GAS TT - Gruppo Appassionati Scala TT
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Storia della Rokal

5 IL BINARIO ROKAL

Una delle cose che da subito ha posto la Rokal su un piano superiore a quello della concorrenza è stato il binario.
Si possono distinguere quattro tipi di binario, corrispondenti ad altrettanti momenti importanti dell'evoluzione industriale della ditta Rokal. Il binario di prima generazione, quello fornito già nelle prime scatole vendute nel 1948, era decisamente più avanzato rispetto ai coevi binari modellistica.
Similmente al binario Märlin aveva anch'esso una solida base in plastica, più precisamente in bakelite, con impresse le forme delle traversine. Ma quello che distingueva binario Rokal dai contemporanei binari della concorrenza era la rotaia, che anziché essere realizzata con il consueto lamierino d'acciaio ripiegato era in sottile profilato pieno, ricalcante la classica sezione a fungo.
Un notevole passo avanti rispetto alla concorrenza!
La connessione elettrica e meccanica era assicurata da lamelle che sporgevano dalla testata del binario, un tipo di connessione assai sicuro e decisamente migliore del tipo a spillo allora diffuso, una serie di fori consentiva di inserire delle viti passanti che permettevano l'ancoraggio dei segmenti al piano del plastico.

Binario Rokal
Binario Rokal
Naturalmente il sistema di binari era completo di scambi, segmenti curvi e diritti, binari di contatto e tutto quello che un fermodellista degli anni '50 potesse desiderare.
Gli scambi in particolare, forniti sia manuali che elettrocomandati, erano interessanti, gli aghi erano sottili e separati tra di loro, avevano un aspetto modellistico da fare invidia a quelli della scala OO/H0, allora dominante.
Deviatoio Rokal
Deviatoio Rokal
Nelle confezioni d'inizio erano inseriti 4 binari curvi angolo 45° e con ø 578 mm, invero un raggio di curvatura assai ristretto, ma d'altronde il punto di forza del treno TT è sempre stato quello di poter realizzare una ferrovia su un piano di tavolo.
Il sistema dei binari di 1° generazione era dunque un prodotto finito, tecnicamente superbo se paragonato a quelli della concorrenza, ma estremamente costoso, la base di Bakelite era un blocco pesante che richiedeva una consistente quantità di materiale, gli stessi profilati, anche se modellisticamente accettabili anche al giorno d'oggi, erano costosi; mere ragioni economiche decretarono ben presto l'uscita di scena di questo binario in favore del tipo di 2° generazione, modellisticamente meno attraente ma più leggero e soprattutto più economico; la produzione del binario di 1° generazione cessò nel 1956.
Una panoramica dei vari tipi di binario, da sinistra a destra: il primo tipo, con basamento in bakelite, il secondo tipo, quello più rappresentativo e il più venduto, con base in cartone pressato e rotaia in lamierino piegato; il terzo tipo con base in plastica dura e rotaia in lamierino piegato come il secondo tipo, il quarto tipo ha la base del terzo tipo con rotaia a profilo pieno come da norme NEMRA – MOROP.
Binari a confronto
Binari a confronto
Ma l'evoluzione del mercato imponeva un cambiamento e nel 1954 avvenne la svolta, il binario assunse un aspetto molto più rispondente alla realtà e soprattutto con una decisa riduzione di costi.
Il binario di 2° generazione è quello che più ha caratterizzato la produzione Rokal.
È realizzato in lamierino d'acciaio nichelato e ripiegato, il tutto su una base costituita da una striscia di cartone impregnato di bitume e pressato.
In poco tempo l'assortimento di questo tipo di binario raggiunse la completezza; non solo scambi e incroci, ma anche binari di contatto e di sezionamento e gli scambi erano offerti sia in versione manuale che in versione elettrificata.
Incrocio e scambio elettromagnetico
Incrocio e scambio elettromagnetico
Il funzionamento era in corrente continua.
Quelli elettrici erano dotati di marmotta indicatrice del percorso.
Ovviamente erano disponibili anche sganciavagoni e terminali dotati di paraurti.
La base dei binari era – come detto – in cartone pressato e imbevuto di bitume, una tecnologia molto simile era stata adottata da Fleischmann per una serie di binari di tipo economico.
Questo tipo di struttura del binario lo rendeva leggero e contribuiva anche ad abbassare il rumore dei convogli in transito, inoltre la traversinatura aveva un colore nero pece che allora ci sembrava molto realistica, questo tipo di binario è stato quello più venduto e più apprezzato per la economicità, diventando il binario tipico Rokal.
Elemento di binario con interruzione e morsetti prendicorrente.
Un binario è capovolto per mostrare la base in cartone pressato e bitumato.
Elementi di binario
Elementi di binario
Tuttavia si evidenziò anche un problema non di poco conto; questo binario aveva il difetto di non essere stabile nel tempo, variazioni dimensionali dovute all'umidità rendevano il binario poco stabile e questo, specialmente per gli scambi, era un difetto grave.
La giunzione dei vari segmenti era assicurata dal classico spillo, tuttavia in alcune serie produttive al posto dello spillo era utilizzato un piccolissimo pezzetto di lamierino ripiegato su se stesso.
Il binario di seconda generazione rimase in produzione fino al 1960.
Nel 1961 questo tipo di binario fu aggiornato.
Era pronta la terza generazione di binari.
Le rotaie erano sempre del tipo in lamierino nichelato e ripiegato, ma la sottostruttura dei segmenti era realizzata in plastica, con una riproduzione quanto mai realistica delle traverse.
Questo tipo di binario, per il fatto di essere realizzato in plastica, prese la denominazione di sistema "K", dal tedesco "Kunstoff" ovvero plastica.
La produzione di binario della terza generazione fu di breve durata, nel 1966 la linea di produzione fu arrestata.
Grandi mutamenti incalzavano.
La concorrenza nel settore dei treni modello e le sempre più avanzate richieste dei modellisti erano un importante stimolo alle aziende del settore per migliorare i propri prodotti.
Le norme tecniche europee MOROP per la fabbricazione di ferrovie modello – peraltro mutuate dalle norma americane NEMRA – prescrivevano l'impiego di rotaie a sezione piena e riproducenti esattamente la classica rotaia a fungo tipo Vignolles.
Rokal si adeguò subito.
Nel 1967 fu introdotto il quarto sistema di binario della storia Rokal.
Utilizzando come sottostruttura quella della precedente serie K, furono quindi introdotte le rotaie a sezione piena. Il binario in scala TT aveva raggiunto la sua massima perfezione tecnica.
Purtroppo dopo pochissimo tempo dalla introduzione sul mercato, nel 1969 la produzione di treni Rokal, e quindi anche dei relativi binari e accessori, cessò definitivamente.
Si noti che nelle varie produzioni Rokal non è mai stato compreso lo scambio inglese doppio, solo la ditta Pilz, mise in commercio – nella serie Standard - uno scambio doppio di tipo Baeseler, molto simile all'Inglese doppio che conosciamo in Italia.
Esaminiamo un pò da vicino il binario del secondo tipo.
La produzione era completa.
I segmenti dritti avevano una lunghezza di ben 220 mm, una misura che rimarrà anche nella produzione Pilz – Tillig fino ai giorni nostri, poi c'erano mezzi, quarti e misure spezzate per consentire le chiusure dei cerchi.
Il raggio standard di curvatura è sempre stato di 570 mm misurati sull'asse del binario, un secondo tipo di binario curvo, con un raggio di curvatura maggiore, 660 mm, era disponibile per formare un cerchio parallelo al primo.
Potrà sembrare strano ma non vi erano raggi di curvatura più ampi.
In compenso la geometria del sistema di binari è rimasta immutata attraverso i vari tipi di binario, con evidenti riflessi positivi per chi aveva già una parte di armamento vecchio tipo.
Gli scambi e gli spezzoni di controcurva consentivano di stendere due binari paralleli con un interasse di 44 mm, la misura sufficiente per l'incrocio di due treni.
Loco diesel 360 DB (della mia collezione) con binario tronco e paraurti.
360 DB
360 DB
Binari flessibili non ne esistevano.
Il terminale con paraurti è di due tipi, uno con respingenti in lega leggera ottenuti per microfusione, uno invece ha respingenti di metallo ottenuti per lavorazione meccanica, ovvero per tornitura, non saprei dire quale sia il tipo più vecchio.

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