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IL CIRCUITO DI VELIM

 di Massimo Salvadori

Velim è una piccola cittadina della Repubblica Ceca a circa 50 Km a est di Praga, non la conoscerebbe nessuno se non fosse che le grandi aziende europee costruttrici di materiale ferroviario – in particolare tedesche – hanno sponsorizzato la realizzazione di un centro per la prova su rotaia dei rotabili. Oltre ai laboratori per i test c’è un grandioso anello dello sviluppo di svariati kilometri per le indispensabili prove dinamiche. La linea aerea può – ovviamente – essere alimentata con i diversi sistemi di alimentazione presenti sulle ferrovie europee, il tutto può essere osservato dall’ alto tramite Google Maps.

La mia collezione di treni modello soffre di un male comune ai mezzi che non escono mai dalla vetrina...

Quali generi di mali? Semplice: motori che si arrugginiscono, ruote che non scorrono, carrozzerie che si riempiono di polvere, insomma tutta una serie di piccoli malanni che possono essere eliminati facendoli regolarmente viaggiare.

In attesa di costruire il plastico che vagheggio da quando avevo 11 anni, ho deciso di fare qualcosa di piccolo ma adeguato alle mie capacità e ai miei spazi. Una specie di circuito di Velim in miniatura, ridotto alle dimensioni di 80 cm x 120, il minimo indispensabile per poterlo riporre nello sgabuzzino senza incorrere in uggiose quanto scontate discussioni domestiche.

Una visita in un magazzino di bricolage, un paio di pannelli di compensato di pioppo da 8 mm di spessore, vari listelli, alcuni 20 x 40 mm altri di varie misure che avevo in casa, un gran lavoro di sega, colla e viti e finalmente comincio a posare i binari.

Si comincia con il tracciamento dei binari...

Il concetto è quello di avere due circuiti indipendenti, quello esterno, raggio minimo 353 mm, è realizzato con armamento Tillig in codice 83. Il raggio di curvatura consente l’inoltro di locomotive con qualsiasi rodiggio, due scambi immettono su due tronchi che hanno la funzione di ricoverare eventuali veicoli e consentire l’inizializzazione del decoder delle locomotive digitalizzate. Gli scambi sono Tillig del tipo EW2, hanno l’ago elastico e un raggio di curvatura molto morbido, la deviata ha un raggio di 600 mm circa. Il comando degli scambi è effettuato tramite due motori Tillig sottoplancia.

 

La posa dei binari.

 

Il percorso è un classico anello, ma per non consumare le ruote dei rotabili da una parte sola ho introdotto due controcurve in modo da utilizzare anche il bordino del lato opposto. Questa è una cosa che avviene anche nella realtà, per esempio le Ferrovie Nord - sulla rete storica - hanno una preponderanza di curve destre, pertanto i rotabili hanno un consumo più accentuato dei bordini sinistri, di conseguenza negli anni ’70 era pratica usuale, girare i mezzi percorrendo un triangolo.

Il circuito interno è anch’esso ovviamente un ovale, ma è realizzato con binari Rokal di seconda generazione, quelli per intenderci che hanno la traversinatura in cartone bitumato, lo scopo è quello di far circolare i mezzi Rokal che possiedo, che altrimenti non uscirebbero mai dalle scatole. Lo scambio è un classico elettromagnetico dei primi anni ’60.

Panoramica del tracciato: manca ancora un binario tronco.

 

Non ho ancora deciso se installare o meno una linea aerea di contatto, i segnali che sono presenti sono due Rokal, messi lì per bellezza, senza alcuna influenza sulla circolazione dei treni. I binari tronchi sono dotati di sganciatore per gli eventuali veicoli, e sono elettricamente isolati su entrambe le rotaie. L’alimentazione del circuito interno è solo analogica, mentre quella del circuito esterno è sia analogica che – a comando – digitale.

La costruzione del piano di legno è classica, come classica la posa dei binari, uno strato sottile di sughero sul quale è stato poi incollato il binario. Come colla ho usato colla a caldo (quella che si stende con l’apposita pistola) per la struttura in legno e colla Vinavil per il sughero e i binari. In un secondo tempo poserò la ghiaia, in varie maniere e forme, mi servirà di esperienza per il plastico prossimo futuro. Una mano di "primer" per legno sui bordi e nella zona del paino dove è posato il sughero.

Ovviamente appena il tracciato è divenuto operativo, con ancora fili penzoloni al di sotto del piano di appoggio, ho iniziato a far circolare i mezzi, ne potete vedere alcuni nelle due foto successive.

Locodiesel Piko, silenziosissima, al gancio due vagoni FS.

Rotabili in attesa di impiego.

Da subito sono apparsi alcuni limiti di questo tracciato e alcuni problemi con i mezzi della mia collezione, in particolare le loco a vapore più lunghe, i ganci che tendono a sganciarsi sui flessi troppo corti, uno scambio che non è posato in maniera perfetta, ma tutto questo sarà oggetto di altre noterelle, lo scopo del "circuito di Velim" è proprio quello di testare il materiale e le soluzioni.

Per il momento i treni vanno, caracollando ma vanno, e... buon divertimento a tutti !

CONTINUA...