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La "valle incantata"  - Andrea - Lombardia

Siamo nel 1956, l’estate è ormai alle porte e l’afa già incomincia a farsi sentire.

Un treno passeggeri trainato da una Locomotiva BR38, ha appena lasciato la Stazione di Feldafing alla cui uscita i binari  incominciano a scendere con una leggera curva verso sinistra.

La locomotiva passa subito, costeggiando i loro basamenti, al di sotto di due ponti a travi scatolari. Poco dopo ecco un frontone di galleria che si imbocca dopo aver percorso un breve tratto tra due elevati muri di contenimento. In questo tratto la vegetazione è scarna considerando anche la poca quantità di sole che penetra tra le due pareti a strapiombo. Sulla destra si può notare una zona con terreno piuttosto friabile nella quale è visibile una precedente frana.

Il portale che conduce in stazione I due ponti a travi scatolari

Sulla sommità invece si intravede, oltre ad un gregge di pecore al pascolo, un piccolo cottage in mezzo ad una variegata vegetazione attraversata da alcuni sentieri che portano verso monte.

Il cottage Il gregge di pecore

Fa davvero caldo e si sente. Il macchinista è ben contento di imboccare la lunga galleria: “finalmente un po’ di ombra” sussurra il fuochista. La percorrono a bassa andatura e dopo un breve tratto, grazie alle aperture laterali distanziate da colonne in “pietra naturale”, si godono finalmente un po’ di refrigerio. Intanto a monte, un merci trainato da una Locomotiva BR50 ha appena superato il lunghissimo “viadotto Feldafing”. Una breve curva a ridosso del posto di blocco “Castle Rocks” ed eccolo superare a velocità ridotta un ponte in pietra ad archi.

Il ponte ad archi in pietra Il posto di blocco

Il paesaggio è davvero invitante ed il cielo azzurro sembra rendere ancora più incantevole la valle. E’ un giorno di festa e si vede. Un’intera famiglia di turisti è a ridosso di un ponticello mentre, a poca distanza, l’affollamento è ancora più intenso.

Il ponticello (autocostruito con stuzzicadenti) Il belvedere

Un paio di coppiette stazionano sul belvedere ed altre ancora sulla terrazza panoramica mentre due persone con tanto di zaino sulle spalle, ammirano il panorama dal ponte in legno  posizionato subito dopo la chiesetta che si nota in lontananza.

Il merci prosegue la sua corsa in perfetto orario superando, questa volta a velocità più sostenuta, la discesa in trincea a ridosso di un sentiero nel bosco.

Il ponte in legno La discesa in trincea

Un attimo dopo la BR50 è a ridosso della chiesetta, in uno dei tratti più affollati del diorama: “La messa è appena terminata” sussurra il macchinista.

Il merci prosegue la sua discesa lasciando alla propria destra una Casa Cantoniera con ripostiglio sul lato e sottotetto rivestito in legno.

Vi è annessa una costruzione per ricovero legna e una zona dedicata al rifornimento di pietrisco e carbone. Nell’area adiacente c’è una toilette all’aperto, una piccola baracca in legno ed uno spiazzo per accettare legna da ardere.

Superato il lungo ponte a travi scatolari e lasciata alla spalle una baracchetta in legno, il merci deve rallentare bruscamente: degli operai stanno infatti lavorando alacremente alla sostituzione della vecchia staccionata in ferro.

I lavori in corso lungo la linea ferroviaria

Il sole è a picco ed il macchinista si sente un privilegiato alla guida della BR50 che sta per imboccare una nuova galleria. Prima del portale c’è una baracca in legno utilizzata come rifugio per i manovali proprio a ridosso della verde pineta.

La verde pineta    PRIMA   e    DOPO....

Fuori dal tunnel, la locomotiva costeggia un muro di contenimento per poi superare una vecchia baracca per cantonieri.

Fa sempre più caldo e certo non invidiamo il povero manovale che, badile alla mano, sta riempiendo un secchio di carbone.

“Siamo in perfetto orario” sussurra il macchinista, mentre il merci supera l’altro ponte a travi scatolari per imboccare l’ultimo lungo tratto di galleria. Brevi parti del tunnel sono anche aperte ed il panorama è invitante. La prima “luce” è data da tre arcate in pietra naturale (di fronte al pascolo), la seconda da una breve apertura tra le rocce. “Eccoci arrivati” sussurra il fuochista: “aspettiamo il verde ed entriamo in stazione”  ribatte il macchinista. Siamo a ridosso dell’ultimo  frontone che immette in stazione. Una stazione a sette binari attende i nostri protagonisti ma questa è un’altra storia e soprattutto un altro diorama … 

P.S. la fotostoria è ambientata in Germania, successivamente il diorama è stato italianizzato

La "valle incantata" vista dal satellite