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"Micro diorama italiano" - Andrea - Veneto

Se ben ricordate, il protagonista della mia precedente  fotostoria, fu un mini diorama di ambientazione tedesca. Ora vi illustro un lavoro di elevata miniaturizzazione che ha origini lontane.

Si tratta di una delle mie tante "follie modellistiche".

Fin dall’età della ragione rimanevo affascinato dalle cose minuscole che vedevo e che di conseguenza mi rimasero indelebilmente impresse nella memoria e mi portarono a dedicarmi al modellismo.

Ho sempre avuto questa dedizione, una sorta di curiosità che mi ha portato a vincere sfide da me stesso ritenute a prima vista impossibili. Questa scenetta misura solo 7cm x 37cm ed il treno che vedete protagonista della fotostoria è lungo 15 centimetri.

Quest’idea, o meglio, esperimento, nacque verso la fine degli anni ‘90 ed ancora oggi lo custodisco gelosamente.

In quel periodo acquistai una rivista, Mondo Ferroviario, ed un bravissimo modellista veneziano, Antonio Farella, presentò il suo capolavoro in scala 1:20, un modello straordinario ed enorme, l'ETR 210 che al vero stabilì all'epoca, il record di velocità.

Decisi così di "imitarlo", ma in scala inversa, ovvero al di sotto della scala Z!

Ne fu complice una bacchettina a sezione quadrata da 1cm X 1 cm in plexiglas che tenevo in un cassetto... Ebbene si, anche da un pezzetto di plexiglas si può ricavare qualcosa di estremamente interessante.

A quell’epoca disponevo meno attrezzi per modellismo rispetto ad oggi, però volli tentare la sfida per vedere fino a che punto ero in grado a scendere in scale molto piccole.

Il risultato fu tuttavia accettabile, mentre la principale difficoltà fu la realizzazione dei finestrini tramite mascheratura... una cosa da nodo alla gola! Le suddivisioni erano difficilissime, cercavo di rispettare anche il numero dei finestrini.

Da questa foto potete rendervi conto delle dimensioni di questa... esagerazione modellistica.

Una volta creati i vari profili delle motrici, lucidai il plexiglas alla perfezione con pasta e carta abrasiva finissima. Venne poi il momento dei micro dettagli come pantografi con isolatori (dei quali ho cercato di rispettarne l'architettura), tergicristalli , respingenti e delle microscopiche ruotine in ottone (fisse).

Il binario è realizzato con finissimi fili di acciaio, rotaie, e traversine in listello di noce da 1mm x 1mm ed in più la micro massicciata. I pali della linea elettrica sono di tipo M 29 poligonati.

Per dare un senso a questo ETR, fu obbligatorio farne un piccolo dioramino, un pezzo di battiscopa si prestò bene per questo rettilineo da "alta velocità"...

Ogni tanto torno ad osservare questo lavoretto, che presenta alcuni difetti da risistemare.  Manca ad esempio un intercomunicante a soffietto tra la motrice e la carrozza.

Sto anche pensando di sverniciarlo e rifarlo meglio, d’altronde all'epoca avevo un pessimo aerografo. Sempre in quegli anni, gli occhiali non mi servivano affatto....oggi purtroppo si!

L'autore Andrea Robassa, è a disposizione per domande, curiosità, informazioni e chiarimenti:

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