Home Fotostorie plastici Guide on-line Plastici in diretta Idee per tracciati

"Vacanze a Riccardopoli" - Fausto - Calabria

 

Cari amici ho il piacere di presentarvi "Vacanze a Riccardopoli".

 

Fiducioso nel mio credo "Se un uomo fa qualcosa vuol dire che posso farla anch’io" e spinto dall’essere andato in pensione dopo 40 anni di insegnamento, ho deciso che il luogo migliore per riposare è meglio costruirselo che cercarlo.

 

Dopo un paziente lavoro, lungo fino al punto da dover dire "La perfezione non è di questo mondo e se non ci dai un taglio dovrà essere finito dalle prossime generazioni", posso finalmente andare in vacanza e riposare a "Riccardopoli", bellissima località che prende il nome da mio nipote Riccardo e che, per alcuni aspetti, ricorda l’altopiano della Sila in Calabria, splendida regione in cui sono nato e vivo.

 

 

 

Con poca esperienza al riguardo ho cercato l’aiuto nei forum e in rete per apprendere tecniche che ho sperimentato e, in alcuni casi, modificato secondo le mie esigenze.


Fra tutti ringrazio in particolar modo il nostro Webmaster Andrea e Mauro (Docdelburg nel forum GAS TT) per l’assistenza tecnica nella realizzazione del tracciato, Monica di Capotrenomodels per i materiali e i consigli e Armando (Fiskiotto Kid) il quale, a sua insaputa, mi ha dato l’idea base per realizzare la crosta terrestre che mi andava bene.

 

Notizie tecniche.

 

Disponendo dell’attrezzatura idonea, tutte le strutture (piedi, piano di appoggio, rampe per i binari, scheletro dei rilievi montuosi e la totalità degli edifici escludendone solo tre), sono realizzate rigorosamente in legno.

 

 

Il piano di base (mq 14,30) realizzato in multistrato da 16 mm è sostenuto da 21 piedi regolabili in altezza per il livellamento poggiati su lastrine di metallo.

 

 

I binari sono inchiodati su un foglio di sughero incollato su un multistrato di 8 mm posto su sostegni fissati con colla ed anche avvitati con squadrette angolari metalliche.

 

 

I portali delle gallerie, alcuni ponti e muri di sostegno nonché molti muretti di recinzione, sono realizzati incidendo il forex 3-5 mm.

 

 

 

Le gallerie sono realizzate lavorando il polistirolo normale che poi un laboratorio esistente in zona ha spruzzato internamente di resina (lo stesso procedimento usato in edilizia per i profili e i decori di polistirolo posti sui muri esterni dei fabbricati) rendendole perciò estremamente resistenti e verniciabili.


Le rocce e le pareti rocciose in rilievo invece sono realizzate in polistirolo ad alta densità, scolpito con un cutter affilatissimo e ricoperto mediante l’uso di un pennello con pasta acrilica per modellare usata dagli artisti (prodotto Maimeri). Con più mani vengono coperte fessure e imperfezioni, mentre con una o due mani si mettono in risalto i particolari che si vogliono evidenziare, dipingendole poi tranquillamente ad essiccazione avvenuta.

 

 

 

La vena romantica si manifesta nel cielo stellato realizzato con fibre ottiche di diverso diametro.

 

 

Nelle zone nascoste, non in galleria, il soffitto sulla linea dei binari è protetto da un foglio di plastica robusta posto sotto la rete metallica che regge la crosta terrestre, per evitare che sugli stessi cada eventualmente dello sporco dovuto alla consunzione dei materiali sovrastanti.

 

 

Per realizzare i 376 alberi ho sperimentato tutti i consigli e i suggerimenti possibili. Alla fine per i tempi, il materiale e l’esito soddisfacente dei risultati, il fogliame l’ho incollato su:
a) ramoscelli interi al naturale di teloxis aristata.

 

 

 

b) tronchi ricavati da rametti di limone sui quali innestare piccoli rametti di teloxis aristata.

 

 

 

c) ramoscelli di mirto al naturale.

 

 

 

d) abeti ottenuti attorcigliando e sagomando il materiale usato per i piumini della polvere. La foto sottostante raggruppa alberi realizzati con le diverse tecniche usate.

 

 

L’apporto mio personale è legato alla crosta terrestre. Partendo dal metodo suggerito da Fiskiotto Kid [rete metallica da conigliera sulla quale incollare due - tre strati di pezzi di carta con una miscela (50% acqua-30% vinavil-20% sapone liquido) da schiumare con un pennello da barba] la crosta è stata da me preparata impastando la colla bianca in polvere per piastrelle con la colla vinavil in sostituzione dell’acqua. Una vera bomba di resistenza e versatilità.

 

 

Attrezzi necessari: piccolo contenitore di plastica, cucchiaio da minestra (all’insaputa delle donne di casa), due spatole di metallo da carrozziere larghe cm 2-4 da usare non solo per mescolare i colori e le colle, ma anche per applicare il prodotto.


Il procedimento:

 

Fase 1) versare in un contenitore di plastica la colla vinavil aggiungendovi gocce di colore liquido usato nell’edilizia (giallo limone e marrone scuro) e mescolare fino a dare alla colla il colore desiderato per il terreno.

 

Fase 2) alla vinavil precedentemente colorata aggiungere gradatamente un cucchiaio alla volta di colla da piastrelle mescolando in continuazione fino all’assorbimento. Si deve ottenere un prodotto dalla consistenza densa, ma nello stesso tempo morbida ed elastica, così da poter essere spalmato facilmente, senza scolare, sulla base di carta fissata sulla rete oppure direttamente sul polistirolo sagomato per dare forma a un rilievo.

 

 

 

 

 

 

 

Con la colla per piastrelle di buona qualità e senza grumi, realizzare la crosta è un lavoro facile, rapido, con ottimi risultati di finitura e resistenza. Se poi aggiungete la vostra passione e gli infiniti strappi di carta igienica per la pulizia degli attrezzi e delle mani, avete un’idea completa del lavoro che vi attende.

 

E’ il caso di sottolineare che robustezza fa rima con pesantezza, e che c’è sempre bisogno di una buona struttura per non avere problemi di carico.

 

Per correttezza dichiaro che eventuali errori e imprecisioni presenti in stazione e sulla linea ferroviaria ( armamento, scelta e posizionamento di tavole di orientamento, ranghi di velocità e via dicendo) sono... licenza poetica.

 

Se invece notate errori e imprecisioni negli ambienti o negli elementi urbani non chiedete a me. A Riccardopoli sono un semplice turista di passaggio sorpreso e stupito quanto voi. Per le spiegazioni è meglio rivolgersi agli abitanti, agli ingegneri e operai della varie imprese locali o, meglio ancora, all’Amministrazione Comunale.

 

 

 

 

 

L'ultima immagine la riservo alla mia plancia di comando!

 

 

Ed infine un paio di video apparsi su... Tele Fausto!

 

 

 

Vi ringrazio per la cortese attenzione e vi saluto cordialmente.

 

Fausto