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"Passaggio a livello sulla secondaria" - Loris - Piemonte

 

Ottobre 1999. Erano da poco passate le due e, finito di pranzare, presi la mia bicicletta per fare un giro. La meta era sempre la stessa, un passaggio a livello ad una decina di chilometri da casa mia per vedere passare qualche treno.

 

 

Il tempo a disposizione prima che il sole tramonti era poco e, benchè avessi la certezza che verso le quattro sarebbe passato un treno passeggeri - solitamente una E424 con 3 o 4 carrozze tipo X - la mia speranza era di riuscire a vedere un treno merci.

 

 

Su quella linea, infatti, essendo una delle arterie principale del corridoio merci che da Genova porta al nord dell'Europa, c'era un intenso traffico di treni merci, ma i treni passeggeri erano pochi e venivano pian piano sostituiti da autobus, a causa della bassa utenza.

 

 

Finalmente giunsi sul posto. Non lontano da lì c'era un ponte ad archi che permetteva di avere un ottima visuale sui treni in transito.

 

 

Il passaggio a livello era aperto e non si sentiva alcun rumore. Ne approfitto per guardarmi attorno. A lato della strada si trovava un casello abbandonato ormai da tempo e dietro a questo, poco sopra la riva del fiume, una scalinata portava all'orto del casellante.

 

 

Il tempo continuava a passare ma non accadeva nulla e, dopo diversi minuti di attesa vana, mi fermai un attimo a riflettere.

 

 

Mi accorsi che, in quell'angolino di Piemonte, nel corso degli anni erano cambiate tante cose: il casello, un tempo abitato, era stato abbandonato, i pali della linea aerea erano sempre più arrugginiti, i convogli più anziani avevano lasciato il posto a quelli più moderni e l'arrivo della livrea XMPR avrebbe pian piano fatto scomparire le mie livree preferite...

 

 

Nel bene e nel male quella che vedevo davanti ai miei occhi era una ferrovia in continua evoluzione. Riflettei anche su questa mia strana passione, quella per i treni, che mi invogliava a passare i pomeriggi da solo davanti a un passaggio a livello ad aspettare, nella speranza di vedere un treno in transito.

 

 

Nessuno dei miei amici e dei miei nuovi compagni delle scuole superiori la condivideva; era l'età in cui gli interessi iniziano a mutare, si abbandonano i vecchi passatempi da bambini per scoprire quelli del mondo adolescente: il motorino, le uscite con gli amici, le ragazze. Solo io rimango attaccato fedelmente alla mia passione, una passione che porto dentro sin dall'asilo.

 

 

In quel momento mi chiesi se fosse un bene o un male, se fosse il caso di adeguarsi agli altri o continuare a seguire la mia strada, mi domandai se un giorno fossi riuscito a coronare il mio sogno di diventare macchinista, o se invece tutto fosse cambiato per dedicarmi ad altro.

 

Ad un certo punto i miei pensieri furono interrotti da uno scampanellio e da un suono meccanico seguito dall'accensione della luce rossa: il passaggio a livello si stava abbassando!

 

 

Sgombrai completamente la mente; da quel momento il mio unico pensiero era rivolto a ciò che sarebbe transitato. L'attesa fu emozionante ed io continuavo ad immaginare cosa potesse essere il convoglio che, di lì a poco, sarebbe sfrecciato davanti ai miei occhi.

 

 

Non c'era più tempo per altri pensieri, finalmete l'attesa venne ripagata e davanti a me vidi transitare un bellissimo e rumoroso locomotore che trainava un lungo convoglio di carri di diverso tipo.

 

Non sapevo né da dove arrivasse, né dove fosse diretto. Ma quel breve spettacolo riuscì a riempirmi il cuore di gioia. Vidi il treno allontanarsi con i soliti fanali di coda rossi lampeggianti poi il passaggio a livello si riaprì e tutt'intorno tornò il silenzio.

 

Dalla gioia mi parve quasi di poter vedere ancora quel treno appena transitato e, finalmente appagato, risalii in sella alla bicicletta per ritornare in fretta verso casa. Incominciava a fare freddo, il sole stava volgendo al tramonto ed io dovevo ancora studiare e fare i compiti per il giorno dopo.

 

Sono passati quasi vent'anni da allora, ed oggi le cose sono molto cambiate. Dopo il diploma ho coronato il mio sogno di diventare macchinista e ormai la ferrovia non ha più segreti per me.

 

Conosco gli orari dei treni (merci e passeggeri), da dove arrivano e dove sono diretti. Inoltre, grazie ad internet e al cellulare, è possibile conoscere, oltre agli orari, anche i ritardi in tempo reale e la composizione dei convogli.

 

Purtroppo però, tutto questo, ha tolto quel senso di imprevedibilità che avrebbe riempito un pomeriggio autunnale di fortissime emozioni al transitare di un treno, dopo ore fermo davanti a un passaggio a livello, e senza avere la certezza che quel treno sarebbe mai passato.

 

Ma infine, anche se la mia passione sia mutata in professione, e la modernità ha rivoluzionato il nostro modo di vivere gli eventi, permettendomi di non dover più aspettare ore per vedere un treno, non scorderò mai quel lontano pomeriggio d'ottobre trascorso a quel passaggio a livello sulla secondaria.

 

Il diorama ha partecipato al "Concorso Massimo Salvadori 2017" classificandosi secondo ed è stato premiato alla 41esima edizione dell'HOBBY MODEL EXPO di Novegro.

 

 

Ed infine alcuni scatti del "dietro lo quinte" ed un particolare ringraziamento a mia moglie Samantha per il supporto nella stesura del testo. Loris