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"Il plastico della Cabona"  - William - Liguria

La mia identità ferroviaria, mi ha fatto sempre buttare un occhio di riguardo a quel tipo di ferrovia un po’ di "nicchia" come le linee secondarie. Quindi non quelle affollate stazioni, enormi e stracolme di convogli in partenza, magari con elettrotreni troppo moderni e veloci.

Prediligo una ferrovia senza elettrificazione, anche non singola, ma ambientata magari a cavallo degli anni settanta – ottanta (ma anche novanta), dove è possibile veder transitare automotrici singole o doppie, brevi convogli merci, ma anche a vapore.

Non disdegno neppure i convogli brevi, composti da delle D341-342-343-443-445 e le Centoporte Corbellini.

Mi piacciono le piccole stazioni di provincia nelle quali è possibile gustarsi ogni singolo minuto con magari uno scalo merci quasi nascosto, dov'è fermo un Badoni ed un carro pianale con dentro degli attrezzi…

Poche persone, un bar, una trattoria, qualche auto in sosta, un taxi ed un autobus mezzo vuoto in attesa della sua imminente partenza.

E mi piacciono, al tempo stesso, i paesaggi di campagna e quelli industriali, che si possono arricchire con vari dettagli ed accessori.

Alberi e vegetazione non possono mancare, ma anche uno scalo merci ed un ambiente urbano ma pur sempre vicino all'ambiente ferroviario!

E' possibile notare, dalle foto, anche una sorta di pronto intervento stradale.

Una tubatura è "saltata" ed occorre sostituirla... Ecco i vari operai e le macchine operatrici al lavoro!

"Pezzi" di plastico che mi costringono sempre a lavorare con diversi dettagli per rendere più precise e veritiere le varie scenette presenti sul mio impianto.

Una cosa alla quale tengo particolarmente, è la vecchia Sogliola Badoni, ormai prossima alla demolizione, accantonata su un binario in disuso da anni.

Il modello è una mia completa autocostruzione in scala H0.

L’impianto misura, da un lato, circa 3m x 1,30m e dall’altro,  1,80m. Questo lato è stato prolungato in un secondo tempo, per creare una zona per il ricovero delle locomotive ed un’officina.

Il plastico è costruito in maniera semplice, senza salite e dislivelli, ma nello stesso tempo con una certa rigorosità sulle misure e sulle altezze, visto il collocamento e la difficile installazione e  costruzione.

E’ stato postato su un pesante banco da lavoro in acciaio, a sua volta posizionato su una piattaforma in legno di abete multistrato di circa 7-8 cm di spessore, per poi essere carrellata con 5 ruote direzionabili per gli spostamenti e la manutenzione.

Il piano base del plastico è stato realizzato con un pannello di multistrato di circa 4,5cm di spessore Nella parte sottostante, ho realizzato un telaio in abete per rendere permanentemente in "bolla" il plastico.

L’armamento è di varie marche, Lima, Fleishmann, Peco, Roco e GT proprio per venire incontro alle esigenze varie come raggi di curvatura, lunghezze scambi diverse, ecc.

La parte collinare con la strada e la sottostante galleria, è realizzata in schiuma poliuretanica su montatura di polistirolo, ed è stata modellata, verniciata e decorata a spruzzo e pennellate a secco compresi i vari invecchiamenti.

Il plastico è stato costruito nell'arco di un anno e mezzo con alcune e continue modifiche apportate all'armamento, per riuscire a far impegnare e transitare senza problemi, anche quelle locomotive un po’ "rognosette", soprattutto quelle a vapore.

Nel mia ferrovia, è presente un autodemolitore, spesso poco usato per i plastici ferroviari, che ho cercato arricchire con molti dettagli.

Gli edifici provengono da ditte commerciali, sono invecchiati ed alcuni modificati.

La piattaforma girevole è su base Fleischmann.

Le strade, compresi i tratti ferroviari a raso all’asfalto, sono fatte con cemento di pronta.

Il sistema è completamente analogico, non perché il digitale non mi piaccia, ma perché preferisco ancora la tradizionalità del “vecchio modo di fare” modellismo ferroviario.

Sono operativi 5 trasformatori di diverse marche, più un raddrizzatore autocostruito per le manovre di entrata ed uscita dalla piattaforma.

Il nome Cabona, deriva dalla zona in cui abito, che è una sorta di quartiere della delegazione di Rivarolo Ligure a Genova, poco distante dalla Stazione ferroviaria omonima e dalla stazione di testa “Certosa-Brin” della metropolitana genovese.

Un saluto e grazie!

Il mio nick sui forum “Barone Rosso” e "GAS TT", è ziosogliolone, il mio vero nome è William.

Per info, suggerimenti o altro, potete scrivere nei forum, oppure contattarmi alla mia e-mail:

tigrereale2@email.it