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COME INVECCHIARE UN CARRO FS IN SCALA 1:120

di  Massimo Salvadori

I rotabili nuovi di fabbrica non mi piacciono molto, anche perché si nota troppo la plastica di cui sono fatti, non mi piacciono nemmeno i veicoli troppo sporchi, insomma ho cercato una via di mezzo che mi soddisfacesse e che fosse soprattutto adeguata alle mie capacità.

Uno dei carri FS, per prima cosa ho ripassato in nero le griglie. Sullo sfondo si vedono anche i colori acrilici che ho utilizzato, si noti il colore nero "plastica" del telaio.

L’obiettivo principale è dunque quello di eliminare i riflessi lucidi che fanno plastica e dare una leggerissima patina di sporco, inoltre – con una passata di bianco sporco – far risaltare gli spigoli e tutte le sporgenze. Gli esperti modellisti chiamano questo effetto "luminanza" ed i risultati sono molto appaganti. Inoltre il passaggio di un velo di bianco sulle sporgenze aiuta farle risaltare, ed ecco che compaiono particolari che altrimenti sarebbero rimasti celati, come chiodature, maniglie, anelloni di ammaraggio del carico, tutta una serie di piccoli particolari – e in scala 1:120 sono piccoli veramente – che si confondono con il colore di fondo specie se si trovano nel sottocassa.

Nella foto la "saturazione" del vagone con pittura Bianca mescolata ad una punta di marrone.

Gli attrezzi: sono quelli classici del modellista, pennellini a punta tonda, sottilissimi  baffi di gatto e a punta piatta, ovviamente più morbidi sono e meglio è, ma non è sempre necessario comprare i raffinati e costosi pennelli in pelo di martora, anche il pelo di bue va benissimo. L’importante è la mano leggera.

I colori: ho cominciato con colori a tempera che avevo in casa, semplici ed economici, hanno il grande vantaggio di poterli rimuovere quando ci accorgiamo di avere combinato l’ennesimo pasticcio, un pezzettino di carta casa imbevuto di acqua e il colore viene via completamente.

Purtroppo mi sono accorto che dopo qualche mese o anno, il colore viene via anche senza rimuoverlo, facilmente si sfalda e si distacca. Probabilmente ciò è dovuto al fatto che le parti non verniciate, come predellini, scalette, carrelli, hanno tracce del silicone che serve alla rimozione dagli stampi, pertanto occorre un colore più coprente.

Sono quindi passato agli acrilici. Hanno parecchi vantaggi, sono semplici da usare, si diluiscono in acqua e consentono spessori ridotti, sono coprenti e ci sono anche i colori ufficiali DB, DDR e FS. Bisogna fare molta attenzione a non esagerare con i colori perchè la rimozione è molto difficile una volta asciugato.

Cosa colorare: come ho detto mi interessa togliere il colore lucido della plastica e dare nel contempo una leggera patina di sporco. Per prima cosa, come mano di fondo un velo leggerissimo di bianco sporco (bianco titanio + una punta di nero), dato su parasale, carrelli  e predellini serve a far risaltare i particolari e ci permette di scegliere il colore del successivo passo. Nel sottocassa il colore dominante è quasi sempre il colore della ruggine, molto meno che in passato per l’adozione generalizzata di freni a disco e non più a ceppi, tuttavia il colore della ruggine è ancora una caratteristica della ferrovia. A questo punto faccio una passata di bianco con un punta di giallo ocra o terra di Siena, si deve stare sempre leggeri, e il tutto assume quel colore sporco che voglio realizzare.

Ma non è finita, con il metodo della "punta secca" (si intinge il pennello nel colore desiderato e si asciuga quasi completamente, si passa poi con passate veloci ripetute e leggere fino a che non si vede che sulle sporgenze o sugli spigoli, non compare una sottile riga chiara) faccio risaltare tutto ciò che sporge o che costituisce uno spigolo.

Il lavoro è praticamente finito, la pittura bianca svolge il suo compito di far risaltare i particolari più minuti, e soprattutto di togliere il riflesso lucido della plastica. Il colore bianco che è stato dato in eccesso (foto a sinistra), è stato poi in buona parte eliminato (foto a destra).

Il lavoro è terminato, in una serata si possono adeguatamente "sporcare/invecchiare" due o tre vagoni. L’impegno è minimo e si può lavorare anche sul tavolo del soggiorno con un orecchio a quello che dice la moglie e un occhio ai bambini.

Particolare di un vagone cui è stata data una mano leggerissima di pittura Bianca sporcata di giallo, rosso o terra di Siena, per far risaltare i particolari del sottocassa.

Bisogna – a mio parere – tenere presente che più il modello è piccolo e più devono essere "leggere" ovvero chiare le sporcature, una mano pesante se è accettabile su un modello di grandi dimensioni diventa intollerabile su uno piccolo.

Un vagone della mia collezione che ha una storia: è stato prodotto in Russia, a San Pietroburgo e l’ho comprato a Potsdam, vicino a Berlino, nella zona storica della cittadina, in un negozietto fornitissimo. Il vagone mi piace molto, ma il colore nero uniforme impediva di vedere i particolari. Una leggerissima passata di bianco dato a punta secca, ha permesso di far risaltare anche i particolari più minuti come gli occhioni per affrancare il carico o  gli stanti montati sui fianchi del vagone. L’auto è di produzione Brekina, credo riproduca una Volga o una Zil. Si intravede alla destra della foto un vagone che ha ricevuto le stesse cure.

Considero pertanto raggiunto lo scopo di invecchiare il modello quando perde la lucentezza della plastica e i particolari minuti, specie nel sottocassa, sono posti in risalto.

Può essere che i carri mi siano venuti un po’ troppo... sporchi (il bianco forse è eccessivo), ma i colori sono a tempera, quindi basterà passare un pezzettino di carta assorbente (la classica carta-casa) imbevuta d’acqua per rimuovere l’eccesso di colore. Il prossimo passo sarà quello di usare le terre in polvere...

E, a questo punto... buone sporcature a tutti!