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"Mini plastico H0" - Elio - Piemonte

Il desiderio di avere un trenino elettrico mi aveva accompagnato fin dall’infanzia ma, purtroppo, non era mai stato realizzato anche perché, negli anni ‘50, veniva considerato un giocattolo di lusso e io, che ricevevo dalla Befana tendenzialmente cose utili o giocattoli riciclati appartenuti ai figli ormai cresciuti degli amici di mio padre, non avevo alcuna probabilità di averne uno. Anche quando si ripresentò l’occasione in cui potevo trovare la scusa di regalarlo a mio figlio, il suo scarso o nullo interesse per questo oggetto, preferendogli dinosauri, costruzioni Lego, videogame, o altri giocattoli di moda in quel tempo, mi misero fuorigioco.

Quindi, quando all’inizio dell’anno scorso (2018), in un mercatino di cose vecchie della domenica, ho trovato una scatola con un trenino H0 Marklin starter set anni ‘70 (locomotiva a vapore 3029 con 2 vagoni merci e rotaie per un circuito ovale), impolverata e semidistrutta, il mio cuore non ha retto allo strazio e l’ho comprato, “giusto per toglierlo dalla strada”, mi dicevo.

(il passaggio a livello)

Una volta a casa la prima cosa che ho fatto è stato rimettere in sesto (cioè pulire, raddrizzare, lubrificare,…) la locomotiva e i vagoni, scaricando manuali e documentazione varia da internet per le istruzioni, sostituendo la slitta di contatto, ormai consumata, e la molla della retromarcia della locomotiva, non più elastica.

(la carbonaia)

Anche il trasformatore in dotazione era ormai fuori uso, con il cavo mangiato dai topi, per cui ne ho comprato uno usato sull’ebay tedesco, “di plastica”, invece che “di ferro” come l’originale, per motivi di sicurezza, seguendo il suggerimento di un forum Marklin.

(la chiesetta)

A questo punto, invogliato dal fatto che il treno finalmente funzionava, anche se al momento girava solo sulle rotaie in dotazione, ho pensato di realizzare un vero plastico funzionante ma “mini” per mancanza di spazio, pensando che la dimensione 1 metro x 1 metro, fosse la minima per un treno H0, e comunque sufficiente per avere un paesaggio vario e completo, progettandone uno che consentisse a due treni di girare in contemporanea.

(il distributore)

Altro vincolo che mi ripromettevo era quello di fare tutto da solo partendo da zero, anche a costo di qualche imperfezione, tuttalpiù comprando quanto necessario di seconda mano, proprio perché mi volevo godere la gioia di creare il tutto con le mie mani.

(il piccolo cantiere)

Ho quindi recuperato le rotaie mancanti (serie M con scambi manuali), trovandole usate online a prezzi di realizzo, un paio di vagoni Marklin un po' disastrati da uno svuotacantine (che ho lasciato così perché, secondo me, danno al plastico un aspetto più realistico con le loro ammaccature) e un secondo locomotore diesel DHG 500 (3078), trovato sull’ebay francese. Il tutto rigorosamente a passo corto perché la curvatura stretta(industriale) dei binari non consentiva altro.

(il parco giochi)

Quindi ho progettato il resto: edifici, attrezzi, ambientazioni... che poi ho costruito con materiale di recupero (cartone, compensato, tanti stuzzicadenti, canapa, spugna, stucco...) prendendo spunto da quanto trovato in internet, compreso questo sito.

(la stazione ferroviaria)

In pratica ho realizzato il mio plastico in circa tre mesi senza entrare in un negozio di modellismo (di nuovo ho comprato solo personaggi e auto su un sito UK, non avendoli trovati usati) e utilizzando anche vecchi giocattoli di mio figlio, per un costo totale intorno ai 100 euro.

Questo è il risultato finale!