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L'idea.

Il plastico prende vita grazie alla passione di Massimo che aveva realizzato un diorama, un piccolo deposito locomotive (nella foto accanto il diorama originario), ed aveva ache iniziato a costruire un plastico modulare cominciando naturalmente dalla stazione (nella foto sotto il tracciato originale della stazione).

Una buona idea ed un progetto accattivante, ma la mancanza di spazio per lavorare con continuità ed altri interessi lo avevano indotto a rinunciare al progetto.

E fu così che entrò in gioco Andrea il quale adottò senza indugi i due diorami, ormai desolatamente abbandonati in una buia e fredda cantina.

Li portò quindi in una più accogliente mansarda e dopo poco tempo, i due moduli erano già inglobati in uno di grandi dimensioni (si fa per dire naturalmente!).

Ancora un minimo di impegno e dopo poco più di un mese la realizzazione del terzo ed ultimo modulo, permise ai gloriosi treni di Massimo di transitare alla massima velocità anche presso la Stazione Secondaria di Radeburg.

Nel giro di poco più di sei mesi il plastico di Kirchbach aveva, infatti, preso forma ed era pronto per il collaudo da parte dei rotabili.

L’ ambientazione è quella di una linea secondaria della Sassonia (DDR) nel periodo tra gli anni ’50 e ’80.

Così facendo, abbiamo la possibilità di impiegare sia locomotive diesel che a vapore.

Il tracciato dei binari, seppur nella sua semplicità, consente il contemporaneo movimento di tre treni.

In questo caso il macchinista dovrà naturalmente tenere a debita distanza di sicurezza il convoglio che lo precede per evitare catastrofici tamponamenti…

Una o più locomotive possono invece manovrare autonomamente nello scalo merci principale.

Le pendenze sono state contenute nel 2,5% circa, un valore più che accettabile per ottenere prestazioni di tutto rispetto dalle locomotive.

Abbiamo inoltre inserito diversi rilievi cercando così di occultare i tratti curvi per rendere più realistica la nostra ferrovia in miniatura.

La struttura e il tracciato.

La struttura è costituita da un classico piano di compensato multistrato, irrigidito da listelli avvitati e incollati a caldo, una realizzazione che corrisponde a criteri di semplicità di realizzazione e solidità.

Il plastico è realizzato in tre moduli, quello centrale è lungo cm 140 e i due laterali sono lunghi cm 120 ciascuno.

Tutti i moduli hanno una larghezza di circa 80 cm ed uno sviluppo del binario di oltre 17 metri. E’ questo il bello della scala TT!

 In totale il plastico è lungo cm 380 e largo cm 80, la larghezza ridotta è funzionale alla necessità di scomporre il plastico ed inserirlo nel bagagliaio dell’auto, così da poter partecipare ad eventuali esposizioni modellistiche.

L’ armamento è il conosciuto Tillig in codice 83, abbiamo usato sia i segmenti classici che i tratti di binario flessibile, quest’ultimo – anche se richiede una posa un poco più accurata - è senz’altro preferibile.

In corrispondenza delle giunzioni tra i pannelli, le rotaie sono affacciate e sono tenute in posizione dalle scarpette.

Il binario è incollato con colla vinilica su una base di sughero.

Il sistema di comando dei treni è il classico digitale della Roco, il “Multimaus”, mentre il comando degli scambi è del tipo analogico. Il comando digitale dei treni, oltre a mantenere sempre accese le luci di testa, consente delle velocità lente e costanti e ci ha semplificato notevolmente la parte elettrica eliminando tutti i sezionamenti.

L’azionamento degli scambi è realizzato con motori elettrici di produzione Tillig, per inciso è bellissimo vedere l’azionamento lento degli aghi degli scambi. Per restare nei limiti di budget che ci eravamo imposti e per semplificare i cablaggi elettrici, abbiamo volutamente evitato di inserire segnali. Gli scambi sono in numero di 15, tutti del tipo ad ago incernierati, tranne uno che ha gli aghi elastici come nella realtà. Sono elettrificati ed azionati da interruttori (foto sotto), anch’essi di produzione Tillig, che dalla posizione della levetta consentono di capire la posizione dello scambio. Il pannello di comando (foto a lato) riporta anche il tracciato schematico delle stazioni e dello scalo. 

I fabbricati sono di produzione Ahuagen e Faller, le rocce realizzate con il classico polistirolo inciso e colorato con colori acrilici, i rilievi in cartapesta colorata e polistirolo. Per dare un poco di colore abbiamo realizzato della cartellonistica, dei veri cartelli pubblicitari dell’epoca mediante una stampante laser ad alta qualità di stampa. Il risultato ci è sembrato veramente soddisfacente, stesso procedimento per le targhe delle stazioni.

Nelle foto sotto la tecnica utilizzata per la realizzazione della montagna. Si può notare lo “scheletro” di cartone ricoperto da polistirolo ad alta densità (acquistabile in qualunque Brico o rivendita di materiale edile) poi rivestito da carta igienica e successivamente dipinta con colori acrilici di differenti tonalità.