Deviatore e servo
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Gianfranco Visentin
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Re: Deviatore e servo
infatti io non avevo detto fili ma cavi. Ed infatti non ci sono più cavi. Il cavo del servo deve andare comunque al decoder che può essere anche a un metro di distanza. La praticità è che con il decoder attaccato all'attuatore questo non c'è.
Peraltro io non li uso gli MTB perchè nel mio caso i vantaggi che offrono non li sfrutterei.
In scala Z la gestione del cuore non è necessaria, perchè gli scambi Märklin assicurano la continuità elettrica anche sul cuore, e poi le distanze sono minime e uno switchpilot posto all'interno di un modulo del nostro (mio e di Ugo Rossi) plastico modulare TTT comanda 8 servo senza problemi.
Noi usiamo i servo SG90 posizionati su un cassetto che si inserisce in una staffa fissata sotto il piano del plastico. Questo semplifica la manutenzione e la sostituzione dell'unità servo
Questa è l’ultima versione di questo concetto. Il servo è fissato con le sue viti al cassetto. Il cassetto ospita anche l' elemento elastico che ha idue bracci inseriti nelle fessure orizzontali, una delle due punte nell'asola superiore e l'altra punta finisce nell'ultimo foro del braccio del servo. Ecco come funziona, con uno scambio Z Märklin che ha un foro di 0,5mm praticato nella asta ed una asola da 3 mm praticato sotto quel foro
E qui lo scatolato che fa da base binari per il modulo 'Torrenieri' (spezzata in 2 per entrare in valigia) con i cassetti servo e lo switchpilot che lo popolano.
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LocoZ
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Re: Deviatore e servo
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Re: Deviatore e servo
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Re: Deviatore e servo
Anch'io uso gli SG90 e ho iniziato ad installarli nel 2012 quando ho iniziato a posare la parte bassa del mio plastico in H0. Io ho costruito anche i deviatoi.
Se dovessi rifare un plastico userei ancora i servo. In quasi 15 anni 1 solo ha smesso di funzionare (un paio d'anni fa) ed è stato sostituito. Ne ho 45.
Ottimo il cassetto, comodo per l'eventuale manutenzione.
Sul mio plastico molti non sono sotto la traversina mobile e ho dovuto inserire delle guide per tenere in posizione l'asta di comando in acciaio.
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LocoZ
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Re: Deviatore e servo
Funzionerà bene ma non fa per me troppi cavi
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Re: Deviatore e servo
Spiace, ma allora ti rimane solo il comando manuale….
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Re: Deviatore e servo
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LocoZ
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Re: Deviatore e servo
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Re: Deviatore e servo
Mi autocito...
Uno schema dei collegamenti elettrici del motore sottoplancia MTB-DP4, con decoder DCC integrato e contatto per la polarizzazione del cuore dello scambio: Herzstückpolarisierung & Frog Juicer Elektrische Eigenschaften von H0 Weichen (AC & DC)
In questo schema il motore MTB-DP4 riceve il segnale DCC e l'alimentazione attraverso il bus collegato alla centrale.
Il contatto ausiliario integrato nel motore provvede alla polarizzazione del cuore dello scambio, commutandone la polarità in funzione della posizione degli aghi.
Per quanto riguarda il cablaggio del plastico, le soluzioni possibili sono diverse e dipendono dal livello di separazione e protezione che si vuole ottenere.
- Un solo bus DCC comune: alimenta sia i binari sia i decoder accessori.
È la soluzione più semplice, con meno cablaggi, ma un cortocircuito sul binario può mandare in protezione la centrale e interrompere anche il comando dei deviatoi.
- Due bus DCC separati, entrambi alimentati dalla centrale: uno dedicato alla trazione e uno agli accessori, con protezioni distinte.
La separazione dei cablaggi facilita la gestione dell'impianto, ma per isolare davvero i guasti occorrono dispositivi di protezione indipendenti; due bus collegati direttamente alla stessa uscita DCC non costituiscono, da soli, due distretti protetti.
- Bus DCC di trazione e bus accessori alimentato da un booster dedicato: consente di separare elettricamente i due servizi.
Un cortocircuito sul distretto di trazione può così lasciare operativi gli accessori, purché le rispettive protezioni e alimentazioni siano configurate correttamente.
- Più distretti di potenza protetti: il bus di trazione viene suddiviso in sezioni, ciascuna alimentata tramite un booster dedicato oppure protetta da un apposito modulo elettronico di rilevamento dei cortocircuiti.
In questo modo un guasto può essere confinato alla sola sezione interessata, lasciando operative le altre.
Su un plastico articolato, separare la trazione dalla gestione degli accessori e suddividere la trazione in distretti protetti può essere una soluzione molto efficace.
In sostanza, non si tratta soltanto di aggiungere cavi: si tratta di decidere quali servizi devono continuare a funzionare quando si verifica un cortocircuito in una determinata zona del plastico.
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Re: Deviatore e servo
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Re: Deviatore e servo
Giorgio, aggiungo le mie considerazioni.IpGio ha scritto: ↑oggi, 12:25
Per quanto riguarda il cablaggio del plastico, le soluzioni possibili sono diverse e dipendono dal livello di separazione e protezione che si vuole ottenere.
- Un solo bus DCC comune: alimenta sia i binari sia i decoder accessori.
È la soluzione più semplice, con meno cablaggi, ma un cortocircuito sul binario può mandare in protezione la centrale e interrompere anche il comando dei deviatoi.
- Due bus DCC separati, entrambi alimentati dalla centrale: uno dedicato alla trazione e uno agli accessori, con protezioni distinte.
La separazione dei cablaggi facilita la gestione dell'impianto, ma per isolare davvero i guasti occorrono dispositivi di protezione indipendenti; due bus collegati direttamente alla stessa uscita DCC non costituiscono, da soli, due distretti protetti.
- Bus DCC di trazione e bus accessori alimentato da un booster dedicato: consente di separare elettricamente i due servizi.
Un cortocircuito sul distretto di trazione può così lasciare operativi gli accessori, purché le rispettive protezioni e alimentazioni siano configurate correttamente.La scelta dipende dalle dimensioni del plastico e da quanto si vuole che un guasto locale condizioni il resto dell'impianto.
- Più distretti di potenza protetti: il bus di trazione viene suddiviso in sezioni, ciascuna alimentata tramite un booster dedicato oppure protetta da un apposito modulo elettronico di rilevamento dei cortocircuiti.
In questo modo un guasto può essere confinato alla sola sezione interessata, lasciando operative le altre.
Su un plastico articolato, separare la trazione dalla gestione degli accessori e suddividere la trazione in distretti protetti può essere una soluzione molto efficace.
In sostanza, non si tratta soltanto di aggiungere cavi: si tratta di decidere quali servizi devono continuare a funzionare quando si verifica un cortocircuito in una determinata zona del plastico.
IpGio
La prima (Un solo bus DCC comune) è ok. Ma un corto in trazione ferma tutto.
La seconda (Due bus DCC separati, entrambi alimentati dalla centrale): Non è molto diversa dalla prima e può ricadere nella quarta.
La terza (Bus DCC di trazione e bus accessori alimentato da un booster dedicato): Se la trazione è alimentata dalla centrale un corto sulla trazione ferma tutto. Se è inteso con due boosters i costi sono elevati.
La quarta (Più distretti di potenza protetti): Questa è, secondo me, la soluzione migliore con la centrale che alimenta gli accessori e la trazione è alimentata tramite fusibili tarabili in potenza (soluzione più economica se la potenza della centrale è sufficiente) o tramite un booster che ha la sua protezione. In questo modo un corto in trazione permette di commutare i deviatoi (classici soggetti che causano corti) e risolvere la situazione senza intervenire manualmente.
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Senialas
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Re: Deviatore e servo
Meglio che non azzardi. I servo sono degli ottimi dispositivi, di basso costo, che vengono usati in molti campi del modellismo. La robotica ne sta facendo pieno uso.
E anche il DCC non è affatto sorpassato. Il DCC (definito dall'NMRA) è l'attuale sistema digitale dominante per comandare in modo indipendente velocità, luci e suoni delle singole locomotive sullo stesso binario.
Sebbene si affaccino sul mercato tecnologie wireless o via Bluetooth per la gestione diretta tramite smartphone, il DCC rimane la spina dorsale dell'automazione dei plastici ferroviari ed è attualmente supportato da tutti i principali produttori.
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LocoZ
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