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"Milano Lambrate" - Mauro e Annamaria - Lombardia

 

Spesso la scelta dei temi che portano alla realizzazione di opere modellistiche vengono influenzate da certe situazioni che nella mente e nell'animo dell'ideatore hanno segnato in modo più o meno profondo un periodo della propria vita. Ciò che stiamo per presentare racconta la grigia ma fascinosa Milano degli anni 70. Un'atmosfera che molti ricorderanno fatta di fitte nebbie mattutine che si insinuavano quasi fino ai vicoli del centro.

 

 

La riproduzione modellistica, non è solo un insieme di elementi statici ma bensì tale insieme deve possedere un anima. Nostro scopo è stato proprio quello di dare vita a questo modesto diorama che ricorda il sottopasso di Via Porpora poco distante dalla stazione di Milano Lambrate.

 

 

Senza dubbio il nostro principale obbiettivo si chiama “realismo” concepito in modo puro, spesso molti particolari vengono sacrificati perché consumano tempo prezioso, noi invece è sui dettagli che abbiamo voluto creare il punto di forza.

 

 

Armati di vecchie fotografie ed anche di una buona dose di fantasia là dove la testimonianza viene meno per ovvi motivi comincia la nostra esecuzione. Ogni traguardo sembra irraggiungibile ma la sfida crea adrenalina e l'emozione a risultato raggiunto ripaga di ogni “fatica”.

 

 

Cominciamo con i rotabili; importante secondo il nostro ideale è: “osare”.

 

 

La paura di rovinare locomotive, vetture, autovetture non deve imprigionare il tentativo di avvicinarsi il più possibile alla realtà il materiale rotabile scolora sotto l'azione del sole e della polvere e arrugginisce per colpa dell'acqua, la locomotiva E 645 risulta essere il soggetto ideale per un consistente invecchiamento.

 

 

Nel sottocassa abbiamo aggiunto qualsiasi tipo di sedimentazione, olio lubrificante, depositi di ruggine e polvere insieme al normale sudiciume, colature dall'imperiale, pantografi anneriti punti di ruggine della cassa. Tali locomotive seppur impegnate al traino di importanti treni negli anni 70 risultavano spesso logorate alla vista, sporche ed annerite.

 

 

Le vetture in composizione all'espresso 535 risultano variegate come consuetudine dell'epoca e spesso con profondi segni di usura sopratutto sull'imperiale, fatto salvo per quelle vetture che dopo il ciclo di revisione periodica avevano solamente una fascia appena sopra la cassa riverniciata in color alluminio.

 

 

In questo caso delle tre vetture una 1957, una '46 solamente la più anziana tipo 1937 risulta da poco tempo uscita da tale ciclo.

 

 

Il trattamento d'invecchiamento è scrupolosamente fatto a mano con l'utilizzo di pennello proprio per dare profondità e disomogeneità classico dell'invecchiamento reale. Con l'utilizzo del pennello, i chiaro scuri, gli addensamenti di colore, la distribuzione stessa risulta (grazie all'ausilio di un diluente “gentile”) sfumata e ben distribuita nei punti di maggior usura così come al vero.

 

 

Arredi interni e particolari riportati come scalini di accesso mantici, generatori carrelli sono stati ricostruiti in perfetta scala ed applicati successivamente.

 

 

La massicciata ferroviaria e la relativa linea aerea sono oggetto di grande attenzione, ogni dettaglio viene scrupolosamente preso in debita considerazione.

 

 

I plinti delle palificazioni trattati come fossero cemento impregnato di polvere e ruggine, le traversine in legno in corrispondenza degli scambi opportunamente macchiate di grasso e il dettaglio scende sino a cose quasi impercettibili come qualche cartaccia lungo la linea.

 

 

La città che affaccia alla ferrovia è intrisa di quei colori opachi, grigi; il muraglione realizzato in forex meglio rappresenta ciò che ho descritto. Ogni particolare è stato ricercato scrupolosamente, le varie colature provocate dall'acqua piovana disegnano la superficie e tolgono la monotonia del grigio cemento. Non mancano le scritte sui muri poi patinate.

 

 

C'è chiaramente una cabina telefonica, rivista nei colori, dei primi anni 70.

 

 

I semafori sono completamente auto costruiti, così come i lampioni della luce tipicamente milanesi.

 

 

Ed ecco la complicata linea aerea del tram.

 

 

Caratteristiche le pubblicità che sormontano il tunnel automobilistico.

 

 

 

La strada in lastroni e i binari del tram, ricordano e ci fanno respirare la Milano di un tempo.

 

Grande dedizione è stata dedicata anche alle autovetture.

Ogni vettura è stata scrupolosamente invecchiata, impolverata ed opacizzata proprio per eliminare quel fastidioso senso di plastica che altrimenti si evidenzia.

Ruote sterzate e leggermente sgonfie, alette parasole abbassate, indicatori di direzione accesi, sono questi gli elementi che abbiamo curato per rendere ricca di “sale” anche la sede stradale visto che progettualmente risulta essere in primo piano.

 

Un taxi dell'epoca.

 

 

Un classico "Ape".

 

 

Una signora milanese in bicicletta e un camion un po' malconcio..

 

 

Un'autovettura incidentata.

 

 

L'immancabile Fiat 500.

 

 

Un furgone che consegna i giornali.

 

 

L'immancabile autobus, chiaramente in direzione Lambrate.

 

 

 

Il fabbricato a destra del diorama è completamente auto costruito ed ha subito un lungo processo di invecchiamento che molto si discosta dall'invecchiamento ferroviario anche perché l'usura di uno stabile si differisce nei modi e nei colori.

 

 

 

Ci siamo letteralmente messi alla prova, avevo già osservato alcuni modellisti realizzare cose straordinarie e allora armati di pazienza e prendendo vari spunti abbiamo cominciato la nostra lunga sfida.

Diremmo che non è stato facile perché alcuni particolari sono “fattibili” con scale adeguate mentre nella scala H0 mette davvero in difficoltà!!!!

Ore ore... ed ancora ore spese dietro “cavi penzolanti”, riproduzione di vecchi citofoni e molto altro ancora.

Fissato il fabbricato al cortile, si è reso indispensabile sigillare tutte quelle fessure che altrimenti si sarebbe evidenziate tra i vari elementi. Con del vinavil si è quindi passati alla sigillatura e alla successiva verniciatura.

Nel cortile, dove si nota una vecchia tettoia in lamiera ondulata.

Ecco cosa c'è poco distante...

 

 

Il portone di accesso all'edificio con accanto l'immancabile buca delle lettere.

 

 

Poco distante, un tombino.

 

 

Nel suo insieme il diorama, che misura 92 cm x 30 cm, appare compatto e relativamente contenuto visto anche il tema che si è voluto rappresentare.

 

 

 

Mauro e Annamaria disponibili per ogni chiarimento, con simpatia ai visitatori di scalatt.it.

Maurochopper@gmail.com