Un breve riassunto del mio vecchio libro.

Quando non sai dove mettere una discussione ovvero non è fermodellismo.

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roy67
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Messaggio da roy67 » gio mag 02, 2013 10:03 pm

Sono d'accordo con te Enrico, sulla non simpatia per la bellicità nel modellismo.
Ma quando si fa modellismo navale, inteso nei secoli passati, i vascelli (non galeoni) erano costruiti (come scrissi in un passo del libro) pensando alla guerra, alla conquista... Alla fame di potere degli uomini.

Dopo aver terminato il mio "famoso" diorama, che riproduceva il momento del passaggio delle H.M.S. Téméraire a lato della Bucentaure (ovviamente agganciata alla H.M.S. Victory ed a sua volta alla Redoutable)... Capiii quanto fosse sanguinaria la cosa.. e la tristezza che incuteva.

Smantellai tutto e regalai i vascelli. Tengo ancora la Victory (tremendamente provata), come ricordo dei 7500 nodi fatti a mano :wink: ... e poi distrutti con la sparachiodi.

Purtroppo l'ultimo capitolo è la cruda verità di ciò che successe. Ricordando che alcuni passi li ho "saltati".. come ho già spiegato in precedenza, rendendo leggibile (in fascia protetta) ciò che non ho "censurato".

Tutto ciò che è scritto proviene dai giornali di bordo che personalmente ho cercato, visite a Porthsmoth, con metro e taccuino, per rilevare le misure della Victory e tanti, tanti libri e testi storici letti ed imparati quasi a memoria.

Dal 2009 mi dedico solo ed esclusivamente ai treni... :grin:

P.S: Grazie Carlo (cararci) per la lettura e per le considerazioni. Sicuramente vi sono tantissimi errori (soprattutto di punteggiatura) ma alcuni di questi posso provenire dal passaggio di formato file... Sono scuse... tanti c'erano già... [:I]

@Carlo (Marshall61). Io in India non ci sono mai stato, ma ho letto molti testi che parlavano della situazione delle acque dei porti.... :wink:
Penso d'aver reso l'idea comunque... Quindi: Grazie!
Ciao. Roberto Alinovi - L'uomo non teme ciò che in lui non c'è. (Hermann Hesse)

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Messaggio da alexgaboardi » gio mag 02, 2013 10:23 pm

finalmente sono riuscito a finire di leggere (a pezzi e in fasi successive) il riassunto dela storia :wink: :wink: :wink:
davvero molto bella ed interessante (se mi è concesso, nonostante gli argomenti un po tristi :sad: :sad: :sad: )
complimenti Roberto :geek: :geek:
ciao, Alessandro
Alessandro - Yesterday is history, tomorrow is mystery. But today is a gift. That is why is called the "Present".

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Messaggio da marioscd » gio mag 02, 2013 10:50 pm

letta tutta anche io... a me è piaciuta e sarei anche curioso di leggere le parti mancanti... la terribile vita di bordo di queste navi in un certo senso mi ha sempre affascinato fin da piccolo. Era una vita terribile... recentemente ho letto da qualche parte, in un documento di analisi storica delle colonie, che gli Inglesi hanno sempre avuto maggiore efficienza sul mare soprattutto perchè i marinai inglesi erano quelli che più di ogni altri si adattavano a vivere la peggior vita possibile con poca acqua putrida, cibi avariati ed esigenze minime, a differenza di francesi, spagnoli e portoghesi che erano meno inclini a questo livello di vita.

ciao
Mario Scuderi - C.M.P. Club Modellismo Pavese ...ciò che è piccolo a volte diventa grande...

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roy67
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Messaggio da roy67 » gio mag 02, 2013 11:42 pm

Grazie ragazzi.
E' vero quanto detto da Mario. I marinai inglesi avevano meno "puzza sotto il naso" rispetto ad altri. Bisogna pensare che la navigazione, nel XVIII secolo durava anche 3 mesi, nei quali, solo per le prime 2 settimane si aveva cibo fresco.. Poi, inevitabilmente marciva.

Nel ponte di corridoio erano spesso imbarcati piccoli animali (capre, pecore, galline, etc) che fornivano latte ed uova.. Ma anche l'erba fresca per alimentarli finiva... trasformandoli in cibo per l'equipaggio... Ma anche la carne, poi finiva....

In caso di pioggia, o tempesta, per accumulare acqua fresca, venivano tese alcune vele auriche fra gli alberi, in modo che scolassero l'acqua piovana nelle botti. Ma per fare ciò, 150 gabbieri dovevano salire sulle coffe, camminare sui pennoni, e sciogliere opportunamente le vele. Con mare forza 8, passando le tiranterie delle griselle di coffa. Che sono inclinate inversamente :wink:
Spesso venivano inghiottiti dal vento.

Ha sicuramente un certo fascino la vita reale di bordo di un vascello.. Ricordando che, purtroppo, aveva sempre risvolti sanguinari.. da far girare la testa.

Un esempio delle griselle della coffa di maestra della mia Victory, in un particolare del pennone di maestra.
(P,S. Le griselle sono le scale che si formano fra le sartie che sorreggono l'albero)

Immagine:
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Messaggio da Marshall61 » ven mag 03, 2013 12:00 am

<div align="center" id="quote2"><table class="quote"><tr><td class="quotetd"></td></tr><tr><td class="quotetd2"><span class="quotetext">[red]roy67 ha scritto:

...........

Il 21 ottobre del 2005, per commemorare i 200 anni delle quasi 8000 vittime di tale battaglia, alle ore 14:00, dalla riproduzione (in scala 1:1) della Victory a Porthsmoth, vennero inalzate le stesse bandierine, riproducendo la stessa segnalazione che comparse pochi minuti prima di aprire il fuoco.

Immagine:
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77,61 KB
[/quote]

Ciao Roy, osservando la foto che hai postato, ho notato che il Jack è issato sul picco di randa a poppa anzichè a prora, ed al posto del Jack c'è La Union Flag nazionale.....sai per quale motivo ci fu questo scambio?
Grazie!

Carlo
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Messaggio da roy67 » ven mag 03, 2013 1:03 am

Purtroppo non so risponderti. Le segnalazioni e la posizione delle bandierine (e bandiere) non sono mai riuscito a ficcarmela in testa.

La Union Jack sul bompresso è corretta. A poppa mi sembra di intravedere la "Royal ensign" (Croce rossa su base bianca, con la Union Jack nell'angolo alto sinistro). Ma è piccola come dimensione.... Non saprei....[:I]
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Messaggio da cf69 » ven mag 03, 2013 11:37 am

Se può interessare, facendo qualche ricerca ho trovato che, il messaggio che Nelson inviò con le bandiere di segnalazione alle altre navi della sua flotta: "England expects every man to do his duty" (L'Inghilterra si aspetta che ognuno faccia il suo dovere), fu composto con dodici bandiere issate una dopo l'altra, formate da altrettanti numeri: 253,269,863,261,471,958,220,370, 4, 21, 19, 24.
Fabio Cuccia - La teoria è quando si sa tutto e niente funziona. La pratica è quando tutto funziona e nessuno sa il perché. Noi abbiamo messo insieme la teoria e la pratica: non c'è niente che funzioni... e nessuno sa il perché! (Albert Einstein)
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Messaggio da roy67 » ven mag 03, 2013 12:05 pm

Esatto Fabio.

Le bandierine non salirono in contemporanea. Ma, per essere viste dalle navi che seguivano, dovevano arrivare fino al di sopra dell'alberetto di velaccio (parte più alta dell'albero di maestra), altrimenti sarebbero rimaste nascoste dalle vele. Quindi salirono solo un paio alla volta.

La foto che ho postato ha in contemporanea tutte le bandiere che, in sequenza, vennero issate.
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Re: Un breve riassunto del mio vecchio libro.

Messaggio da roy67 » ven lug 05, 2019 9:15 pm

Carissimi amici.
Se avete letto il racconto (per quanto riassunto e moderato) avrete appreso cosa significa "GUERRA".

Pensateci.

Ogni qualvolta costruirete un bombardiere... Inventatevi la storia delle famiglie che abitavano in quelle case.
Quando costruite un palazzo mitragliato dalle truppe di "stukazz". Pensate che un tempo vi era una vita felice fra quelle mura.

Io, tirando su questo mio post, ribadisco il motivo per cui ripresi il modellismo ferroviario.
Leggete attentamente ogni singola frase del mio racconto, nell'ultimo capitolo (quello pubblicato qua).

Quando costruirete un cannone in bronzo del sec. XVII avrete i vostri bei pensieri: A cosa servì?

E... Ripeto, ancor oggi tale racconto è depositato ma non pubblicato.
Riassunto in questo forum perché veramente agghiacciante nella crudezza.
Ma assolutamente reale nei fatti.

Smisi di fare modellismo navale!
O di checché qualsiasi guerra!!!!!
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Re: Un breve riassunto del mio vecchio libro.

Messaggio da roy67 » ven lug 05, 2019 9:43 pm

Tiè... La mappa effettiva, ove si trovava ogni nave, riferita all'inizio della battaglia.
Mappa trafalgar.jpg
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Re: Un breve riassunto del mio vecchio libro.

Messaggio da roy67 » ven lug 05, 2019 9:47 pm

Tutto ciò è per sottolineare lo studio della storia.
Se facciamo modellismo storico...

E' indispensabile studiarne ogni singolo fatto, nome, cognome, anno, numero di targa, etc..... :wink: :wink: :wink: :wink: :wink:
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