uso del trasformatore, che abbassava in sicurezza la tensione.
Riporto nel post che segue l'illustrazione ripresa dal Manuale Maerklin ristampato nel 1962.
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Messaggio da Dario Romani » sab nov 07, 2015 9:55 pm

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Generazione della Corrente Elettrica a frequenza di 50 Hz per uso industriale e civile e a frequenza ridotta 16,7 hertz per trazione ferroviaria.

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Utilizzi vari della corrente elettrica nell' industria, nei trasporti e a casa.
Notare che nel trasformatore in città viene specificata la tensione 380 volt da fase a fase e 220 volt da fase a neutro (nulleiter in tedesco).
Sono ancora comuni in Italia i trasformatori per 220 volt fra fase e fase e 125 volt fra fase e neutro.
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Messaggio da Walter Guadagno » mar nov 17, 2015 7:32 pm

Cari amici, innanzitutto un grazie a quanti mi hanno dato il loro BENVENUTO al momento della mia adesione al Forum: è bello vedere che tutti voi siete accomunati dalla virtù della gentilezza e dell'apertura verso gli altri, cosa non comune nell'attuale società. Sono innamorato di tutte le scale, di tutte le marche, specialmente quando riproducono rotabili italiani. Tempo fa, quando ero direttore di una rivista fermodellistica (a proposito, Dario, non usare il termine"ferromodellista" che è errato), insieme con l'amico Alfredo Falcone, mi diedi da fare per sviluppare la scala N italiana; fra i lettori vi era pure un ragazzo di Pavia il quale, in seguito, fondò l'associazione italiana della scala N, con un proprio bollettino, con una non indifferente attività sociale e con numerosi articoli sul prestigioso Bollettino FIMF. Adesso vorrei vedere se si può alimentare la passione per la scala 0 italiana: speriamo bene. Un caro saluto a Dario e a tutti voi, Walter Guadagno.
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Messaggio da Walter Guadagno » mar nov 17, 2015 8:08 pm

Ah, volevo aggiungere qualche altra cosa. Proprio oggi ho avuto il piacere di conoscere nel grande negozio fermodellistico (a proposito, Dario: è errato dire "ferromodellismo") del simpatico Salvatore, a Roma Ciampino, un bravo modellista, appassionato della scala 0, di nome Mauro. Sta costruendo la Sogliola partendo da una lastrina. Purtroppo mi ha comunicato che quella della Brawa che ho acquistato tempo fa, non corrisponde esattamente ad un modello italiano.
Cari Robiravasi, v200 e Carlo Mercuri, complimenti per aver sbirciato nel forum della scala 0: la passione per il fermodellismo non conosce differenze ... di scale. E' bello vedere il vostro interesse. Un grazie a Dario Romani per le notizie storiche basilari che ci sta fornendo.
Chiudo, per il momento, salutandovi amichevolmente, Walter Guadagno.
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