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LE EPOCHE FERROVIARIE

 

Nel settore del modellismo ferroviario è d’uso comune la suddivisione degli anni in cinque epoche.

È importante che nella realizzazione di un plastico ci sia coerenza tra le varie parti, meglio pertanto evitare di mischiare veicoli ed infrastrutture di epoche differenti. La normativa di riferimento nel settore ferromodellistico per la suddivisione in epoche è la norma NEM800 (Epoche Ferroviarie).

Le differenze riguardano in prevalenza le caratteristiche tecniche dei rotabili e degli impianti, le differenze architettoniche degli edifici, della segnaletica, della colorazione, delle livree dei rotabili e dei codici di immatricolazione dei veicoli.

La definizione delle date d’inizio e fine delle epoche non è internazionalmente univoca, e dipende strettamente dalla rapidità del progresso tecnologico nella nazione considerata. A loro volta, le cinque epoche hanno suddivisione interne, dette Periodi, che marcano differenze minori interne alla medesima epoca.

Epoca I: 1835-1920.

Rappresenta il periodo iniziale della storia delle ferrovie, con locomotive quasi esclusivamente a vapore e poca unificazione tra le diverse reti.

Epoca II: 1920-1945.

È l'età d'oro del vapore, cominciano a comparire i mezzi elettrici e la segnaletica si trasforma da meccanica a luminosa ed elettromeccanica.

Epoca III: 1945-1970.

Parziale scomparsa del vapore, predominio dei mezzi diesel, elettrici e degli elettrotreni.

Epoca IV: 1970-1985.

Modernizzazione del parco macchine, unificazione internazionale delle segnaletiche e dei sistemi merci.

Epoca V: 1985-oggi.

Massificazione dell'Alta Velocità, revisione stilistica dei mezzi e delle stazioni, separazione amministrativa delle società statali e loro conversione in società per azioni.

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