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"C'era una volta a Paratico" - Carlo (Lombardia)

La storia.

Sin dai tempi remoti il lago d’Iseo era caratterizzato da una elevata concentrazione industriale. A partire dal 1842 le sponde del lago vennero raggiunte da ferrovie e tramvie.

La ferrovia Palazzolo s/O – Paratico Sarnico venne inaugurata il 31 agosto 1876. Tutte queste linee vennero completate con la nascita, nel 1906, di un efficiente sistema di trasporto lacuale realizzato a mezzo di chiatte dalla società Gregorini di Lovere proprietaria dello stabilimento siderurgico che in quegli anni si specializzò nella costruzione di assali ferroviari.

Lo scalo merci lacuale era posto sul prolungamento della stazione di Paratico – Sarnico. Superato  il passaggio a livello oltre la stazione, la tradotta arrivava al grande scalo lacuale. Il piazzale  presentava nove binari di cui sei si diramavano da due rari deviatoi tripli simmetrici e due si prolungavano verso i pontili. Qui sostavano alcuni carri pianali a due assi, detti scudo, i quali venivano utilizzati per eseguire le manovre di imbarco e sbarco dalle chiatte. Quando i carri, prevalentemente tipo E, giungevano allo scalo, nella darsena si trovavano il rimorchiatore Adamello e le chiatte cariche di assali ferroviari.

Con un’esperienza consolidata gli addetti sganciavano le chiatte dal rimorchiatore e con una fune, a mano, le assicuravano al pontile basculante.

Così iniziava lo scarico e il carico dei carri sulle chiatte.

A causa della crisi siderurgica degli anni ’80 e gli inizi del ’90, le tradotte diminuirono drasticamente. Nel 1999 la fine del servizio.

Oggi lo scalo lacuale non esiste più. Tutto è stato distrutto. Il comune ha utilizzato l’area per ospitare giardini. A testimonianza dell’ultimo scalo lacuale d’Europa rimangono i due pontili che, tristi e immobili, raccontano la loro storia.

Rivatica di Paratico in scala TT.

Novegro 2014.

Visito il modulare GAS TT, osservo una creatività diversa dai soliti plastici presenti alla manifestazione. Rimango affascinato e improvvisamente mi scatta il desiderio di realizzare un modulo nella scala perfetta. Avendo realizzato la stazione di Paratico Sarnico in scala HO, mi venne l’idea di riprodurre lo scalo lacuale di Rivatica di Paratico in 1:120.

Per la sua costruzione sono stato agevolato  grazie alla documentazione raccolta anni fa quando realizzai il documentario "Carri e chiatte… il treno sul lago". Rispetto al vero, per l’esiguo spazio disponibile, ho dovuto giocoforza eliminare alcuni binari e un pontile ma nonostante queste limitazioni, il risultato finale mi ha soddisfatto parecchio.

Le tecniche costruttive sono il frutto di esperienza che ho maturato in tanti anni. I fabbricati presenti nei due moduli sono la riproduzione fedele degli originali.

Iniziamo con la chiesetta con giardino e porticato.

Il tutto è realizzato in forex.

I mattoni delle facciate, i muri e la pavimentazione del giardino sono stati incisi a mano e verniciati con colori acrilici.

Osservando attraverso il rosone della chiesetta sulla facciata interna si trova una figura inquietante.

E' infatti presente il diavolo, Asmodeus, che sorregge l’acquasantiera e la scritta "Terribili est locus iste" (questo luogo è terribile). Un pizzico di esoterismo templare, 1200 d.C..

Anche la fontana è costruita in forex.

Nella vasca sono presenti quattro micro led colorati, mentre la statua è stata modellata a mano  in cera ad alta temperatura di fusione e colorata con acrilici.

Un'inquadratura dall'alto.

La chiesa si raggiunge tramite una strada sterrata.

Lungo il tragitto, vi è anche un caratteristico ponte in pietra anch'esso realizzato in forex.

Una coppia staziona nei pressi dello stesso.

Nelle vicinanze, c'è anche un edificio dell'A.N.A.S.

Particolare del cancelletto.

Procedendo lungo il percorso, troviamo e un capannone per l'allevamento di polli che è posizionato lato visitatori e si trova nei paraggi di Paratico.

Dalla parte opposta, c'è appunto lo scalo lacuale!

Entrambi gli edifici sono in forex e sono entrambi per contenere i polli. Avevo anche realizzato una cabina elettrica ma alla fine non l’ho messa per non infarcire troppo il paesaggio.

 

Nella parte opposta, di fronte alla chiesa, ho inserito un magazzino merci anch'esso autocostruito. Qui lo si intravede appena.

Eccolo da un'inquadratura un po' più alta.

Una D236 staziona nei pressi della sagoma di carico.

 Eccolo inquadrato dal lato operatori.

In questa immagine si può vedere anche una parte del... lago d'Iseo!

Al magazzino merci non si batte la fiacca!

Allo scalo si accede da un sottopasso.

Ho anche realizzato un piccolo casotto per gli attrezzi che mi è servito per nascondere la bobina dello sganciatore. E' realizzato in forex e verniciato con colori acrilici.

Ho realizzato anche una piccola pesa.

Eccola immortalata accanto all D236. 

Ma veniamo ora alla zona di maggior interesse del modulo che è sicuramente il pontile mobile per trasbordare i carri dalla terra ferma sulle chiatte.

La sua costruzione è iniziata con due tralicci per la linea aerea sommerfeldt in scala TT. Tagliati a misura li ho rialzati con blocchetti di legno per ottenere l’esatta altezza.

Per costruire le pulegge a raggi, dopo tanto pensare come farle, ho utilizzato la mia fede. Ho fatto uno stampino con il silicone e replicati in resina (metacrilato di metile).

Poi con il trapano e una piccola fresa a pallina, con l’ausilio del microscopio, ho creato il solco per far scorrere la catenina.

Successivamente, posizionando un tondino d’ottone al centro delle pulegge ho saldato i raggi e imperniati ai tralicci. Alle due basi dei tralicci, ho fissato due piccole pulegge per il leveraggio che, proseguendo sulla banchina.

 

Nascoste all’interno di due cassonetti, si trovano altre due pulegge attorno alle quali scorrono le catenine che, proseguendo sotto il modulo, sono fissate ad un asta d’ottone la quale, collegata ad un motorino con riduttore a due pulegge con cinghietta OR, ruota facendo alzare e abbassare il pontile.

Il movimento è comandato da un interruttore. Ecco il video realizzato all'Hobby Model Expo di Novegro 2015.

Le chiatte e il rimorchiatore anch’essi sono stati realizzati in forex.

La riproduzione del lago è stata effettuata in due tempi. Prima di tutto ho dipinto il fondo in acrilico con varie sfumature di blu,verde e nero, poi ho steso la resina trasparente monocomponente.

Rispetto ad esperienze precedenti, mi sono reso conto che questo materiale è l’ideale per creare l’acqua in maniera realistica e semplice (non si formano bolle). Asciugato il sottile strato, con un altro prodotto (resina trasparente in gel) ho creato, con un pennellino, il moto ondoso. L’effetto mi sembra ottimo.

La vegetazione è ricavata da terra vera di campo (setacciata e sterilizzata), spugnette verdi per lavare i piatti e fogliame di vari colori.

A lavoro finito posso dichiararmi soddisfatto ma è certo che questo risultato è merito anche dall’incoraggiamento di tutti gli amici del forum GAS TT che sin dall’inizio hanno sostenuto il mio progetto.

Per vedere dall’inizio la genesi del modulo "Scalo lacuale di Rivatica di Paratico" accedi a QUESTA PAGINA del Forum GAS TT.

Carlo Ferruggia - Gruppo Appassionati Scala TT