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"Ricordi di Anghiari"  -  Andrea - Umbria

Partecipo volentieri a questa iniziativa delle fotostorie e sono fiero di rappresentare la Toscana e l’Umbria, due regioni meravigliose.

Sono umbro "purosangue" e ne vado fiero. Sono nato a Perugia, splendida città, nel 1973, da mamma perugina e padre toscano. Amo la mia regione più di me stesso così come le città più famose come Gubbio, Assisi, Todi, Spoleto, Norcia, Città di Castello, Umbertide.

Sono attaccatissimo alla mia terra perché ci vivo bene, perché c'è tanto verde e perché ci sono posti meravigliosi.

Nel 2006 mi sono trasferito con la famiglia a Sansepolcro, nella vicina Toscana.

Un tempo, ci passava la linea Arezzo-Fossato, che oggi non esiste più.  Partiva da Arezzo, attraversava la parte sud-orientale della Toscana,  passava per Anghiari, Sansepolcro,  per poi entrare in Umbria fino ad Città di Castello Umbertide, Gubbio e finiva a Fossato di Vico. Oggi, di questa vecchia linea ferroviaria a scartamento ridotto, rimangono solo pochi edifici ferroviari, alcuni dei quali in cattivo stato di conservazione.

In questo diorama ho voluto rappresentare proprio uno degli edifici ferroviari meglio conservati: la vecchia stazione di Anghiari.

La stazione fu costruita intorno alla fine del 1800, essa rappresenta uno dei reperti storici più rappresentativi e meglio conservati della storia della FAC, ovvero, della Ferrovia dell’Appennino Centrale, inaugurata nel 1886 e chiusa nel 1945.  Anghiari sorge sulla parte centro-orientale della Toscana, al confine con l’Umbria, ed è una delle più belle cittadine toscane per la propria storia e per la posizione che gode su una collina incantevole.

Un tempo, rappresentava un importante collegamento ferroviario tra Umbria e Toscana: posta sulla linea ferroviaria a scartamento ridotto Arezzo – Fossato di Vico, collegava le città di Sansepolcro (Ar) e Città di Castello (Pg), ed era un importante centro per la produzione e il trasporto di ceramica, bestiame e  prodotti agricoli.

Lo schema della  stazione era costituito da un binario di linea principale, con un raddoppio, e uno di ricovero che costeggiava il fabbricato merci annesso all’edificio; vi era, infatti, un piano in pendenza che serviva a caricare le merci che venivano vendute in tutto il centro Italia. Il fabbricato è costituito da tre edifici congiunti: il magazzino merci, l’edificio centrale, a due piani con l’ufficio del capo stazione, la biglietteria, un vestibolo e un vano scala per accedere ai piani superiori; infine il terzo edificio, più piccolo adibito a magazzino. Secondo il progetto originale, a pochi metri dalla stazione sorgeva una latrina, oggi scomparsa.

Durante la fine del 1800 fino all’inizio della seconda guerra mondiale, il traffico ferroviario verso Arezzo e Fossato, era in piena attività, fino a quando fu interrotto bruscamente dagli eventi bellici. Per fortuna, l’edificio si salvò bombardamenti, a differenza di altre stazioni umbre o toscane che furono completamente rase al suolo, come ad esempio Arezzo, Gubbio, Selci Lama, Città di Castello e Umbertide, oggi tutte ricostruite.

Le stazioni originali che ancora oggi si possono ammirare sono: Anghiari, Sasso, Citerna, Monterchi, Branca, Pietralunga, Torrino, Palazzo del Pero e tanti altri caselli di guardia, alcuni dei quali diventati civile abitazione. Ancora oggi, in alcuni tratti, si possono attraversare a piedi alcune gallerie, specie nell’area più montagnosa della linea, da Palazzo del Pero fino a Gragnone, a pochi chilometri da Arezzo; mentre il famoso viadotto del Torrino, costituito da ben cinque arcate, lungo 72 mt ed alto 21mt fu abbattuto dai nazisti durante la ritirata e fu forse l’opera di ingegneria edilizia meglio riuscita per quell’epoca.

Il diorama che ho costruito, mette in risalto tutta la stazione che un tempo era circondata solo da campi e da ampie pianure con alberi lungo la  linea.

Oggi, tutt’intorno, sorgono case e negozi, ma so, con certezza, che ci sono persone anziane che si ricordano benissimo della ferrovia e che, se chiudono gli occhi, risentono tutt’ora il fischio della locomotiva che spuntava piano piano e si apprestava a fermarsi.

La stazione l'ho realizzata con compensato e cartoncino da 3mm preso in una tipografia.

Ecco alcuni scatti che ho realizzato durante la lavorazione:

Per il tetto a padiglione, ho usato l’interno delle fette del mulino bianco. Cartoncino Br per i camini, grondaie e le finestre.

Per le persiane ho usato le classiche fascette stringi cavo.

La stazione poggia su uno strato da 6mml di depron, trovato in mesticheria. E' una sorta di forex, ma molto meno caro e si incide più facilmente.

Sui binari ho messo della ghiaia setacciata vera, anche se la granulometria non è perfettamente in scala. La ghiaia che ho impiegato sul marciapiede davanti la stazione, è quella usata per le gabbie degli uccelli. Gli alberi sono della Faller, così come le transenne. I cespugli sono ottenuti da un materiale di cotone finissimo trovato al Brico (tipo lana di vetro). La terra marrone è terriccio setacciato che si usa per i fiori. I modellini sono della lesney matchbox, e i personaggi sono della Merten.

Ed infine le foto di come è oggi (novembre 2011) la stazione...

Andrea Leandri - leandrian@libero.it