Distruzione itinerari

Il sistema tradizionale di gestione locomotive e plastico.

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FRANCO
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Distruzione itinerari

Messaggio da FRANCO » lun mag 25, 2015 11:35 am

Ciao a tutti apro questo filetto per il problema di cui sopre dopo aver realizzato le schede per gli itinerari (progetto cmp ottimo ed affidabile) mi sono posto la domanda di come fare a distruggere l'itinerario quando il trno interessato l'ha percorso,ho cercato in rete ma non ho trovato nulla qualcuno ha dritte in proposito?
Alla prossima Franco
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Docdelburg
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Messaggio da Docdelburg » lun mag 25, 2015 3:51 pm

Fatico a capire perchè la distruzione di un itinerario (meglio la sua cancellazione) è un'azione tipica dei sistemi informatici e quindi riguarda il sistema digitale. Un itinerario occupato blocca i convogli che seguono e devono percorrere tutto o parte di quell'itinerario e la loro partenza è subordinata alla liberazione dell'itinerario appunto.
L'itinerario è occupato quando i sensori rilevano la presenza di un convoglio (sensori di assorbimento, reed, barriere IR.....) e quindi occorre che ci sia anche un canale di retroazione o feedback.
In analogico, se ti riferisce agli itinerari creati con la matrice di diodi, non c'è alcuna distruzione ma solo un successivo cambiamento allorché un nuovo comando (manuale o automatico) non attivi un nuovo itinerario.
In ogni caso, sia in digitale che in analogico, la distruzione di un itinerario coincide con la non occupazione dello stesso e non significa riposizionare i deviatoi in un senso o in un altro; in entrambe i casi i deviatoi modificano la loro posizione quando un nuovo itinerario viene attivato.
Spero di aver interpretato in modo corretto la tua domanda; in caso contrario aiutami a capire cosa intendi.
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Messaggio da FRANCO » lun mag 25, 2015 10:22 pm

Grazie Doc in effetti la domanda mi accorgo di averla posta in maniera frettolosa,per distruzione itinerari intendevo quello che succede nei banchi ACEI, ovvero il dirigente, alla richiesta del convoglio che deve entrare in stazione, apre l'itinerario dedicato e questo dopo il passaggio del treno stesso viene "distrutto" cosi dicono in gergo, effetivamente questo puo' avvenire perche' in stazione la maggioranza dei deviatoi che interessano i binari confluiscono in tronchini, di sicurezza quindi una vollta annullato l'itinerario, gli stessi si posizionano in questo aspetto fino al formularsi dell'itinerario succesivo.
Pertanto probabilmente poco si trova perche' pochissimi plastici configurano la stazione con questo schema essendo peraltro anche costoso,visto che sarebbero tutti dei doppi scambi,quindi la mia era una curiosita' per poterla implementare sulla scheda ad itinerari,ma anch'io di conseguenza dovrei sostituire parecchi deviatoi per il motivo di cui sopra.
Grazie alla prossima Franco
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Messaggio da marioscd » mar mag 26, 2015 9:33 am

Non sono un esperto di sistemi ACEI ma è evidente che la formazione degli itinerari eseguita sul banco è un po' più complessa di quella simulata con una matrice di diodi. Innanzi tutto l'itinerario "vero" prevede che oltre alle posizioni dei deviatoi si attivi di conseguenza anche tutto il segnalamento relativo e che le porzioni di itinerario che vengono mano a mano occupate dal convoglio in transito si proteggano con le dovute sicurezze (occupazioni di binario) etc etc. Nella versione "casalinga" attraverso la matrice noi possiamo "prenotare" un itinerario (formandolo) ed eventualmente possiamo anche agire sul segnalamento ma di solito ci si ferma qui. Il successivo itinerario scelto predisporrà il tutto per una nuova manovra e così via all'infinito. In realtà se si utilizzassero sensori di rilevamento e un sistema a logica complessa (come potrebbe essere un dispositivo basato su Arduino, per esempio) si potrebbe anche andare ad un livello di simulazione più spinto creando anche le protezioni di sicurezza e le "distruzioni" di itinerario. Credo, tuttavia, che se si optasse per questa seconda soluzione si dovrebbe far fare tutto ad Arduino eliminando completamente le matrici di diodi! In buona sostanza: con le matrici non ha senso creare maggiori complessità gestionali. Se si vuole fare una vera simulazione ACEI allora non si deve ricorrere al sistema a matrice di diodi ma bisogna pensare ad un sistema logico ben più complesso...

ciao
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Messaggio da FRANCO » mar mag 26, 2015 11:07 am

OK grazie per l'interessamento .
Alla prossima Franco.
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Messaggio da Docdelburg » mar mag 26, 2015 3:00 pm

Quello che vorresti fare tu già lo si fa con i programmi quali Rocrail o Traincontroller; occorre passare al digitale e al posto del quadro ACEI utilizzare lo schermo del pc configurato come un quadro ACEI appunto. L'itinerario predisposto e percorso viene evidenziato e quindi distrutto una volta liberato.
In questo senso puoi operare in modo manuale, automatico (tutto delegato al pc) o semiautomatico (manuale con blocco di sicurezza).
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Messaggio da Edgardo_Rosatti » mar mag 26, 2015 11:22 pm

Mi intrufolo nel thread.
Mauro e Mario hanno spegato più che correttamente quali siano i problemi relativi alla gestione di una stazione modellistica come nella realtà e sicuramente l'unica strada percorribile è la digitalizzazione.
Lavorando in metropolitana come macchinista conosco un po' i sistemi ACEI, ma più quelli di tipo ATC e ACS che sono di ultima generazione e completamente informatizzati.
Noi ad esempio usiamo dire che un itinerario "cade" dopo il passaggio del treno, ma il concetto non cambia.
Mario ha citato Arduino (e non a caso) che consente di tentare un approccio diverso dalla digitalizzazione. Cioè consente di avere 2 circuiti ridondanti; uno di gestione degli enti che verifica i comandi ed eventualmente imposta gli itinerari e uno che legge le occupazioni attraverso sensori ottici e impone dei vincoli su circuiti di comando.
Io ci sto provando con il modulo della Vecchia Brianza, ma i tempi di lavoro sono lunghi.

Qualcosa puoi vederlo qui dove c'è un simulatore che per ora permette di impostare gli itinerari di una stazione senza conflitti:
http://gasttlab.altervista.org/brianza.php
Per le occupazioni ci sto lavorando.

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Messaggio da schunt » mar giu 02, 2015 7:25 pm

Non e' mia intenzione salire in cattedra, ma mettendo a frutto le mie conoscenze sugli apparati centrali, l'ho realizato per il controllo del traffico sul mio plastico, e poiche' non ho e non intendo introdurre il sistema DCC, ho escluso il computer ed ho impiegato i micro controllori.

Ti posso garantire che in talune situazioni , quando gli appatari erano a leve , si poteva ricorrere al vocabolo " distuzione dell'istradamento", gia' perche' non avveniva automaticamente, andava distrutto un poco alla volta .

Negli apparati si adotta la divisione tra i vari tipi di percorsi come segue:

ISTRADAMENTO- corrisponde ad un percorso per movimenti di manovra all'interno dell'impianto, con la sola apertura dei segnali bassi, cioe' marmotte;

ITINERARI - corrispondono ad un percorso con l'apertura dei segnali bassi e dei segnali di partenza io di ingresso a seconda della necessita';

Nel caso degli itinerari una volta aperto il segnale, esso puo' essere distrutto dopo il passaggio del treno, cioe' quando si possono rimettere nella posizione di riposo le leve manovrate.

Nel caso di apparati centrali ACEI o statici, i percorsi si " Cancellano" cioe' e' il convoglio stesso che diopo averli percorsi le cancella dal programmatore, poiche' la posizione di ogni singolo ente ( PL Deviatorio, Circuiti di occupazione binario) deve inviare il proprio segnale di posizione ad un apparecchio, esso deve azionare i fermascambi, una volta che ha tutti i consensi dagli enti interessati, si mette in posizione tale che si aprono il segnali .

Fino a che il treno non impegna l'itinerario il percorso resta attivo, solamente spiombando un apposito tasto abbiamo la cancellazione, come se per un guasto viene a mancare un consenso chiude immediatamente il segnale e va in allarme.

Nel modellismo un AC si puo' anche ricostruire, ma e' necessaria una particolare conoscenza del funzionamento di quelli reali poiche' tantissimi circuiti devono essere adattati ai plastici, per cui oltre alla scheda di programmazione a diodi, superando i tre deviatoi, si rende necessario comandarli in sequenza, avere il controllo di ritorno, i circuiti di occupazione binario, e tanti altri circuuiti la cui descrizione e' pazzesca.

Nel mio apparato sono ricorso ai circuiti CMos, ai microcontrollori Picaxe, tanto e' che per gestire una stazione di 7 Binari, due rimesse, 31 deviatoi, una linea principale a doppio binario+ una locale TD, un Pl, circolazione banalizzata, stazione fantasma a 6 binari) ho una consolle di comando al cui interno sono collocate 29 circuiti su schede.

Il mio apparato e' fedele ad uno vero delle stesse dimensioni al 95%, puiu' oltre non sono riuscito ad andare, e' alimentato a diverse tensioni 24,12, 6, volt dc.

L'impianto e' documentato fotograficamente nel plastico di Schunt.
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Messaggio da marioscd » mar giu 02, 2015 8:36 pm

interessante, Enzo. Ma dove troviamo le foto del tuo plastico? ci dai il link?

ciao
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Messaggio da Docdelburg » mar giu 02, 2015 8:49 pm

Credo sia solo su TIC, ovviamente accessibile ai pochi adepti!


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Messaggio da schunt » mar giu 02, 2015 8:51 pm

Mario, hai ragione, ma con diversi computer operativi, di cui alcuni fissi ed altri portatili ho fatto confusione, tanto e' che ero convinto di averlo messo il rete anche su questo sito, invece niente di fatto.... perdonatemi l'errore perche' da questo computer non ho nemmeno una foto in archivio.

Appena il tempo me lo consente contattero' Andrea per inviarli le foto che ritiene piu'adatte.
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Messaggio da schunt » mar giu 02, 2015 9:06 pm

Come volevasi dimostrare dove manca Mauro Provvede, anche perche' sono un poco restio a pubblicare le foto, con il fatto che risiedendo all'estero sto per lunghi periodi lontano da casa e di questi tempi ci si puo' aspettare di tutto.

Comunque tengo a precisare un concetto che e' problematico illustrarlo, in particolar modo ogni persona deve decidere di propria testa, ma e' sconsigliabile qualsiasi centralizzazione in piccoli impianti, per la manutenzione costante che richiedono i plastici, sia nella parte scenografica che nella parte elettrica, con l'aggiunta dei rotabili.

Mi sono voluto levare la soddisfazione di realizzare un apparato centrale quasi identico a quello vero, ma richiede attenzione, ore di manutenzione, una certa scorta di componenti elettronici ( quindi una cifretta) poiche' in certi casi i predetti componenti sono di difficile rerperimento.

In Pisa e provincia hanno chiusoben 5 negozi di elettronica, ne sono rimasti solamente due, entrambi la maggior parte dei componenti le fanno arrivare su ordinazione, per cui in certi casi conviene avere una scorta fatta on line.
Enzo

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Messaggio da FRANCO » sab giu 06, 2015 2:35 pm

Grazie Schunt, in effetti la mia domanda iniziale era prorio questa, ovvero come costruire un A.C.E.I. senza ricorrere alla digitalizzazione, e con la tua risposta hai soddisfatto la mia curiosita' anche sul fatto del perche' in rete non si trvovi nulla in proposito, nulla dovuto alla complessita' della realizzazione ed alla assoluta personalizzazione della stessa,grazie .
Alla prossima Franco
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Messaggio da schunt » dom giu 07, 2015 8:23 pm

In rete trovi poca roba, quella che trovi e' falsa come i soldi del Monopoli, per una ragione essenziale, quella che tali apparati garantiscono la sicurezza della circolazione, per cui sottoposta a particolare riservatezza.

Coloro che hanno studiato e realizzato vari sofware per il sistema DCC, hanno contribuito a dare una visione distorta ma appetibile, che in realta' e' talmente lontana anni luce , fatto solamente per vendere componenti come una Catena di S. Antonio, poiche' e' nel loro interesse.

Gli apparati di sicurezza si articolano su procedure ben diverse, meno complicate delle centraline commerciali, ed in taluni casi tutto cio' e' avvenuto per la superficialita' progettuale, e 'la necessista' immediata di fare cassa!!!!!
Enzo

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