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"Il plastico nella valigia"  - Umberto - Sicilia

Assillato dai problemi di spazio (motivo per il quale ho dovuto vendere il mio "Microbo" in scala N) mi sono scervellato e, deciso ad avere comunque un... plastico, ho deciso di passare alla scala Z.

Di seguito la cronistoria dell'"impresa".

Soprattutto per sperimentare questa per me sconosciuta dimensione, ho cominciato a mettere in opera un super miniplastico che... entrasse in una valigia.

Il tracciato.

I primi tagli per l'abbozzo del piano del ferro.

Ho tratto spunto da un tracciato della Noch, infatti è quasi lo stesso ed ha in più il binario morto per lo scalo e il binario di sorpasso sul fronte della stazione. Mi ha intrigato la tecnica del "sandwich" per le pendenze, in pratica il piano principale è sollevato rispetto al fondo proprio dell'altezza minima del tracciato. Fra i due piani il riempimento è fatto con alcuni "tacchetti" di legno.

Inquadratura della parte centrale durante lo svolgimento dei lavori. .

Negli angoli della parte anteriore, ho inserito i comandi: a destra gli interruttori generali ed il regolatore di velocità e del senso di marcia.

A sinistra sono posizionati gli interruttori delle luci, degli scambi e dei blocchi.

Il lavoro quasi ultimato.

Ho quindi provveduto alla sua illuminazione.

Uno scatto in notturna.

Infine ho costruito la "valigia" in compensato da 6 mm e vi ho istallato il plastico!

Conclusioni.

Maneggiare materiale così piccolo non è un'impresa facile, inoltre l’attenzione nel porre i binari in modo perfetto è essenziale: un minimo dislivello o un’errata pendenza sono fatali!

Devo ammettere che, nonostante la penuria di materiale rotabile italiano, questa scala mi piace, soprattutto perché mi permette di soddisfare la mia voglia di "plastico".

Umberto