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"BUZZACETO - stazione di confine"  -  Guido - Emilia Romagna

Märklin è piuttosto avara di materiale italiano, ho così pensato ad una piccola stazione italiana ambientata al nord dell'Italia, sulle Alpi, al confine con la Svizzera, l'Austria e la Germania.

Nasce così la mia ferrovia in miniatura, con il giusto compromesso di un'ambientazione con costruzioni italiane, ma qualche materiale di derivazione straniera.

I treni che transitano a Buzzaceto, hanno un’impostazione internazionale, il TEE "Gottardo" Zurigo-Milano, il Rheingold, treni svizzeri e austriaci di confine e, perché no, anche italiani!

BR E10.12 BR01 BR144 TEE Gottardo Re 4-4 SBB

Il progetto

Il plastico ha una forma a C ed il progetto è realizzato al computer grazie all'aiuto di un programma CAD specifico per la creazione di plastici.

E’ un tracciato semplice che mi consente di sfruttare al massimo lo spazio a disposizione. Non ho volutamente messo una stazione nascosta in quanto mi complicava molto il progetto ed inoltre... mi piace vedere girare i treni.

Da qui l’idea di un lungo rettilineo sopraelevato che attraversa tutta la lunghezza del plastico.

Il telaio e la struttura

Ho optato per 3 moduli separati che mi permettono, in caso di trasloco (non si sa mai), di poter separare il plastico e renderlo trasportabile.

I listelli del telaio sono in abete dello spessore di 20 mm ed alte 100.

Il tutto è assemblato con viti per legno e non ho usato collanti. I moduli sono uniti con delle grosse viti imbullonate all'estremità in modo da ottenere un tavolo d'appoggio unico e ben solido.

Per il tracciato dei binari ho usato dei pannelli di multistrato di pioppo di spessore 10 mm, idem per l’intelaiatura del paesaggio.

L'impianto elettrico

Il plastico è concepito per il digitale ma ho usato un approccio intermedio volendo tener divisa l’alimentazione delle rotaie dall’alimentazione degli accessori e dell’illuminazione. La centralina di controllo è la “Central Station 2”.

Nel mio sito è spiegato in maniera piuttosto dettagliata tutta la parte elettrica.

I ponti

Il plastico prevede un ponte in curva per il sottopassaggio della linea ferroviaria e un secondo ponte puramente scenografico che ho sfruttato per il passaggio della strada diretta alla stazione.

Per quest’ultimo ponte ho optato per un articolo della Faller verniciato ed invecchiato per renderlo più realistico.

Il sottopassaggio ferroviario, invece, l’ho costruito su misura. Ho usato il compensato da 10 mm per la struttura, ricoperto con fogli di muratura tagliati a misura.

I particolari sono stati ricavati con pezzi di cartoncino e la ringhiera con listelli di legno di varie misure. Il tutto colorato e invecchiato.

Il ponte posizionato al livello III

IIl sottopasso

La massicciata

La scelta dei binari C della Märklin è stata dettata dalla facilità di utilizzo e da un sistema di aggancio affidabile. La massicciata incorporata, anche se ben fatta, non mi permetteva però di ottenere quel realismo che mi ero prefissato e, pertanto, ho adottato un ballast aggiuntivo che si adatta bene a questo tipo di binari (Noch 09376).

Ho anche invecchiato binari e massicciata con un colore ruggine, effettuato con aerografo, per ottenere l’effetto sfumatura.

Il paesaggio

Dopo aver completato la struttura con fogli di compensato che simulano l’andamento del terreno, uso una rete metallica leggera, facilmente malleabile, per formare il terreno.

Per ricoprire la rete uso dei rotoli di carta assorbente tipo Scottex imbevuti di colla vinilica diluita al 50% con acqua e un po' di sapone liquido. Per movimentare un po' il terreno, dove prevedo ci siano delle rocce, preparo dei pezzettini di polistirolo tagliati di varie forme e misure e li incollo al terreno in modo da simulare una parete rocciosa o ammassi di rocce.

Il comune gesso l’ho usato per ricoprire tutto il terreno montagnoso in modo da dare una buona solidità al tutto. Ho aggiunto all’impasto gesso-acqua anche della colla vinilica diluita, con ottimi risultati.

L’importante è lavorare il gesso prima che indurisca, altrimenti è veramente difficile modellarlo!

Ho verniciato le pareti rocciose con colori acrilici o tempera. Ho dato fino a 5-6 passaggi di colore, partendo da una base di fondo grigio chiaro a varie macchie di colore disposte a pelle di leopardo, proseguendo con colori scuri molto diluiti per finire con la tecnica del pennello a secco con colore bianco che dà un senso di tridimensionalità alle rocce. Ho provveduto poi a colorare con del verde o marrone anche il restante terreno per preparare il fondo alla posa della vegetazione.

Ho poi cosparso il terreno di erba fine di vari colori o terra per rendere variegato il terreno come nella realtà. Ho usato prevalentemente materiale della Woodland Scenics per la grande quantità di colori disponibili e per la qualità del prodotto.

Successivamente ho sparso un pò di fogliame di vario colore e media grandezza per dare movimento al terreno, simulando la vegetazione più rigogliosa. Macchie di cespugli di varia grandezza e qualche lichene hanno completato la variazione della vegetazione.

Infine gli alberi: nella parte sinistra del plastico ho creato una foresta di pini con delle confezioni commerciali standard, visto la grande quantità di alberi necessaria.

Nella parte destra del plastico, invece, ho pensato a terreni incolti o adibiti al pascolo; qui ho messo un paio di baite di montagna e qualche albero leggero, costruiti sia con materiale della Woodland Scenics che autocostruiti con rametti e fogliame aggiunto a seconda delle necessità.

Concludo questa fotostoria con 5 foto scattate in notturna...

Il video

Ricordo infine agli appassionati che, nel mio sito, potrete vedere tutta la storia del mio plastico e dei lavori di ampliamento.