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"Bergamo San Pancrazio - Cracovia"  -  Stefano e Marta - Lombardia

(un piccolo diorama costruito per un nonno polacco)

Pochi sanno... ma proprio pochi... (anzi praticamente nessuno) che lo scalo merci di San Pancrazio é situato vicino alla rimessa e smistamento di Val Solata precedentemente e gentilmente pubblicato.

Questo terzo diorama che misura cm. 60 x 30 conclude la nostra fase sperimentale di costruzione con materiali di recupero utilizzati anche per quelli di Val Solata e San Damiano  (l'avevo promesso di cominciare a fare il fermodellista serio...).

La realizzazione dell'immaginaria linea Bergamo San Pancrazio - Cracovia, sarà quindi presto consegnata nelle mani di Idek, l'anziano papà di Marta che abita poco distante da Cracovia (Idek sarà poi nuovamente citato nel futuro e complesso diorama Auschwitz Birkenau quale civile che si contraddistinse nel nascondere e salvare la vita al rastrellamento di numerose famiglie di Ebrei perpetrato dalle ss).

Ma questa é un'altra storia... anzi un altro futuro diorama che sarà realizzato appena dopo quello del Binario 21  (...un diretto per Auschwitz Birkenau).

La struttura ha il basamento in compensato da 6 mm rinforzato con centinature in listelli di pioppo da mm 20 x 20 e, per l'impianto di illuminazione si é provveduto al sezionamento in 4 distinte linee elettriche per alimentare separatamente:

- 12 led per i lampioncini stradali e interni all'area (3 mm);

- 6 led arancioni e bianchi contenuti nel magazzino e nella cabina comando (3 mm);

- 8 led bianchi per i lampioni della pensilina (3 mm) (che non mi soddisfano per niente e che saranno presto sostituiti da dei micro led rettangolari tedeschi meno economici ma decisamente meno grossolani);

- 2 led rossi per i tronchini dei binari di stazionamento (1,8 mm);

I 28 led, tutti dotati di resistenza, sono comandati da 4 micro interruttori ed alimentati da una batteria ricaricabile da 9 volt.

Lo scalo merci

Allo scalo merci di San Pancrazio si lavora incessantemente per smistare tutto ciò che è in partenza e arrivo dalle città polacche di Cracovia e Varsavia.

La struttura dello scalo che misura cm 18 x 14 é stata realizzata in forex da 2 mm prendendo come spunto... anzi tentando di scopiazzare le belle opere sin ora realizzate da altri amici del sito scalatt.

Il tetto invece con cartoncino ondulato e debitamente colorato, invecchiato e sporcato e le travi come i rinforzi con i soliti stecchi per gli spiedini.

La base é stata ottenuta con cartoncino da 2mm e ricoperta da fogli stampati da internet su carta Fabriano crespata. Per le luci esterne ho utilizzato le coppette copri perle di bigiotteria.

Le serrande di accesso sono ricavate da comuni pezzi di zanzariere, i profili con listelli di carta vetrata grigia e i personaggi sono Preiser come i bidoni che si sono naturalmente ombrati di bianco per via dell'incollaggio con l'attack gel.

La cabina di manovra

Anche gli operai della cabina di manovra sono sempre in movimento e attenti a quello che succede sui binari.

L'edificio é stato anch'esso realizzato in forex, il tetto utilizzando una lastrina di tegole che da tempo giaceva in fondo ad una scatola e al suo interno si intravede un manovratore davanti alle leve di comando degli scambi.

Il tronchino a cui ho inserito un led rosso é stato realizzato con fiammiferi minerva (idem per quello presente a lato del magazzino).

Il piccolo piazzale dove transitano merci e passeggeri

Il transito di una E.424.

Un carro "malconcio" appena scaricato...

A Bergamo San Pancrazio, c'è chi lavora e chi si rilassa... (le fioriere sono state realizzate con gli anellini della pastina Barilla da cuocere in brodo che, una volta incollati in coppia, sono stati verniciati e rifiniti con i licheni).

Una suggestiva immagine con la ripresa del diorama di San Damiano sullo sfondo.

Ringraziando nuovamente il sempre più che disponibile Andrea che anche questa volta ci ha ospitato sul portale scalatt, specifichiamo che i carri TTM fotografati sono quelli che saranno parte integrante sia del diorama Binario 21 Milano C.le che di Auschwitz Birkenau.

Stefano e Marta.