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“uno a ottantasette”  - Enzo - Toscana

Salve a tutti!

Premesso che un plastico ferroviario è sempre degno del massimo rispetto verso colui che l’ha costruito, credo che ci siano infinite tipologie realizzative.

Indipendentemente dalle dimensioni esiste la classica soluzione, la più gettonata, che prevede un percorso semplice o complesso, ad uno o più livelli, con una o più stazioni, con uno o venti convogli, che comunque può sempre essere sintetizzato nel classico ovale, allungato, stretto, a forma di L o di T oppure di Z non ha alcuna importanza.

E’ un ovale.

Si guarda in una direzione quando il convoglio esce dalla stazione e prima o poi, nel 99% dei casi, si vedrà  ritornare dalla direzione opposta.

Generalmente il percorso e l’ambientazione sono basati sulla fantasia del costruttore la quale, volutamente, non rispetta quasi mai la realtà  paesaggistica e ferroviaria.

La densità  costruttiva è talvolta esagerata, i percorsi circolari non corrispondono alla realtà  del traffico ferroviario basato sul punto-punto, le curve hanno raggi lontani anni luce dalla sopravvivenza di eventuali passeggeri e i deviatoi permettono solo cambi di direzione repentini e impossibili per un vero convoglio il quale, in troppi casi, viaggia in modo traballante e a velocità vicine a quelle della luce.

Così si costruisce un giocattolo. Bello, grande, efficiente e divertente. Esattamente come deve essere un giocattolo. Li ho fatti per anni e mi ci sono divertito molto!

Improvvisamente mi sono stancato di avere giocattoli, in cantina o in soffitta, spesso sempre in costruzione, ed ho pensato che se avessi concepito un qualcosa di elegante e con l’unico obiettivo del massimo realismo possibile, il "giocattolo" avrebbe potuto essere collocato in una stanza dell’appartamento che abito.

Quando le mie due figlie si sono sposate a distanza di pochi anni l’una dall’altra, la loro camera, divenuta un soggiorno di riserva, mi ha permesso di realizzare qualcosa di originale. Dopo tre anni penso di essere arrivato al 99%.

Mancano un bel po' di rifiniture maniacali, invecchiamenti ossessionanti, digitalizzazione e computerizzazione del tutto. Un grande divertimento!

Vi lascio alla visione di quelle che sono, a mio avviso, le foto più significative del mio lavoro ed invito, tutti coloro i quali  desiderassero maggiori informazioni, a visitare il mio sito www.enzo46.it al cui interno esiste una cartella (passioni e hobby) dove, sequenzialmente, è riportata tutta la storia di questa realizzazione.

Scatti all'imbrunire...

Scatti  d'autore.