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"Carnate Usmate: ritorno al passato" - GAS TT

Il plastico oggetto della presente Fotostoria, ha diverse particolarità che lo rendono unico nel panorama dei plastici ferroviari italiani. Tra queste chiaramente la scala di riduzione che è la 1:120, ovvero la "scala perfetta" che fino a qualche anno fa era in assoluto tra le meno sfruttate dai modellisti nazionali.

Il plastico è ambientato in Lombardia e il materiale rotabile che vedete in questa Fotostoria è naturalmente F.S.!  Oltre ad alcune elaborazioni artigianali incomincia a vedersi sul mercato italiano materiale rotabile in TT. Ad esempio Roco, Tillig e Hädl hanno realizzato carri e carrozze FS.

In molti scatti compariranno le due D 236 F.S. - ex V36 DRG (collezione Massimo Salvadori) e il prototipo della E.424 F.S. di Giuseppe Risso. In primo piano due carri IMS, sempre autocostruiti da Giuseppe Risso.

I primi scatti di questo racconto li dedichiamo proprio al fulcro dell'impianto... la stazione di Carnate Usmate!

Una particolarità che rende il plastico unico nel panorama dei plastici ferroviari italiani è che si tratta di un plastico fatto... a distanza! Gli autori (allora solo virtuali ma successivamente fondatori del GAS TT) che si sono prestati alla realizzazione di questa ferrovia in miniatura, tranne pochi e per lo più per incontri fugaci, si sono incontrati e conosciuti, a realizzazione del lavoro ultimato!

Buona parte del merito è del Forum GAS TT, solo così persone che non si sono appunto mai conosciute se non in forma epistolare, hanno lavorato, portato idee e soluzioni ed hanno realizzato questa ferrovia in scala perfeTTa.

 

 

Come vedete il plastico è piccolo ma la passione che ci abbiamo messo è tanta. Il plastico ha appunto rappresentato la prima pietra del Gruppo Appassionati Scala TT che, dopo questa esperienza è cresciuto notevolmente e numericamente, dando vita al primo (e unico ad oggi) modulare italiano in scala TT.

La nostra ferrovia in miniatura ha visto la luce dopo all'incirca un anno di condivisione e lavoro.

Molto si è già detto e raccontato di questa opera, ed in queste pagine del sito, potete vedere tutto l'evolversi dei lavori. Lo scopo di questa fotostoria è pertanto quella di mostrarvi foto inedite e raccontarvi quanto già in parte esposto sulla rivista TTModellismo 57 che ne ha narrato le gesta nel marzo 2014.

Il plastico è di dimensioni veramente compresse, a riprova che con la scala TT si può realizzare qualcosa di interessante anche in spazi ridottissimi, senza arrivare alle dimensioni minuscole di N e Z. Un plastico che può essere posato sul piano del tavolo di cucina, come l’acronimo di TT vuole ricordare (Table Top).

Le dimensioni ridotte (155 x 100 cm) sono anche funzionali alla possibilità di trasportarlo nel baule di una autovettura, perché fin dal progetto era stato deciso di creare un plastico da mostrare alle esposizioni di modellismo.

L’idea di base è il classico anello con una linea  secondaria che si inerpica verso una stazione alta, ma abbiamo voluto rendere il movimento un poco più intrigante.

I treni percorrono l’anello basso entrambe nello stesso senso e, grazie ai congegni elettronici realizzati da Edgardo Rosatti, i treni si arrestano alternativamente in galleria, nella stazione nascosta, per dare la precedenza al treno in attesa.

Un altro treno compie un movimento a spola tra la stazione bassa e quella alta, sui binari sezionati di quest’ultima stazione, mentre un’altra locomotiva è in grado di compiere dei movimenti di manovra.

I binari della stazione alta entrano in galleria e sembra che proseguano verso altre stazioni, è un artificio che abbiamo realizzato proprio per consentirci, in futuro, di ampliare o collegare questo plastico ad altri moduli o plastici.

Il paesaggio è tipicamente italiano, per la precisione ci siamo rifatti alla Lombardia, in particolare abbiamo riprodotto il fabbricato viaggiatori di Carnate – Usmate, un discreto nodo che si trova ai piedi delle colline brianzole, dove la linea a doppio binario proveniente da Milano – Monza si biforca da un lato per Lecco e dall’altro per Bergamo; inoltre a Carnate si attesta anche la linea, esercitata in trazione termica, proveniente da Seregno.

Le modalità di costruzione del plastico sono quelle tradizionali, più volte trattate nella sezione delle Fotoguide di questo portale. Andrea Altrocchi è stato il plasticista che ha assemblato il tutto ma molti hanno contribuito con qualcosa, alcuni anche con più di qualcosa, ma è stata un’avventura piacevolissima e che ha contribuito a farci conoscere ed apprezzare reciprocamente.

In primis Giuseppe Risso che ha realizzato fedelmente, in cartoncino e forex, il fabbricato di Carnate Usmate.

Lo stesso Giuseppe ha realizzato le recinzioni, i guard-rail, la cabina telefonica e moltissimi altri piccoli particolari come ad esempio la gru dell'acqua, la panchina e i lampioni di stazione che si vedono in questa foto.

Altri lampioni sono stati realizzati dal Tesoriere del GAS TT, Riccardo Rigamonti. Ecco quello posizionato nei pressi dello svincolo per Carnate.

L'uscita, come nella realtà, è la numero 23 ed il lampione pressoché identico.

Suo anche il piccolo casotto FS la cui autocostruzione potete vedere QUI.

Anche di Riccardo la cabina Enel le cui fasi realizzative vedete QUI.

Un plauso particolare al "botanico" Carlo Rastelli che si è occupato degli alberi. Ve ne sono in diversi punti. Nei prati...

Nel parcheggio della Stazione...

Nel giardinetto della stazione ferroviaria...

Fondamentale l'impegno e la dedizione di Edgardo Rosatti che ha curato tutta la parte elettrica ed elettronica: suo lo studio e la realizzazione. Un'idea tutta sua la realizzazione dell'effetto notte-alba-tramonto.

 

 

Il plastico è infatti dotato di un completo sistema di illuminazione con posizioni giorno e notte, gestito tramite la versatile piattaforma Arduino.

 

 

Il pannello posteriore è illuminato sia nella parte bassa che in quella alta ed al suo spegnimento degradante, si accendono con una sequenza programmata le luci dei lampioni stradali e ferroviari e delle abitazioni.

 

 

Una nota di merito anche a Massimo Salvadori che ha progettato il tracciato ed ha realizzato i pali telegrafici. QUI documentata la sua autocostruzione.

 

 

Suoi anche il paraurti in calcestruzzo nella zona di carico del bestiame e le casse di manovra degli scambi.

 

Ecco dunque raccontata la storia del nostro primo plastico la cui realizzazione passo-passo potete vedere in QUESTE PAGINE del sito.

Andrea Altrocchi - Gruppo Appassionati Scala TT