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"Il microbo"  - Umberto - Sicilia

E’, in pratica, un po’ la “sintesi” della mia vita di ferromodellista.

Il tutto ebbe origine alla fine dei lontani anni a cavallo del 1950-1960, quando mi fu regalato per natale il fatidico trenino.

Ma non era il classico “trenino a molla” , era invece una bella loco a vapore che oggi si definirebbe “vivo” in scartamento 00 con un bell’ovale che si appaiava perfettamente con la  640 e la “Littorina” costruite artigianalmente da mio padre.

Però, c’era un MA, non poteva essere gestita, nel senso che partiva quando andava in pressione il vapore e …. si fermava quando lo stesso si esauriva.

No buono!!

Dopo alcune insistenze,mio padre mi regalò un trenino in HO della Conti composto da un locomotore ( che pare un carro armato tanto che pesa, tutto in metallo, e che ancora conservo gelosamente) e da alcuni carri merci.

Da questo germe iniziò a nascere il mio primo plastico.

Avevo all’incirca 13 anni e, sfruttando lo spazio della mia cameretta (che in verità era alquanto spaziosa) incominciai,  guidato da mio padre, a posare i binari sulle traversine (ovvero la singola rotaia di circa un metro fissata con minuscoli chiodini sulle strisce di traversine) secondo uno schema (più volte rivisto) disegnato dal mio genitore.

Per farla breve era un plastico da 3,50 x 2 metri per il completamento del quale impiegammo quasi 5 anni  (per inciso è ancora esistente…. appeso ad una parete del garage di casa dei miei genitori).

Poi …. niente più … per decenni. Tanto che alla fine agli anni 70 scambiai praticamente tutto il materiale rotabile in HO che avevo , con alcune motrici in scala N, che appunto in quegli anni cominciò a vedersi in Italia, nella considerazione che nel futuro avrei potuto “rifare” il tutto…..

Un paio di anni fa, sistemando alcuni scatoloni, sono spuntate fuori queste motrici.

Mi venne subito la voglia di “replicare” quello che era stato il mio “diletto” da  ragazzo, ma, pur essendo una scala più piccola, rimaneva il problema dell’ingombro.

La difficoltà  era che avrei voluto fotocopiare il tracciato della scala HO in N.

Dopo numerosi disegni, modifiche e schizzi, venne fuori un buon compromesso fra ingombro e tracciato “originale”:

(clicca sull'immagine per ingrandirla)

Ecco come è nato il “Microbo”.

Consiste in pratica in tre tracciati indipendenti: l’anello esterno, la linea interna e lo scalo.

In circa un anno ho realizzato tutto il tracciato e circa il 90% del “paesaggio”.

Allo stato attuale è funzionante , dovrei …e qui mi manca il tempo … finire di costruire il pannello di controllo relativo all’elettrificazione degli scambi, dei blocchi automatici e della piattaforma girevole.

(clicca sull'immagine per ingrandirla)

veduta dal satellite

Il problema più grande è stato ideare come posizionare la stazione.

Non era possibile in alcun modo una “posa” classica per problemi di “fuori sagoma”.

Dopo tante ore di strizzamento di meningi e di prove, alla fine l’ho realizzata a “sbalzo”, con il piano binari su due livelli e che si affaccia ,con la classica “piazzetta” sullo scalo che è al livello inferiore.

le foto della "Stazione alta"

Ma come si arriva alla stazione? Con una comoda strada su viadotto che scavalca lo scalo... Semplice, no?

 

Va da sé dire che nell’arco di questi due anni ho arricchito il parco rotabili.

E' tutto FS o comunque “preda bellica” con 24 motrici  fra le quali  6 autocostruite e più precisamente:

E.636  -  ALn 556  -  E.428  -  un paio di OBW-10

I  carri e le carrozze sono invece circa 80.

…MA... non è ancora finita ...