Uno a centoventi, una grande storia di piccole rotaie (di Massimo Salvadori).

La storia della scala TT comincia negli Stati Uniti alla fine degli anni ’30. Il modellismo laggiù era una realtà industriale consolidata e con ottime prospettive di sviluppo, tuttavia le scale più diffuse erano di grandi dimensioni come la 0 e la 1. Anche la 00/H0, allora una fresca novità, sembrava sempre troppo grande per Harold Joice, un fermodellista Americano. Questi studiò allora una scala con un rapporto di riduzione di 1:120. Perchè proprio 1:120 e non 1:100 o 1:125? Ma perchè il rapporto di 1 a 120 era il rapporto usuale per la riduzione usato dagli ingegneri Americani dell’epoca, e H. Joice era un ingegnere meccanico. Inoltre le dimensioni ridotte avrebbero consentito di sviluppare una ferrovia senza impegno di grandi spazi, eliminando conflitti domestici, utilizzando piccole stanze o sottoscala o sottotetti, insomma una ferrovia che poteva stare sul piano del tavolo, ovvero il Table Top. Il nome era stato trovato. Purtroppo la Guerra Mondiale fermò la realizzazione di Joice ,ma nel 1946, con la ripresa delle attività di pace, Joice fondò la HP Products Inc. e l’avventura della scala TT ebbe inizio.

Harold L. Joice (1891 – 1984), come tanti negli Stati Uniti, aveva avviato una produzione artigianale, ma solo nel 1948, in Germania, la ditta di Robert Karmann, a Lobberich, presentò una ferrovia con un rapporto di riduzione quasi uguale, in realtà agli inizi il rapporto era 1:125, si trattava però di un prodotto maturo, industriale, con alle spalle progettisti e macchinari, ben diverso dalle piccole produzioni che si erano affacciate sul difficile mercato del treno modello. Ma questa è un'altra storia.

  • DAL 1945 AL 1949

Harold Joice ha avuto senza dubbio il merito di aprire la strada verso una ferrovia modello decisamente più piccola della scala 00. Ma non è stato il solo. Anche in Europa alcune aziende tentavano la strada del treno… in piccolo. Furono compiuti vari tentativi, tutti molto interessanti, e tutti sfortunati e sicuramente tutti costoro erano all’oscuro delle origini americane di questa scala.

Voglio citare alcuni di questi tentativi.

Nel 1945 comparve una ferrovia modello in scartamento 13 mm, ad opera della ditta Svizzera Wesa, una piccola fabbrica con sede a Inkwil nel cantone di Berna, questa ferrovia presentava alcune soluzioni tecniche interessanti. I veicoli riproducevano i treni svizzeri in una scala che oscillava tra 1:100 e 1:110, e la ferrovia era completa di rotaie e accessori. Si noti che i motori erano alimentati in corrente alternata e solo nel 1950 furono adottati motori in corrente continua.

La Wesa ebbe da subito un discreto successo e affinò la propria produzione raggiungendo buoni risultati in termini di precisione degli stampi; la "Rote Pfeil", un elettrotreno per servizi turistici denominato Freccia Rossa, è ancora oggi oggetto di desiderio da parte dei collezionisti.

Non fu trascurato il promettente mercato Americano, fu prodotto infatti un treno completo di locomotive diesel con i colori della Union Pacific e dell’ Amtrack, corredato da vetture passeggeri tra cui la caratteristica "vista dome", la vettura dotata di cupola panoramica. Poichè la scala di riproduzione era più vicina al TT che alla primitiva scala 1:100, dal 1958 per il mercato estero fu commercializzata la linea "Wesa – TT" in rigorosa scala 1:120. La produzione cessò nel 1966, ma i modelli Wesa sono ancora oggi attivamente ricercati dagli appassionati e costituiscono una interessante nicchia di mercato. Una nota da menzionare, la ditta Wesa AktienGesellschaft esiste tutt’ora e produce particolari in plastica su disegno del cliente, è una ditta tecnologicamente all’avanguardia  nel più puro stile dell’industria di precisione svizzera. Vari esempi della produzione Wesa si possono ammirare presso la Galleria Baumgarten di Mendrisio (Cantone Ticino), proprio di fronte alla stazione FFS.

Nel 1946 fu la volta della Comet – Bahn, una ditta di Friburgo (Freiburg am Brisgau - Germania  Federale) la Litax – Werke, che mise sul mercato una ferrovia modellisticamente più che accettabile e soprattutto completa di accessori quali: binari, scambi e linea aerea.

Sebbene fosse una ditta tedesca, i primi modelli riprodotti erano il Ce 6/8 "Coccodrillo" delle FFS-SBB e una Re 4/4 sempre delle FFS.

Anche in questo caso il motore era del tipo a corrente alternata ed era possibile il comando indipendente di due treni sullo stesso binario. Il successo commerciale non arrise a questa iniziativa, furono allestite in tutto solo 40 confezioni e la produzione cessò nel 1948, ma la Litax – Werke, ovvero la Comet Bahn si era aggiudicata la palma di prima ferrovia modello tedesca in scala TT. 

 

LYTAX - COMET BAHN - locomotiva svizzera Ae 4/4 I LYTAX - COMET BAHN

Nel 1947 la ditta "Prazix – Erzeugnisse Alfred Lohmann" progettò e costruì  la "Lohmann - Prazix Bahn". Era anche questo un bellissimo tentativo di ferrovia in scala 1:120 e il binario era in rigoroso scartamento 12 mm. Come la ben più conosciuta Marklin  il sistema di alimentazione era a corrente alternata due conduttori e tre rotaie. I veicoli erano ottenuti tramite pressofusione, dal 1949 anche il binario era riprodotto su una base di metallo che riproduceva la massicciata, proprio come il famoso Marklin M.

Dopo la Lohmann Prazix fu la volta della Europa Spielwaren Gmbh, questa prese in carico il settore del materiale d’armamento della ditta Prazix e insieme le due ditte producevano e commercializzavano una ferrovia completa di accessori, la loro attività continuò stancamente fino al 1954 quando cessarono la produzione.

LOCO RODIGGIO 2C2 PICCOLA LOCOMOTIVA DIESEL
VAGONE MERCI A SPONDE ALTE AGGANCIO SISTEMA LOHMANN -PRAZIX
VETTURA PASSEGGERI   SCAMBIO CON MARMOTTA GIREVOLE 
   
VETTURA A CARRELLI   VETTURA RISTORANTE MITROPA
   

E’ interessante notare che dal 1948 era rappresentante  della ditta Europa Spielwaren Gmbh il signor Artur Braun, futuro fondatore della ditta Brawa.

Dal 1948 in poi però il testimone sarebbe passato alla Rokal, che avrebbe legato indissolubilmente il proprio nome alla scala TT; tuttavia nella Germania Ovest, il mercato più ricco in assoluto, questa scala sarebbe rimasta sempre un settore di nicchia, un pochino defilata rispetto allo scintillante mondo dell’H0 rappresentato da colossi come Marklin e Fleischmann;  al contrario, nella Germania Est e nei paesi del cosiddetto Patto di Varsavia, questa sarebbe divenuta la scala più diffusa.

Nel variegato panorama degli inizi una ditta che merita di essere menzionata è la  ditta Staiger, di Sankt Georg, nella Foresta Nera, che all’inizio degli anni ’50 mise sul mercato una propria ferrovia, la Mignon-Bahn, in scala 1:140, non precisamente un TT ma una scala molto simile. La Mignon Bahn era poco più di un giocattolo ma merita di essere ricordata per la tecnologia impiegata. Herrn Staiger infatti mentre per le loco impiegava la classica pressofusione di metallo, per il materiale rimorchiato adottò la termofusione di plastiche, un sistema che l’Ufficio Tecnico della Rokal studiò accuratamente e adottò per lo stampaggio dei propri modelli.

La ferrovia Mignon era completa di accessori, lo scartamento era di circa 10 mm, la locomotiva aveva una particolarità che non sarebbe mai più stata riprodotta:  sopra il fumaiolo una microfusione raffigurava uno sbuffo di fumo, girando la posizione dello sbuffo di fumo si azionava un commutatore che cambiava il senso di marcia della locomotiva.

Fahrtrichtung-schalter an Rauchfahne =  interruttore di direzione sul pennacchio di fumo.

Kohle = carboncino

Schnecke und Zahnrad = vite senza fine e ruota dentata

Kollektor =   collettore

Feld-wicklung = avvolgimento di campo

Schienen-schleifer = contatto strisciante sulla rotaia

Feldmagnet =  campo magnetico

Anker = Rotor = rotore

Un’ultima azienda che si presentò sul mercato e che deve essere ricordata è la Rheinische – Westphalische – Kunstoffwerke di Kettwig-Ruhr. Un’azienda che dalla produzione di munizioni del periodo bellico passò, nel dopoguerra, alla produzione di ferrovie modello.

Nel 1949, alla Fiera di Hannover pose sul mercato una propria ferrovia, la Taifun-Bahn. Tra le varie aziende degli inizi della scala TT merita di essere ricordata per alcune particolarità, anzitutto la perfezione del modello, una automotrice del tipo VT137 con relativa rimorchiata, poi l’utilizzo delle resine termoplastiche, poi ancora il gancio a "freccia" di un tipo semplice e funzionale  e per finire il binario, con un sistema di aggancio e collegamento elettrico estremamente moderno, tale da potere essere considerato un antesignano dell’attuale binario C della Marklin, ma soprattutto in perfetta scala 1:120. Questa ferrovia non ebbe seguito, tanto che non si conoscono  produzioni di scambi o di altri veicoli o di accessori se non quelli della scatola della prima commercializzazione.

  • ANCHE ALL'EST QUALCOSA SI MUOVE

A Berlino Est, la ditta Zeuke & Wegwerth, fondata nel 1945, aveva iniziato già alla fine degli anni ‘50 una produzione in rigorosa scala 1:120 di ottimi modelli e dopo una prima fase produttiva in tutto metallo sarebbe passata presto all’impiego delle resine termoplastiche con ottimi risultati .

Le Zeuke & Wegwerth non produceva accessori per questa scala, il binario era infatti prodotto a Sebnitz, in Sassonia, da una piccola azienda industriale, la ditta Tillig, un nome che vedremo in anni più recenti diventare una protagonista dell’industria del treno modello. Tillig nelle proprie officine produceva un sistema completo di binari in scala TT e H0  che venivano commercializzati con il marchio "Pilz",  che in Tedesco significa fungo, e infatti un funghetto era impresso sul retro delle traversine di plastica.

Anche nell’ Unione Sovietica, sia pure con le limitazioni indotte dalla pianificazione  economica, nella bellissima città di San Pietroburgo, la sovietica Leningrado, operava e opera tutt’ora la ditta Peresvet, con ottimi modelli in scala TT e in scala H0.

La scala TT piaceva  indubbiamente aveva dalla sua vari motivi per essere più apprezzata di altre scale non solo i Paesi dell’ex blocco sovietico, come Ungheria, Cecoslovacchia o Polonia, anche nei paesi economicamente più sviluppati  la scala TT conquistò una stabile fetta del mercato, in Olanda in particolare ritengo che tuttora la scala TT sia la più diffusa.

  • LA SCALA TT IN AUSTRIA

L’Austria è stata una nazione antesignana nella produzione di modelli in scala  1:120, chi non conosce la ditta Roco di Salisburgo?

E’ una ditta cui il fermodellismo, in particolare quello italiano, deve molto; ebbene la ditta Roco, agli inizi della sua carriera industriale, produsse – per conto della marca di caffè austriaca Corona o anche Korona Kaffee - una serie di treni in scala 1:120. Questi treni erano di due tipi, un merci e un passeggeri, ambedue confezionati entro un blister che permetteva di vedere il contenuto e riproducenti, con buona approssimazione, veicoli delle ÖBB, le Ferrovie Federali Austriache.

La trazione era... a spinta, non erano previsti motori, i veicoli non erano verniciati – si trattava pur sempre di prodotti pubblicitari a basso costo – i vagoni merci erano in rosso mattone e le vetture a due assi in verde vagone. Oggi questi treni sono rarissimi, testimoniano gli inizi di una ditta ormai famosa, e sono un bell’esempio di produzione in perfetta scala 1:120.

Questa che vedete è una rarità trovata su una bancarella per pochi euro riproduce un non meglio identificato gruppo 181 delle ÖBB, forse di fantasia, ma pur essendo un giocattolo si vede l’ impronta di una produzione di classe, i pantografi, i carrelli tutto è inciso con finezza e precisione.

Ovviamente la loco non è motorizzata, non ci sono i vetri dei finestrini, il gancio è approssimato, giusto un giocattolino promozionale per una marca di caffè e non è verniciata ma è in plastica colorata; ma già si vede l’ impronta di una ditta che si porterà presto al livello dei migliori produttori. L’ incisione dei particolari è ottima, i pantografi sono ben riprodotti anche se non funzionanti, i carrelli sono ben incisi e traforati, ci sono addirittura i piccoli spartineve davanti alle ruote anteriori di ciascun carrello.

Ma soprattutto è in perfetta scala TT.

Il blister contenente i treni suggeriva un tracciato con possibilità di ulteriore sviluppo, la casa di Salisburgo era già ben determinata a inserirsi nel settore dei treni modello. Le foto provengono dal WEB e da alcune collezioni private.

Ma non solo, prima ancora della ditta Roco due piccoli produttori austriaci intrapresero la fabbricazione di modelli in scala TT, la ditta OH e la ditta Veitz, in particolare la prima affiancò alla sua produzione in scala H0 anche una piccola serie in  scala 1:120.

Questi quattro carri, sono la produzione, in lamierino d'acciaio, della ditta OH.

  • E NEL RESTO DEL MONDO?

In Inghilterra, la patria delle ferrovie, la scala 1:120 non poteva non avere un vigoroso seguito di appassionati. Pertanto nel 1957 la ditta Triang, che poi avrebbe mutato la ragione sociale in Triang–Hornby, mise sul mercato – influenzata dalla produzione Rokal – una linea completa in scala TT.

Tuttavia anche qui gli Inglesi vollero distinguersi. Come per la scala 00, che ha lo scartamento in preciso rapporto di riduzione 1:87 mentre i veicoli sono in scala 1:76, quindi sensibilmente più grossi; anche la scala TT inglese ha il binario in perfetto rapporto 1:120, mentre i veicoli sono circa in scala 1:100. Una particolarità che distingue ancora oggi i modelli Inglesi.

La Triang cessò la produzione nel 1967  e nel 1968 liquidò tutto il comparto TT.

Da quel momento in Inghilterra la scala TT è appannaggio di pochi produttori artigianali  di alta qualità e con le caratteristiche peculiari delle ferrovie Inglesi. Tra i vari mi piace ricordare la GEM Model Railways e la Rosebud Kitmaster Ltd mentre alcune case artigianali producono splendide ruote a norma Proto, ovvero in quasi esatta dimensione. I modellisti Inglesi in TT sono abituati ad autocostruirsi edifici, armamento e quanto occorre; le locomotive sono superbe, i diorami e i plastici che si vedono esposti non sono distinguibili da quelli realizzati in scale maggiori; chi vuole ammirare questi capolavori in "quasi" scala 1:120 potrà entrare nel sito 3 mm Society.

In America – e dicendo America si intendono gli Stati Uniti – dopo avere dato il battesimo a questa scala vi fu un lungo periodo di stasi.

Oggi si assiste ad una ripresa di interesse per questa scala, vi sono numerose aziende semiartigianali, di ottimo livello qualitativo. La facilità nell’eseguire stampi e piccole fusioni ha consentito di mantenere una produzione varia e sempre aggiornata, i prezzi sono ancora contenuti e la spedizione via posta è una classica abitudine per gli appassionati americani. Fiutando le notevoli potenzialità del mercato Americano la stessa Rokal mise in commercio locomotive e vetture passeggeri tipiche del Nordamerica  con un consistente successo di vendite.

  • IL TT ANCHE IN ITALIA

Sembra strano per un Paese che non ha un grandissimo mercato del treno modello, ma anche in Italia negli anni tra la fine della Guerra Mondiale e la fine degli anni ’50 vi sono state iniziative industriali nel settore del TT. E’ questo un campo che lo scrivente ha iniziato da poco ad esplorare ed è difficile trovare riscontri certi, ciò nonostante i risultati sono interessanti.

Su un forum di modellismo, tempo fa è comparsa una richiesta di notizie circa un elettrotreno a tre casse, con motore funzionante a corrente alternata e sistema a due rotaie, il tutto con l’aspetto tipico degli elettrotreni FS ETR 200. si tratta di un articolo di punta della produzione della ditta Cappa di Milano, una ditta semi sconosciuta che aveva un catalogo completo con locomotiva elettrica, dalle foto del catalogo sembra vagamente un E424,  loco a vapore con tender, vagoni passeggeri e carri merci a carrelli e un assortimento completo di binario, compresi scambi a comando elettrico! Accedi alla pagina del nostro FORUM per vedere ulteriori informazioni o per intervenire alla discussione. (cliccare sulle foto per ingrandirle)

Su un banchetto di una fiera di paese una volta ho visto un treno completo, locomotiva tipo Pacific e tre vetture a carrelli, il tutto prodotto da una ditta di Torino, anch'essa sconosciuta al grande pubblico di noi appassionati. Un mondo ancora da esplorare. Chi ha qualche notizia la metta in rete, contribuirà a fare un poco di luce su un settore industriale che finora è rimasto in ombra

  • TRENI ROKAL ITALIANI

Il VT 12, Verbrennung Triebwagen  ovvero "automotrici a combustione interna", era un treno automotore costruito in Germania per le Ferrovie Federali Tedesche nei primi anni ’50. La Rokal ne fece subito una riproduzione in scala 1:120, realizzando sia una versione diesel a due elementi che una versione elettrica a tre elementi.

La prima versione, treno diesel a due elementi, entrò in produzione nel 1954 e vi rimase fino al 1961, totalizzando 2600 pezzi prodotti, nello stesso periodo ne furono prodotte altre 800 unità a tre elementi. Per il mercato olandese fu prodotta una versione diesel e una elettrica tutte a tre elementi e tutte in colore blu scuro tipico delle ferrovie olandesi di quegli anni, questa produzione raggiunse un totale di 500 pezzi, ulteriori 1300 pezzi furono prodotti nella versione elettrica a tre elementi nel classico rosso delle ferrovie tedesche, con due pantografi.

Il totale quindi fu di 5.200 unità prodotte.

Italo Briano, uno dei padri fondatori del fermodellismo italiano che aveva una particolare predilezione per questa scala, insieme all’importatore della Rokal, la ditta Cagnoni Giocattoli di corso Vercelli a Milano, promosse l’italianizzazione di questi modelli.

Pertanto all’interno di questa produzione, negli anni 1957–1958, fu realizzata una versione italianizzata descritta in catalogo come "tipo Littorina (sic!) F.S." semplicemente provvedendo ad una colorazione nei classici colori FS di quegli anni, il marrone "Isabella" e le fasce frontali e sottocassa nell’altrettanto classico "Rosso segnali".

Allora eravamo di bocca buona e tutto ciò ci sembrava accettabile.

Si stima che di questi treni FS, sia diesel che elettrici, ne siano stati prodotti circa 300 pezzi , questi treni, forniti in scatola di cartoncino, sono considerati assai rari e  sul mercato dell’usato raggiungono una quotazione di 300–400 €.

Autotreno Rokal italianizzato con i colori FS - primi anni '60.

Confezione originale autotreno Rokal.

Bibliografia :

"Die Geschichte der Rokal – Bahn" di Manfred Albersmann

"Die TT – Bahn" di Andreas Rantzsch

"TT Kurier" Thomas Bradler Verlag

Documenti vari e foto della raccolta dell’autore