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"Vallelunga - Inferno" - Francesco e Stefano - Lombardia

La realizzazione di questo plastico è partita dalla voglia di avvicinare una persona al mondo del modellismo ferroviario, vincendo allo stesso tempo una sfida che in questo periodo si presentava veramente difficile: ovvero, costruire un doppio circuito (non esattamente ovale), con il primo anello sopraelevato rispetto a quello quota terreno, il tutto contenendo i puri costi della materia prima. Del resto, l’ eterna sfida di ogni appassionato di modellismo sta nell’ usare materiale di buona qualità senza spendere denaro inutilmente, ottenendo alla fine i risultati voluti.

Il primo tracciamento considerava uno sviluppo di 220x110 cm: l’utilizzatore non ama i circuiti ovali o gli "anelli/cappi" tipici del modellismo ferroviario (anzi li detesta proprio), ragion per cui bisognava dare alla linea di valle un aspetto "movimentato".

Utilizzando armamento medio di buona marca (Fleischmann, Roco) con qualche recupero di vecchi binari Lima attentamente revisionati (in misura del 15/20% circa), nascevano così i due circuiti: una linea "veloce" sopraelevata per convogli lunghi e rapidi, una linea "di valle" per diesel e vaporiere in composizioni corte.

Panoramiche di Vallelunga.

L’ambientazione si presentava un po' "problematica": come collocare in modo reale una linea interamente costituita di curve miste a 45°, 30° e addirittura a 36°, dove i tratti diritti sono una rarità? La soluzione veniva dalla morfologia stessa del plastico: la linea di valle serve, per l’appunto, il paese di Vallelunga, ove si trova una miniera di carbone... la miniera Inferno!

Tracciate le linee e data l’ambientazione di base al terreno, rilievi e scarpate, rimaneva la problematica di sistemare edifici anche di pregio, ma per forza di cose reperiti sul mercato dell’usato.

Molti di essi erano sporchi o danneggiati, nessuno era mai stato dipinto o abbellito in alcun modo: utilizzarli al naturale, anche dopo una ripulita, non avrebbe dato l’effetto voluto, e ci avrebbe allontanati dalla realtà...

Così, usando colori acrilici rapidi marca "Americana", colla vinavil e comuni polveri per effetti erbosi, le costruzioni di Vallelunga venivano tutte "ristrutturate". I colori "Americana", che mi permetto di consigliare a tutti gli amici modellisti, sono stati eccezionali: mi sono stati segnalati e forniti da "CartoArte" di Fino Mornasco (CO).

La Stazione di Vallelunga ed i caseggiati del paese.

Il posto di blocco.

Dopo la piantumazione delle foreste che dominano l’abitato, veniva portata la luce in tutte le case del paese: le linee venivano alimentate in maniera indipendente con un regolatore ed un trasformatore medio Roco; le luci, onde evitare sovraccarichi, sono connesse ad un comune trasformatore 12V, su linea unica ma separata dalla trazione.

Vallelunga a tarda sera.

Vi è anche la presenza di un passaggio in trincea...

Il plastico è visibile presso "Pizza Inferno" di V.le Risorgimento 27 di Fino Mornasco (CO), vicino alla stazione ferroviaria: Francesco sarà contento di farvelo vedere, e allo stesso tempo spera di poter conoscere molti altri amici con lo stesso hobby.

Il plastico di Francesco Verdaro e Stefano Curcuru è stato meritevole di un articolo pubblicato sulla Provincia. Stefano aveva già pubblicato la fotostoria "Il percorso della polveriera".