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"Un diorama religioso"  -  Daniele - Piemonte

Premessa numero uno:

C’è una festa ebraica che si chiama Chanukkà e si festeggia in dicembre. Questa festa ricorda la liberazione avvenuta nel 165 a.C di Gerusalemme dall’occupazione Siriana. Dopo l’eliminazione dal Tempio di Gerusalemme dagli idoli ellenistici che erano stati sistemati, gli Ebrei cercarono un modo per riaccendere la lampada del Tempio al fine di inaugurarlo nuovamente (da cui il termine Chanukkà = inaugurazione). Fu trovata solo una piccola ampolla d’olio che sarebbe potuta durare solo un giorno. Il miracolo fu che l’olio rimase acceso per otto giorni, fino all’arrivo di nuovo olio. Per ricordare questi otto giorni, durante la festa, viene acceso un apposito candelabro con otto luci. Ogni sera dalle festa si accende una luce in più (la prima una sola luce, la seconda due, la terza tre ecc..) fino all’ultimo giorno in cui tutto il candelabro è acceso.

Il candelabro della festa si chiama Channukia, ne esistono di diverse forme e si possono trovare anche immagini su Internet digitando channukia, hannukia o hanukia.

Per essere regolare ed essere utilizzata durante la festa, una channukia deve avere il posto per otto luci più una nona luce, distinta e separata dalle altre che si chiama shamash (servitore). Questa, oltre a servire per accendere gli altri lumi serve come fonte luminosa. Le otto luci devono essere o ad olio o a cera (candele), devono essere tutte allineate affinché tutte siano ugualmente visibili e sullo stesso livello perché sono tutte di pari importanza. Le luci devono durare almeno 30 minuti e una volta accese bisogna lasciarle consumare finché non si spengono autonomamente.

Premessa numero due:

Accanto alla stazione di Vercelli, sulla ferrovia Torino - Milano, vi è uno stabilimento industriale.

Esso è caratterizzato da nove alti silos che svettano sulla pianura. Casualmente non sono tutti uguali, bensì otto sono perfettamente alti uguali, mentre uno, all’estremità, è leggermente più alto. Alla vista questa costruzione industriale può proprio ricordare una channukia: otto cilindri e uno leggermente più alto.

la "channukia" dal vero

Unendo queste due premesse mi sono chiesto:  perché non costruire un diorama ferroviario statico di una parte della stazione di Vercelli  e dell’area circostante e realizzare così una channukia in cui ciascuno di questi silos, nel diorama, diventi un portacandele?

Ovviamente, essendo io appassionato di treni, una parte consistente del diorama doveva essere occupato dall’area ferroviaria e dalla stazione con gli oggetti caratteristici del modellismo ferroviario. Non mi sono mai dedicato al modellismo ferroviario, però mi ha sempre un pò affascinato. Questo diorama - channukia mi ha permesso di avvicinarmi al mondo del modellismo ferroviario che non conoscevo.

Il primo problema è stato quello di definire la scala. Il fatto era che bisognava comprendere sia una discreta area della stazione per dare comunque un carattere ferroviario alla channukia e sia tutta l’area dei silos. Il tutto doveva essere realizzabile senza spendere eccessivamente con una dimensione tale che potesse essere trasportabile e che potesse ospitare sopra i silos fino a nove candele accese senza rischiare di bruciare l’intero diorama alla prima accensione.  La scala è stata decisa facilmente quando ho notato, dalla foto aerea, che il diametro di ciascun silos, in scala N, corrispondeva all’incirca al diametro delle candeline del tipo di quelle basse che si utilizzano per riscaldare i cibi.

immagine aerea dell’area con evidenziato la sezione di territorio rappresentata nel diorama

Decisa la scala (e di conseguenza il tipo di candele che avrei utilizzato) si trattava di capire che area esattamente il diorama doveva coprire. Affinché vi fosse tutto lo stabilimento industriale e la larghezza del piano binari, in scala N, il diorama doveva essere lungo almeno 120 cm; come larghezza era necessario avere un tratto in cui rappresentare una sezione significativa di stazione per cui bastavano 30 cm, ovvero la lunghezza di due carrozze in scala N.

Il diorama - channukia ha pertanto queste dimensioni: 120 cm x 30 cm e quindi è anche trasportabile.

Il diorama è diviso in due parti: un lato è maggiormente a carattere di plastico ferroviario con la ricostruzione di parte della stazione di Vercelli, l’altro ha più un carattere architettonico con la riproduzione dello stabilimento industriale. Nella parte della stazione ci sono i binari così come sono nella realtà (3 binari per servizio viaggiatori e una serie di binari di servizio). Ho realizzato la  tettoia sul marciapiede tra i binari 2 e 3 e sistemato qualche cartello caratteristico della stazione.

vista dal marciapiede del primo binario

Punto debole del diorama è costituito dalla linea aerea: inizialmente ho acquistato alcuni pali manufatti da un appassionato e messi in vendita. A questi pali ho appoggiato dei fili di rame: il problema è che questi fili non rimangono tesi quindi è possibile che in futuro cerchi soluzioni migliori per rifare la linea aerea.

vista della stazione dai lati opposti

Gli edifici sono stati realizzati in legno in scala e le loro dimensioni sono state ottenute confrontando foto personali effettuate durante un sopralluogo sul posto con foto aeree. All’esterno della stazione ho realizzato una parte di giardino con parcheggio e sistemato qualche albero.

parcheggio e vialetto esterno alla stazione

I silos sono stati realizzati invece costruendo delle pile con i portacandele; quello più in alto rimane vuoto e può essere utilizzato per sistemare una candela che poi si può accendere. Tutti gli edifici industriali esterni all’area ferroviaria sono stati realizzati in legno e dipinti con colori a tempera.

Ho infine acquistato due carrozze Eurofima in livrea XMPR Roco da posizionare su un binario della stazione per rappresentare una sezione di treno IC fermo e un paio di carri merci da posizionare sui binari di servizio.

il diorama - channukia realizzato e acceso (cliccare sulle foto per ingrandirle)