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"Loco F.S. in manovra nell'area servizi" - Edgardo (Lombardia) - Adolfo (Lazio)

 

 

Il modulo in questione, vede la luce nel novembre del 2012 e nasce come modulo doppio. Si accoppia infatti con un altro modulo denominato "l'ultimo casello", le cui gesta verranno narrate in un'altra fotostoria.

 

 

 

Il percorso è molto lungo e, chi ne avesse voglia può ripercorrerne tutta la storia in questa discussione del Forum GAS TT. Si tratta di una delle prime realizzazioni del modulare, infatti Edgardo Rosatti utilizzò delle testate provvisorie (foto sopra) in quanto, quelle tagliate al laser, non erano ancora disponibili.

 

Nel dicembre del 2012, vengono posati i primi binari.

 

 

 

Il modulo è definito "di blocco", ci sono infatti dei "reed" che gestiscono il circuito tramite delle schede modulari. I reed sono degli interruttori a due poli, normalmente aperti e quando ci si passa sopra una calamita, essi si chiudono per un attimo facendo passare corrente tra i due poli che a sua volta fanno scattare il relè di blocco collegato.

 

Il reed è posto dopo il sezionamento per garantire che anche l'ultimo carro col magnete (una calamita è fissata sotto l'ultimo vagone del convoglio) lo abbia oltrepassato in sicurezza. Se per qualsiasi motivo il treno non lo supera, il blocco non scatta. Con la calamita, avremo la certezza che il convoglio avrà superato per intero il blocco precedentemente occupato e ci consentirà di fermare i treni seguenti anche se accidentalmente si dovesse sganciare qualche vagone. Quindi, per evitare che i treni si tamponino tra loro, avremo che fino a quando un treno non avrà liberato una sezione di blocco con l'ultimo vagone, il treno seguente non potrà partire.

 

In pratica, un treno, potrà partire e liberare una sezione di blocco solo quando il treno che lo precede avrà liberato il suo stazionamento o sezione di blocco. In gergo è la marcia interstazionale.
 

Chi volesse approfondire l'argomento può leggere questa discussione del Forum GAS TT ed intervenire liberamente (in questo caso è necessaria la registrazione).

 

Una cura particolare è stata posta alla realizzazione della piattaforma girevole che è stata autocostruita da Edgardo Rosatti e agli edifici che sono stati forniti da Adolfo Bellabona. Andrea Altrocchi ha in parte curato lo scenery.

 

Sarebbe troppo lungo raccontare tutta la cronistoria e per questo vi rimandiamo alle pagine del Forum.

 

Qui invece rappresentiamo il modulo ultimato con una serie di scatti fotografici che testimoniano questo tratto di ferrovia in miniatura...

 

Veduta lato spettatori.

 

 

Veduta lato operatori.

 

 

 

Panoramica della piattaforma girevole, una D236 sta per impegnare la piattaforma.

 

 

La D236 sta per liberare la piattaforma.

 

 

Un intercity transita a bassa velocità sui binari di corsa e sullo sfondo la piattaforma con due D236 in manovra. Un paio di carri cisterna sono parcheggiati su un tronchino.

 

 

 

Il piccolo fabbricato di servizio realizzato da Adolfo Bellabona.

 

 

 

Una veduta dell'intreccio della linea aerea.

 

 

Come nella realtà ci sono dei piccoli attraversamenti pedonali a raso.

 

 

Veduta dall'alto.

 

 

Gli alberi sono una autocostruzione di Adolfo Bellabona.

 

 

I binari tronchi sono poco usati, la vegetazione ricopre i paraurti, sono i piccoli dettagli che fanno la differenza.

 

 

 

Panoramica dal lato dei binari tronchi.

 

 

Altra realistica inquadratura del fabbricato di servizio.

 

 

Inquadratura ravvicinata.

 

 

La cabina telefonica è una autocostruzione di Edgardo Rosatti.

 

 

 

Sue anche le tavole di orientamento e i dissuasori dei pali della linea aerea. La staccionata FS è di Giuseppe Risso.

 

 

Le carrucole con i contrappesi per la linea aerea, anch'esse realizzate da Edgardo Rosatti.

 

 

L'intreccio della rete aerea di alimentazione è fedele al prototipo.

 

 

 

Inquadratura del modulo dal lato operatori.

 

 

Altri scatti dalla parte opposta a quella visibile dal pubblico.

 

 

 

 

 

 

Le ultime due fotografie (Novegro 2014 - Claudio Torreggiani) sono dedicate a una sogliola Badoni in scala TT autocostruita da Edgardo Rosatti e ad un locomotore Köf di produzione artigianale.

 

 

 

Edgardo Rosatti & Adolfo Bellabona (foto Andrea Altrocchi) - Gruppo Appassionati Scala TT