Progetto di nuovo schema elettrico per FIMF

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Messaggio da carlo mercuri » dom giu 28, 2015 9:29 am

marioscd ha scritto:

Nuccio, sono d'accordo che la "norma" è e dovrebbe essere tale ma ti ho anche dimostrato che se essa diventa obsoleta oppure troppo vincolante, questa viene semplicemente disattesa. Ergo o si fa una norma "leggera" e già aperta a differenti interpretazioni limitandosi a vedere in essa una linea guida che può aiutare i club alla realizzazione di un plastico oppure si decide per una norma molto vincolante ed in questo caso non so quanto poi verrà realmente seguita.
Ovviamente quanto sopra vale soprattutto per la concezione digitale molto più complessa di quella analogica è che necessariamente deve considerare moltissimi fattori infrastrutturali. Per quanto riguarda l'analogico le cose sono molto più semplici, si dovrebbe definire solo il tipo di sensore di presenza e la logica di blocco.

Ciao


Pur non essendo versato nella materia, mi pare che il discorso di Mario non faccia una piega e sia ampiamente condivisibile!! :smile: :smile: :smile:
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buddacedcc
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Messaggio da buddacedcc » dom giu 28, 2015 11:47 am

marioscd ha scritto:

Ergo o si fa una norma "leggera" e già aperta a differenti interpretazioni.

Allora è tempo perso ;) ... praticamente mi stai dicendo di legalizzare il falso in bilancio ;) Perchè tanto qualcuno lo ha già fatto.

Io posso dimostrarti l'esatto contrario una norma rigida priva di interpretazioni ... seguita alla lettera con ottimi e (purtroppo) unici risultati ;)

Per Alessandro ho già il suo indirizzo gli scrivo ;)
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marioscd
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Messaggio da marioscd » dom giu 28, 2015 4:10 pm

Non intendo legalizzare il falso in bilancio! Intendo dire che la norma può essere scritta in maniera tale da definire anche l'ultimo dettaglio senza lasciar spazio ad alcuna "variazione" (come proponi tu) oppure essa può definire le linee guida (architettura elettrica, struttura generale, etc) lasciando libertà di applicazione della componentistica.
Qua dobbiamo chiarire un concetto base: se si vuole che la norma sia rigida per avere piena compatibilità da Aosta a Trapani chiaramente si dovrà scriverla secondo i tuoi criteri. Ma, faccio una domanda, a chi è rivolta questa norma? A singoli modellisti o a Club? Altra domanda: finora le norme sono state applicate solo dai club e non mi risulta che si sia mai voluto provare, in qualche manifestazione a collegare plastici di diverse provenienze, pertanto ha senso che la norma sia così vincolante?
La mia paura è che a causa di una eccessiva quantità di vincoli e di costi annessi per ottenere l'assoluta quanto inutile totale compatibilità, ai club passi la voglia di impegnarsi in progetti simili quando si possono ottenere risultati paragonabili per vie più economiche. Anche e soprattutto per questo motivo difendo a spada tratta la possibilità, comunque, di poter optare per una soluzione analogica oltre che digitale.

Ciao
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Messaggio da buddacedcc » lun giu 29, 2015 9:33 am

Mario, premesso che tutto il mio scritto finora si riferisce in particolar modo al digitale :)
In digitale, la norma rigida, serve per due cose fondamentali: evitare che la gente sfanculi soldi comprando roba sbagliata (cosa molto diffusa) e che copre le innumerevoli lacune nella progettazione di plastici digitali modulari (chi si fa il plastico digitale modulare lo progetta come se fosse un ovale sul tavolo).
In sostanza, la norma ,ti deve guidare a realizzare il plastico digitale anche se non ne sai niente della materia (situazione attuale) quindi viene da se che non deve avere multiple interpretazioni.
Esempio visti diversi gruppi comprarsi la z21 sperando che questa con il tablet faccia i miracoli per poi scoprire che non va bene ed è meglio un intellibox degli anni 90 in quanto la prima non supporta l'infrastruttura fondamentale di contorno.
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Messaggio da buddacedcc » gio lug 02, 2015 2:19 pm

Parlato con Beverini, per la mia proposta, ci si prova a muoversi con la presentazione per Novegro.
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Messaggio da Paolo_ge » dom lug 12, 2015 11:23 am

Come ho già accennato a Nuccio, secondo me occorrerebbe mantenere una certa conpatibilità tra analogico e digitale. Una strada sarebbe quella di prevedere moduli di piena linea anfibi e moduli (o cablaggio commutabile) di blocco (in analogico) o DCC.
Ciò consentirebbe di non obbligare tutti a rispettare una norma digitale che per forza di cose oggi sarebbe rigida. Tanto per fare un esempio io non vedo altro sistema di retroazione praticamente applicabile se non il Loconet.
Tengo a precisare che è solo una mia idea e vale come quella di chiunque altro.

ciao
Paolo
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Messaggio da marioscd » dom lug 12, 2015 10:30 pm

sono assolutamente d'accordo. I moduli dovrebbero essere "commutabili" grazie al solo cambio di cablaggio. Poi ognuno potrà decidere se realizzarli in solo digitale, in solo analogico con blocco oppure in modalità doppia (ovvero con doppio cablaggio).
Bisognerebbe poi studiare uno standard anche per i moduli di blocco che potrebbero anch'essi essere bivalenti.

ciao
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Messaggio da trenini » mer ago 26, 2015 6:04 pm

Non ci capisco niente di digitale ( anche in analogico ci capisco poco) ma penso che Mario abbia ragione, visto che ci potrebbe essere la possibilità di costruire dei moduli in digitale sarebbe bello poter collegare altri moduli di altre persone con i tuoi senza dover dire " mannaggia il mio è in analogico" o viceversa. Penso che se i moduli sono forniti di due connessioni separate uno per l'analogico e uno per il digitale si potrebbero unire i moduli senza problemi basta sapere quale connessione usare. Ovviamente lascio a chi ci capisce di più di cercare le norme per far si che questo accada.
Ciao Loris
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Messaggio da sma835_47 » dom set 13, 2015 2:44 pm

A mio avviso si stanno mescolando tanti argomenti abbastanza diversi tra di loro e, logicamente. il risultato non sarà facilmente raggiunto.
Le norme FIMF per plastici modulari sono ormai obsolete e da questo deriva tutta la serie di varianti che i vari club o gruppi di fermodellisti hanno seguito, anche perché l'idea che un numero x di modellisti che non si conoscono e che si trovano in una manifestazione, mettano insieme un plastico modulare non so se ha mai avuto una qualche applicazione. Al 100% i plastici modulari nascono all'interno di Club o di gruppi già formati che decidono eventuali deroghe alle norme. A mia memoria non conosco casi di club che hanno unito i loro plastici analogici a norma FIMF. Quindi la prima cosa da fare è aggiornare le norme FIMF per plastici modulari analogici (quelli da passerella che vanno molto bene durante le manifestazioni tipo Novegro, Verona o altro). In questo caso l'unica cosa che modificherei è il rilevamento, passando da reed relè + bistabili, a sensori di corrente. Questo permette la circolazione di tutte le loco senza che sia obbligatorio incollare sul carter il magnetino e quindi apertura a tutti i modellisti che vogliono vedere correre i loro mezzi anche sul plastico dell'amico. Inoltre questo permetterebbe di recuperare due fili nella condotta a 15 pin dal momento che il passaggio a via impedita può avvenire appena la loco lascia il tratto sezionato. Lascerei tranquillo il terzo binario con la possibilità (previo sezionamento dagli altri due) di alimentazione in analogico o in digitale. (attenzione che ogni volta che si mescola l'analogico con il digitale, con la possibilità che una loco analogica finisca perché il tracciato lo permette su un binario alimentato in DCC, si rischia la sua bruciatura, o la bruciatura di led o altro al suo interno).
Logicamente sarebbe anche utile modificare la struttura meccanica dei moduli per creare tratti di linea a mezza costa o in trincea o altro, ma questo è off topic trattando qui solo la parte elettrica.
La seconda parte del discorso dovrebbe essere la creazione di norme FIMF per plastici DCC, tratte magari dalle norme FREMO. Qui mi fermo perché non conosco bene quest'ultime norme, ma anche in questo caso penso che si dovrebbe partire dall'obiettivo che si vuole raggiungere: plastico di movimento (passerella +manovre) con riproduzione esatta dell'esercizio (poco adatto alle mostre) oppure plastico di movimento dove si vedono i treni correre su linea aperta e manovre nelle stazioni/scali che preparano i convogli con una certa libertà anche se non riproducente in modo esatto l'esercizio. Penso che per il primo caso ci siano già le norme Fremo e al massimo occorrerebbe farne una versione per linea due binari, recependo le stesso per linee secondarie. Nel secondo caso direi che c'è tutto da stabilire.
Ciao, saluti a tutti
Saverio
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Messaggio da buddacedcc » lun set 14, 2015 10:48 am

Lascio perdere ? tanto non ho tempo di fare la presentazione :( è il mio punto di vista rimane comunque anni luce lontana.
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Messaggio da marioscd » mar set 15, 2015 2:04 pm

Nuccio, invece il tuo progetto della versione digitale potrebbe essere estremamente interessante, inoltre tu sei quello, fra tutti, che ha maggiore conoscenza ed esperienza con esso anche e soprattutto grazie al lavoro svolto con CV19.
Detto ciò continuo a non condividere affatto il tuo approccio "solo digitale". Che siano compatibili oppure differenziate le due norme (digitale e analogico) cambia poco. L'importante è che vengano normate entrambe e che entrambe siano possibili per non precluderci nessuna opportunità.
Questa, perlomeno, è la mia personalissima visione confortata da almeno 10 anni di esperienze sul campo con plastici modulari analogici automatici (FIMF) e digitali manuali (tipologia ispirata FREMO).

ciao
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Messaggio da sma835_47 » mar set 15, 2015 11:18 pm

Caro Nuccio non capisco il tuo ultimo post: se vuoi essere così gentile da spiegare penso che tutti i forumisti te ne sarebbero grati.
Concordo con quanto detto da Mario e vorrei aggiungere che prima di scendere in particolari (rilevamento ad assorbimento di corrente, 10 o 15 lili per la condotta, centralina Z21 o Intellibox, express net o loco net etc.etc ) sarebbe corretto e proficuo pensare a che tipo di plastico vogliamo normale: plastico dove corrono i treni senza alcun particolare ordine e le manovre avvengono solo in aree riservate (stazioni nascoste o visibili, scali merci, depositi o altro) oppure plastici dove si vuole riprodurre l'esercizio in tutti i suoi particolari. In altre parole, plastici dove far correre i nostri convogli, magari per "attirare" i visitatori durante le mostre, deliziare i bambini e provare i nostri rotabili, oppure dove ci divertiamo noi nell'immedesimarci nei panni dei macchinisti, capistazione o altro?
Le due ipotesi, a mio avviso, difficilmente possono convivere e pertanto occorrerebbe fare "2" norme. Si può fare anche il tentativo di creare dei moduli anfibi per unire le due possibilità, ma li vedrei piuttosto complessi.
Stabilito questo si può procedere a definire le norme.
Ciao
Saverio
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Messaggio da buddacedcc » mer set 16, 2015 2:22 pm

sma835_47 ha scritto:

Caro Nuccio non capisco il tuo ultimo post: se vuoi essere così gentile da spiegare penso che tutti i forumisti te ne sarebbero grati.

Bhe basta leggere i vecchi post.
Personalmente sono per una soluzione nuova SOLO digitale manuale & automatica che vincoli dal materiale al colore dei fili. La norma digitale allo steso tempo deve fare da guida per fare il plastico fimf digitale anche chi non e sa un cavolo
Di contro invece leggendo altri sembra che al più si voglia digitalizzare al pèiù la linea secondaria ma che ingenerale non si voglia fare una norma vincolante ma una sorta formalizzazione di quanto già usato nei vari gruppi
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Messaggio da Digtrain » mer set 16, 2015 11:24 pm

Ciao a tutti, :grin:

io propongo, per la gioia di Edgardo, l'utilizzo in ogni modulo di un Arduino Nano.
Ogni modulo potrebbe avere, previo progammazione, il ruolo di piena linea o di bloccco.
Arduino si occuperebbe di controllare i sensori di presenza e trasmetterebbe, nella gestione in analogico, mediante il bus I2C le informazioni agli altri moduli.
In digitale, mediante interfaccia, la trasmissione avverrebbe su bus Loconet.
Questo potrebbe essere qualcosa di rivoluzionario, con costi estremamente contenuti, in Cina un Arduino nano costa 3 euro!!!

Tutto questo richiede uno sforzo di programmazione, ma lo ritengo estremamente affascinante.

Ciao Walter :geek:
Walter - Club Modellismo Pavese - Steamtown National Historic Site - Het Spoorwegmuseum Utrech - Loxx Berlino - "Il mio fisico è stato scolpito e modellato nelle migliori trattorie della Lomellina"

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