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"24 ore allo scalo merci"  - Gianni - Liguria

Mi chiamo Gianni Lauricella, ho 57 anni e sono di Genova. Avrete già capito che anch'io ho una passione irrefrenabile per il modellismo.

Mi piace tutto ciò che è "modellismo di un certo livello", ovvero quello che si avvicina il più possibile alla realtà, di quello semplicemente montato, elaborato o creato con le nostre mani.

Solo così il modellismo diventa anche arte.

Ma quanto vale questa nostra opera d’arte? Io dico che vale molto, molto di più di un super modello blasonato e inscatolato. Con la voglia e la fantasia si spende poco e si risparmia, per un genovese non è poi male.

E' per questo che ho dato alla luce Artemodellismo.it , un portale che ho voluto creare per raccogliere (o almeno questa è la speranza) quanto di meglio si possa pubblicare del nostro meraviglioso hobby.

Nella mia prima "fotostoria" voglio raccontare uno dei lavori che ho realizzato con maggiore intensità, un concentrato di emozioni e di quell'atmosfera ferroviaria che tanto mi piace.

Come nel mio sito, saranno soprattutto le immagini a parlare...

Un saluto a tutti.

Gianni Lauricella - artemodellismo@aruba.it

Estate 1965, una mattina d’agosto, come tante altre, allo scalo Mergozzo.
Sono le 7 del mattino e allo scalo merci, regna ancora un inconsueto silenzio.
Nonostante ciò, il sole già splende ed illumina la zona come in pieno giorno…

Ma i primi convogli non tardano ad arrivare, ed alcuni operai sono già, loro malgrado, al lavoro.

Una 345 in manovra, transita sul secondo binario, mentre altri manovali si accingono a caricare delle pesanti casse di banane. Il caldo inizia a farsi sentire ed è importante razionalizzare le forze e risparmiare le energie: la giornata lavorativa è ancora lunga.

 

 

Il sole splende alto ed illumina questo carro merci di derrate alimentari.
Lo scalo è tutt’altro che ampio ma nonostante ciò, il traffico merci è intenso ed anche assai utile per gli abitanti del paesino toscano.

 

 

Incominciano ad affievolirsi le luci del giorno, l’aria è un po' meno soffocante ed un’anziana coppia toscana è in attesa del locale per Piccionopoli. Il capo stazione ha appena annunciato l’arrivo del treno con un ritardo di dieci minuti.

 

La simpatica coppietta è partita, la stazione inizia a svuotarsi, ma un’instancabile 245 è ancora in manovra...

La luce è ormai stata sostituita da quella artificiale della torre faro. Siamo negli ultimi anni della trazione a vapore ed una gloriosa 635 sbuffa a più riprese.

 

 

Calano le ombre della notte. La calma ed il silenzio regnano ormai allo
scalo Mergozzo, immerso in una silenziosa oscurità.