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"Il guizzo della trota" - Mauro & Carlo – Lombardia - Veneto

 

Dopo l’esordio con i moduli della "Galleria dell’Orso" continua l’avventura personale con la scala TT, arricchita in questa occasione dalla voglia di provare a coinvolgere qualche altro appassionato. Nasce così l’idea di produrre un modulo a quattro mani; alle mie è demandata la parte iniziale, ovvero la costruzione della base strutturale. L’amico Carlo, in quel di Treviso, raccoglierà il testimone con il compito di realizzare la scenografia e completare la parte elettrica.

Il progetto nasce dall’esigenza di realizzare moduli che permettano un andamento più sinuoso del tracciato complessivo del plastico modulare, dominato per ora dai tratti rettilinei; prevede infatti che il tracciato disegni una curva a 90° di ampio raggio a rientrare rispetto al pubblico, divisa su due moduli, di forma parabolica e con la tipica inclinazione verso l’interno.

Per me si tratta di una prima esperienza realizzativa con moduli non rettilinei e l’inesperienza genera l’immediato bisogno di punti di riferimento costruttivi che si materializzano in una strana sagoma autocostruita con l’ausilio di montanti da scaffale, metro, goniometro e un po’ di fantasia.

Superate le prime difficoltà costruttive passo a valutare le condizioni di affiancamento delle basi e faccio le prime simulazioni sulla posizione del tracciato.

Propongo al mio socio alcune soluzioni riguardo alla posizione del tracciato al fine di stabilire gli spazi da dedicare alla scenografia che, in questo momento, è in fase di ideazione.

Condivise e fissate le scelte più opportune proseguo con i lavori di posa dei binari e loro fissaggio definitivo.

Ed ecco l’aspetto finale delle basi dei moduli, ormai pronte per essere consegnate all’amico Carlo.

 

Non manca un’insolita visione del lato inferiore con i collegamenti elettrici basilari e un’immagine che rende l’idea dell’inclinazione del binario.

Ed è a questo punto che interviene Carlo, cioè io. Ma è d’obbligo ricordare che il passaggio di mano del doppio modulo avviene in territorio neutrale, a Verona, festeggiato con un piacevole pranzo ed un altrettanto piacevole scambio di vini (a mio indubbio vantaggio).

Ancor prima di avere a disposizione il modulo, l’idea che mi ronzava in testa era quella di un ambiente con un impianto di itticoltura, prendendo spunto da questa foto.

Dunque mi metto all’opera tentando di dare una prima forma al paesaggio, utilizzando materiali non propriamente… modellistici. Come si vede, l’idea è quella di un percorso ferroviario in trincea (tra maglioni e calzini), di un impianto di itticoltura e di alcune zone ancora non ben delineate di terreno agricolo, prati e case.

Avuto, il beneplacito dai guru del Forum GAS TT, passo alla fase di realizzazione dei rilievi, utilizzando polistirolo di varia natura che avevo conservato per tempi miglior (questi!).

Prima di procedere con i rilievi, però, procedo all’invecchiamento dei binari, alla posa delle basi per i plinti dei pali della linea aerea e alla posa dei picchetti per la geometria delle curve.

Adesso rivesto i rilievi con carta da cucina opportunamente incollata con vinavil e poi colorata con acrilici a pennello. La vegetazione bassa è ottenuta con muschi e licheni quasi polverizzati.

Compaiono le vasche dell’itticoltura, ancora grezze, realizzate con listelli di legno montati su un fondo di cartonplum, colorato in acrilico verde-blu e ricoperto di silicone trasparente.

Sono arrivati i pali della linea aerea e, dopo aver posizionato i plinti, posso intanto mettere il ballast.

Torno alle vasche per dare del grigio e sporcarle un po’. Qualche trota comincia a guizzare.

Bisogna addolcire i declivi dei rilievi rispetto al piano e lo faccio utilizzando quel materiale spugnoso che usano i fiorai, poi rivestito di vegetazione.

Ecco lo stato del modulo nel dicembre del 2013.

Proseguo con l’ideazione del paesaggio. Perché non inserire un sottopasso per movimentare l’aspetto complessivo? Comincio con il tagliare il piano da ambo le parti del tracciato.

Dopo aver inserito una struttura in forex che congiunge le due rampe sotto la massicciata, inserisco arcate e muri di contenimento (forex rivestito di carta con stampa dei mattoni) e naturalmente vegetazione rigogliosa.

A questo punto bisogna fare la stradina che porta all’impianto di itticoltura. La realizzo con sabbia e minuscoli sassetti comprati in una serra e la contorno con sassi più grandi su uno dei bordi.

Siccome non si deve buttare mai niente, con parti della prima versione scartata degli archi realizzo questo ponticello per un sentiero che parte dalla stradina sterrata, sale sul primo pianoro, si arrampica con scaletta ad una piccola cima, scavalca il fossato e raggiunge il pianoro con la chiesetta (che vorrei trasformare in rudere):

La chiesetta ha dunque un destino tragico e va a fuoco...

E velocemente la vegetazione se ne appropria, attirando i turisti.

Dall’altra parte della ferrovia, tra un estremo e l’altro del rilievo, un ponticello himalaiano permette il passaggio ad altri turisti.

Nelle zone circostanti il terreno è stato nel frattempo arato. Il campo è realizzato con vera terra, sterilizzata in forno, setacciata ed impastata con vinavil al 50%. L’aratura è il risultato della pressione di spiedini di legno per salsicce ed affini.

Adesso il modulo, con una veduta dall’alto, si presenta come vedete; a sinistra notate una casetta con giardino e a destra alcuni piccoli edifici dell’itticoltura.

Nelle vasche de "Il guizzo della trota", così si chiama l’itticoltura, vengono inseriti gli elementi per l’immissione e la circolazione dell’acqua (fatti con pezzetti di cavetti stringi-cavo) ed appaiono gli addetti ai lavori e qualche altro elemento, come i silos costruiti con elementi di pennarelli e di capsule di medicinali.

E la luce fu!

Un gregge e vecchi signori che chiacchierano.

Trasporto del mangime per le trote.

Cartelli segnaletici.

Ed ecco la palificazione e la linea aerea. La catenaria è di tipo commerciale, mentre i pali sono stati realizzati da Riccardo, Tesoriere del GAS TT, con la seguente tecnica.

Nonostante qualche difetto, il locomotore passa indenne anche a pantografi alzati.

Sorvolo sulla parte elettrica, perché si è trattato semplicemente di inserire una scheda già confezionata da Edgardo Rosatti e collegare i cavetti secondo lo schema fornitomi.

Qui un video con la panoramica sul modulo terminato.

 

E qui, per chi non l’avesse ancora visto, il video del modulare TT a Verona 2014.

 

L'alimentazione degli impianti e dell'illuminazione avviene tramite pannelli solari, che vedete tra le due vasche, fatti con un pezzo di cd. Per quanto mi riguarda, questa prima esperienza di "vestizione" di un modulo è stata molto gratificante e sicuramente mi ha fatto conoscere i miei difetti di modellista. Ad esempio, nella realizzazione degli alberi sono piuttosto carente. Probabilmente nuoce ai risultati finali la tendenza a far uso di materiali già a disposizione e di materiali poveri. L’inesperienza e la frettolosità completano il quadro dei miei limiti.

Un grazie particolare lo rivolgo a Mauro Menini, che mi ha coinvolto nell’operazione ed ha pazientemente sopportato richieste di aiuto e consigli.

Ma anche a tantissimi amici del Forum GAS TT, devo i ringraziamenti per l’appoggio ed il sostegno datomi.

Carlo Arcidiacono - Gruppo Appassionati Scala TT

 

QUI puoi partecipare alla discussione sul modulo GAS TT "Il guizzo della trota".