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"La piana di Sinapis"  -  Guido - Lazio

Tutto cominciò alcuni mesi or sono quando i miei nipotini manifestarono il desiderio di poter giocare con dei trenini elettrici.

Da vecchio navimodellista ed aeromodellista, non me lo sono fatto dire due volte.

Per motivi di spazio ho optato per la scala N che ci consente di poter giocare con i nostri trenini in maniera più che dignitosa.

Come prima cosa ho iniziato a lavorare al tracciato, poi ho ragionato su epoca e scenery.

Alla fine, seguendo i preziosi consigli di Andrea (il webmaster del presente sito) e di Monica (Capotrenomodels), ho optato per una tavola da cm.200 x 100.

Ho così predisposto il progetto vero e proprio optando per una alimentazione rigorosamente analogica.

Non me la sono sentita di avventurarmi in progetti troppo "ambiziosi"  ed ho così optato per tre semplici circuiti indipendenti ma sovrapposti tra loro.

E' quindi partita la  realizzazione del plastico: ecco le prime foto che testimoniano i "lavoro in corso".

il tracciato sul piano base

i tre livelli

i lavori procedono e viene provata la stazione

spuntano i primi rilievi

Insomma, in qualità di principiante, mi sono ben guardato dal cimentarmi nella realizzazione di colline, salite, discese...

Il primo livello è concepito per far circolare treni veloci ed è caratterizzato da una linea a doppio binario. Nel secondo livello, ho posato una linea a doppio binario con stazione e binario di sorpasso, mentre al terzo, una linea a singolo binario.

Anche qui c'è un binario di sorpasso ed il fulcro è il belvedere della Piana, dove è ubicato il centro abitato, costituito da un piccolo gruppo di case con Chiesa e boschetto. Ecco nei paraggi un Taurus merci con vagoni VTG.

Poco distante un distributore di carburante ed una BR 18 con al traino delle cisterne...

Tutto è ambientato in una località di confine (ovviamente di pura fantasia) di epoca a noi non lontana, con paesaggio adeguato a treni soprattutto di epoca IV e V.

Per questo il plastico è popolato di treni sia di Amministrazione Italiana che d'oltralpe.

Ecco una E.656 e subito dopo una E.402.

Ma ogni tanto si fa vedere anche una vecchia vaporiera che costituisce un treno storico.

Al momento mancano ancora piccoli particolari e soprattutto i personaggi. Ma nell'attesa che si popoli, sia i nipotini che il nonno, si divertono a far girare i trenini elettrici.

E comunque, visto che l’appetito vien mangiando, già si pensa ad un plastico più elaborato e forse in digitale.

Saluti a tutti. Guido