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"Da Santa Bibi a Piccionopoli" - Enrico - Abruzzo

Il grande sogno di costruire il mio plastico si è concretizzato nell’estate del 1999. Finalmente potevo realizzare quel piccolo pezzetto di mondo dove, tra realtà e fantasia, i miei amati treni avrebbero potuto finalmente “viaggiare”.

E’ un tracciato di fantasia dove l’unico contatto con la realtà è il tentativo di riprodurre il più fedelmente possibile gli elementi che lo compongono.

Due tracciati che si intersecano nella stazione principale (Santa Bibi): uno che va verso la stazioncina secondaria di Piccionopoli (in un anello di andata e ritorno), l’altro che va verso la stazione nascosta, ricovero a 4 binari (due per direzione), in grado di poter ospitare diversi convogli merci e viaggiatori, che simulano il collegamento con il mondo esterno, sia verso Sud che verso Nord.

Il tutto alimentato da quel motore inesauribile che è la nostra fantasia, capace di rivitalizzare, anche se brevi, momenti di sana spensieratezza.

E allora chi meglio di Ughetto può raccontarvi questa storia?...

Ughetto, un simpatico ometto di mezza età, vive a Santa Bibi, paesino ridente e tranquillo, e tutte le mattine, per andare al lavoro, prende il treno locale per Piccionopoli. Puntuale come un orologio alle 7 passa davanti all’edicola per comprarsi il giornale. Giusto il tempo di un saluto all’amico giornalaio che arriva la corriera che lo porterà in stazione. Uno sguardo dal finestrino per ammirare la piantagione di ulivi e la distesa dei vigneti. Ughetto sorride compiaciuto: la bontà dell’olio e del vino di Santa Bibi sono il fiore all’occhiello per tutti i suoi abitanti. Giunta alla piazza della stazione, la corriera lascia scendere i suoi pendolari: c’è già molto movimento in giro tra chi arriva e chi parte. (cliccare sulle foto per ingrandirle).

L'edicola La piantagione di ulivi I vigneti La corriera

Santa Bibi è una stazione di diramazione ed il traffico è piuttosto elevato. Da nord e da sud transitano persone e merci in continuazione e la vicina Piccionopoli è un centro ricco di fabbriche e piccole industrie. Prima di salire sul suo treno, Ughetto incrocia una famigliola appena arrivata, probabilmente per una piacevole vacanza, che cerca informazioni. “Se volete un soggiorno confortevole” spiega al capofamiglia “la pensione Nocciolina è proprio quello che fa per voi: semplice, a conduzione famigliare, e, con la trattoria 'I due piccioni', vi offre anche la possibilità di pranzo e cena”.

Un saluto cordiale ed Ughetto sale sul locale pronto a partire sul primo binario. Il viaggio è tranquillo come tutte le mattine; uno sguardo al giornale ed uno al paesaggio che scorre dal finestrino. Nel silenzio del mattino la piccola automotrice attraversa il folto boschetto dei Criceti. Le mucche al pascolo non sembrano affatto disturbate dal suo passaggio.

La pensione Nocciolina La trattoria Il boschetto dei criceti Le mucche al pascolo

In questo punto il paesaggio assume il suo aspetto più affascinante, la linea percorre il punto più alto e lascia scoperta alla vista la splendida e scoscesa gola del Passero che molto più in basso accompagna la linea elettrificata che porta verso le grandi città. Una parete rocciosa maestosa che regala all’osservatore un panorama di straordinaria bellezza.

Siamo alle porte della stazioncina di Piccionopoli. Un fischio annuncia l’arrivo del treno che, dopo essersi fermato al secondo binario, lascia scendere i suoi passeggeri. Ughetto si avvia a piedi lungo il viale della stazione. Gli piace camminare, ha tutto il tempo per arrivare puntuale per iniziare il suo turno di lavoro, per questo non si stanca mai di ammirare il paesaggio che lo circonda.

La gola del Passero La linea elettrificata L'ingresso in stazione La zona del deposito

Il monte Piccione, da cui deriva il nome del ridente paesino, lo osserva dall’alto e, mentre si appresta ad arrivare nei pressi del passaggio a livello che regola il traffico lungo la strada che porta alla sua fabbrica, Ughetto ha anche il tempo di ammirare la splendida 740 che, incrociata al suo arrivo, sbuffando allegramente, va a sparire all’interno della galleria  per continuare il suo viaggio.

Ecco il cancello dell’avicola dei f.lli Polli dove Ughetto svolge la sua mansione di magazziniere. Un’azienda molto produttiva che oltre a dare lavoro a tante persone, esporta moltissimo anche oltre confine. Questo giustifica la presenza di un raccordo direttamente con la stazione di Piccionopoli. Un saluto ai colleghi e per Ughetto inizia la giornata di lavoro.

A fine turno c’è abbastanza tempo per godersi un po’ di manovre tra il piano caricatore e il Magazzino merci della piccola stazione secondaria. Ad Ughetto piace soffermarsi sul lavoro dello scalo mentre la piccola 880 agile e sbuffante movimenta i carri appena arrivati o prepara quelli per la partenza.

Il passaggio a livello L'avicola "F.lli Polli" Il raccordo industriale Manovre in stazione

Poi l’annuncio che il treno per Santa Bibi sta arrivando.  Via, si riparte verso casa. Le prime ombre della sera salutano il pomeriggio che sta finendo e anche il vecchio eremo del Gùzzuro sembra voler salutare il rientro in stazione di Ughetto che come ogni sera, quando scende dal treno, non dimentica mai di incrociarlo con uno sguardo vedendolo erigersi, come testimone di un tempo passato, dall’alto dello sperone di roccia che domina Santa Bibi.

Il vecchio eremo del Gùzzuro Santa Bibi Piccionopoli

Domani è festa, niente impegni. Ughetto è felice: finalmente, dopo una settimana di lavoro, potrà dedicarsi al suo hobby preferito. C’è un bel plastico ferroviario nella soffitta di casa sua…..domani sarà lui il macchinista!

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Veduta  d'insieme del plastico