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Natale alla Kyrkogårdsstugan - Marco (Lombardia)

L’idea per realizzare questo piccolo diorama è nata da uno scambio di mail con un’amica, Karin, figlia di un ferroviere svedese, che negli anni ‘70 passava le vacanze in un casello della celebre Luleå – Kiruna – Narvik, la linea del ferro.

Il Tornehamn Kyrkogårdsstugan, “casello del cimitero di Tornehamn”, porta il numero 532 e si trova alla progressiva chilometrica 1.518,2 da Stoccolma, dopo la stazione di Björkliden.

Il suo nome deriva dal vicino cimitero degli operai che morirono durante la costruzione della linea (chiamati rallar in svedese), vittime delle proibitive condizioni climatiche e di qualche incidente. Dagli anni ‘70 i caselli, non più presenziati, venivano affidati ai ferrovieri che vi trascorrevano le vacanze estive e ne curavano la manutenzione.

Karin ricorda di aver passato diverse estati al Kyrkogårdsstugan, nella regione del sole che non tramonta mai, lontano da qualsiasi villaggio e con i transiti dei treni merci quale unico segno tangibile della civiltà. Il padre, ferroviere, le raccontava vari aneddoti su caselli e casellanti.

Uno di questi aneddoti, riguardava un collega che sembrava si dedicasse alla costruzione artigianale di violini, un altro raccoglieva e barattava more artiche, un altro riguardava invece il rocambolesco viaggio dei parenti di un casellante arrivati a piedi nella neve per festeggiare il Natale… E proprio da questo racconto è nato il mio dioramino.

Il modello, in scala N, è impostato su una basetta di legno 13x18 cm, su cui con del cartoncino ho costruito una gradonata che ospita la strada artica (in realtà molto più distante), la ferrovia con il casello e un piccolo rilievo roccioso su cui si appoggia una galleria paravalanghe.

Le tecniche usate sono semplicissime, carta pesta per il fondo, corteccia di pino per giardinaggio per riprodurre le rocce ripassata di tempera grigia di varie tonalità, stese dalla più scura alla più chiara.

La struttura delle paravalanghe è in listelli, il casello in cartoncino tagliato col cutter. I pochi arbusti, senza foglie ovviamente, sono stati realizzati con veri rametti presi in giardino e pitturati con una mistura di stucco diluito e tempera bianca, macchiati poi con del nero per simulare le striature dei tronchi di betulla.

Vicino alla casa ho voluto aggiungere un albero di Natale, di produzione commerciale con aggiunta di palline e strisce filanti realizzate con perline e fili per braccialetti. Per la neve ho provato una tecnica casalinga, l’impasto di bicarbonato, colla vinilica, acqua e gessetto azzurro grattato. Prima si fa la pastella che si spalma dappertutto, la si lavora a spatola e poi si spolverizza ancora con del bicarbonato. E' una tecnica semplice e l’effetto complessivo è discreto. Su due lati ho realizzato un fondale, con la fotocopia ingrandita di una cartolina della zona.

Il diorama è completato da alcuni personaggi che rappresentano i parenti in arrivo con le valigie e la famiglia del casellante in attesa sulla porta.

Assistono alla scenetta una locomotiva Rc2 della Delprado e l’autobus Mercedes O.303 della Minichamps, dal quale sono appena scesi gli intrepidi visitatori, che si fa strada tra i tipici paletto giallo/neri che delimitano la carreggiata.

Ho usato le foto del diorama per comporre un originale biglietto di auguri di Natale e ovviamente Karin si è emozionata più degli altri quando l’ha ricevuto.

 

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