Da Firenze a Faenza (Fabrizio Borca)

Il giorno 3 Gennaio 2018 percorro in treno la tratta Firenze-Faenza, ovvero la ferrovia "Faentina".

L'itinerario prevede la partenza da Torino verso Firenze la mattina, l'escursione sulla ferrovia "Faentina" in tarda mattinata e il rientro a Torino da Bologna. In totale prevedo di percorrere 973 km.

Per raggiungere Firenze utilizzo il treno Frecciarossa 1000 9563 Torino Porta Nuova-Salerno, previsto in partenza dalla stazione di Torino Porta Susa alle 7:30. Il treno giunge in orario al binario 2 ed è un ETR 400, che si presenta in buone condizioni di ordine e pulizia. Prendo posto nella carrozza 2, livello di servizio Business "area del silenzio".

Il treno parte in orario alle 7:30, quindi si immette sulla linea ad alta velocità per Milano. A bordo vengono distribuiti i quotidiani, nonché snack e bevande calde e fredde. La ripresa è rapida ed il treno raggiunge abbastanza velocemente i 300 km/h, ma la marcia non è particolarmente silenziosa e stabile. Il treno è rumoroso e a tratti si avvertono distintamente numerose vibrazioni. Viaggiando spesso a bordo dei treni ad alta velocità non si può fare a meno di notare come esistano alcuni esemplari che sono silenziosi e stabili, mentre altri sono più rumorosi e instabili. Il confort a bordo è solitamente migliore per gli ETR 500 "Frecciarossa", anche se le prestazioni, soprattutto di accelerazione, sono migliori per gli ETR 400 "Frecciarossa 1000". Tuttavia, il comfort percepito a bordo, è strettamente legato alla situazione di manutenzione dei treni. Pur rimanendo sempre all'interno degli intervalli di manutenzione previsti, si nota che rumore e vibrazioni sono praticamente inesistenti quando si utilizzano treni che hanno appena subito gli interventi di manutenzione, mentre la situazione non è ideale per i mezzi che si avvicinano alla scadenza manutentiva. Talvolta, nel salire a bordo, è possibile notare le date delle ultime manutenzioni eseguite, nonché è possibile notare i carrelli ancora puliti e che presentano i vari riscontri di vernice apposti in officina durante le manutenzioni. Su questi treni si noterà anche che il confort a bordo è decisamente maggiore, con una presenza praticamente nulla di rumore e vibrazioni durante tutte le fasi del viaggio. Il treno su cui viaggiamo è entrato in servizio nel 2015 e non ha ancora subito interventi di manutenzione pesante.

A bordo del treno è disponibile la connessione Wi-Fi gratuita, nonché sono disponibili monitor informativi e avvisi relativi a prossime fermate e situazione del viaggio. I monitor informativi sono accesi, ma non mostrano alcun dato relativo al viaggio, dati che sono però sono disponibili sul proprio dispositivo attraverso il "Portale Frecce". Attraverso il Portale Frecce è inoltre possibile accedere alla edicola digitale e leggere quotidiani e periodici, nonché guardare film e disporre di altri servizi di intrattenimento.

Circa 45 minuti dopo la partenza da Torino Porta Susa il treno si appresta ad entrare nel nodo di Milano, quindi attraversiamo le stazioni di Rho Fiera, Milano Certosa e Milano Villapizzone, per arrivare in orario a Milano Porta Garibaldi. A differenza della maggior parte dei treni "Frecciarossa", questo treno non effettua la fermata di Milano Centrale, ma attraversa il nodo di Milano passando per Porta Garibaldi e Rogoredo, in modo da servire anche queste due importanti stazioni che raccolgono un vasto bacino di utenza dalle zone nord-ovest e sud di Milano. Entrambe le stazioni sono facilmente raggiungibili sia con i mezzi del trasporto pubblico locale che con gli altri treni Regionali e Suburbani provenienti dal vasto hinterland circostante.

A bordo la frequentazione è discreta, con un buon interscambio di passeggeri in entrambe le stazioni di Milano Porta Garibaldi e Milano Rogoredo. Lasciamo il nodo di Milano alle 8:40 circa, quindi ci immettiamo sulla linea ad alta velocità per Bologna. Il viaggio prosegue a velocità comprese tra i 280 e i 295 km/h per circa 30 minuti, quindi il treno inizia a rallentare in vista della fermata a Reggio Emilia AV Mediopadana. Il treno rallenta in piena linea fino ai 60 km/h, quindi impegna i deviatoi della stazione, che portano i treni ai due binari dotati di banchina dedicati alla sosta. Il treno ferma a Reggio Emilia AV Medipadana, mentre due altri treni che erano dietro al nostro sfrecciano a 300 km/h sul binario attiguo, ora libero. Il transito dei treni in piena velocità provoca un notevole spostamento d'aria e si nota anche che la catenaria, alimentata a 25 kV in corrente alternata, ondeggia notevolmente dopo il passaggio dei treni. Questa osservazione mette in luce le varie difficoltà di captazione che si hanno con treni potenti che marciano ad elevate velocità.

Ripartiamo in orario da Reggio Emilia, quindi proseguiamo verso Bologna Centrale, che raggiungiamo in orario alle 9:37. La fermata a Bologna dura alcuni minuti, ripartiamo e ci dirigiamo verso Firenze.  Nel breve tratto all'aperto che separa le gallerie Vaglia e Morticine è possibile vedere un tratto della ferrovia Firenze-Faenza, che percorreremo fra qualche ora. La tratta tra Bologna e Firenze richiede circa 30 minuti, quindi usciamo dalla galleria Vaglia, nei pressi di Sesto Fiorentino e ci immettiamo nella stazione di Firenze Castello. Il treno giunge in orario a Firenze Santa Maria Novella alle 10:15.  La tratta tra Torino e Firenze ha richiesto 2 ore e 45 minuti per percorrere 466 km con fermate a Milano Porta Garibaldi, Milano Rogoredo, Reggio Emilia AV Mediopadana e Bologna Centrale. Ho pagato il biglietto 39,90 euro per il livello di servizio Business.

 

A Firenze inizia la vera e propria escursione, ovvero il viaggio sulla ferrovia "Faentina". La ferrovia Faentina collega Firenze con Faenza, in Romagna, valicando l'Appennino Tosco-Romagnolo. La ferrovia è a singolo binario, non elettrificata ed è considerata una linea complementare. Da Firenze la ferrovia raggiunge direttamente San Pietro a Sieve e Borgo San Lorenzo, quindi si attraversa la piana del Mugello e si valica l'appennino tra Ronta e Crespino sul Lamone, per scendere poi lungo la valle del fiume Lamone e arrivare a Faenza, dove la ferrovia si congiunge alla "Adriatica" Bologna-Lecce.

 

Per raggiungere Faenza utilizzo il treno Regionale 21465 di Trenitalia, previsto in partenza dalla stazione di Firenze Santa Maria Novella alle 11:40. Il treno è un Alstom Coradia  "Minuetto" diesel, nella fattispecie è il treno n° 60. I treni "Minuetto" diesel sono composti da tre elementi non scindibili, classificati come complessi ALn 501-Ln220-ALn 502. Ciascun autotreno raggiunge la velocità massima di 130 km/h ed è dotato di due motori diesel turbocompressi da 560 kW con trasmissione idraulica. Il treno è capace di 169 posti a sedere, compresa una postazione per persone con problemi motori.

 

Il treno parte in orario alle 11:40 e si dirige verso Firenze Statuto, quindi nei pressi di "Le Cure" lasciamo il nodo di Firenze e ci inoltriamo sulla ferrovia Faentina. La prima fermata, ancora nel territorio di Firenze, è Firenze San Marco Vecchio, superata la quale il treno inizia l'ascesa verso Ponte alla Badia. In questa prima tratta la ferrovia sale per raggiungere la Piana del Mugello, attraversiamo Pian di Mugnone, Caldine e Querciola, quindi, dopo aver percorso un ansa a sinistra, giungiamo a Montorsoli. Il treno sale abbastanza agevolmente lungo la salita e si distingue chiaramente il rumore dei motori diesel che erogano maggiore potenza nei tratti più acclivi e durante le fasi di accelerazione. La giornata e nuvolosa e piove a tratti, la temperatura di circa 6°C.

Il viaggio continua e ci dirigiamo verso le località di I Fondi e Il Torrino, quindi giungiamo a Vaglia, dove il treno effettua la sua terza fermata dopo Firenze San Marco Vecchio e Fiesole. Ripartiamo da Vaglia e dopo aver percorso alcuni chilometri sbocchiamo sulla Piana del Mugello, quindi giungiamo a San Pietro a Sieve e Borgo San Lorenzo. In questa tratta l'ambiente circostante è più aperto e la ferrovia transita in un area sostanzialmente pianeggiante, dalla quale si può vedere la ferrovia ad alta velocità Bologna-Firenze, che qui transita all'aperto. La stazione di Borgo San Lorenzo è la più grande ed ampia che incontriamo lungo il percorso e qui giunge anche la ferrovia che da Pontassieve, percorrendo la valle del fiume Sieve, attraversa Rufina, Dicomano e Vicchio. Nella stazione di Borgo San Lorenzo sono presenti diversi altri treni Minuetto diesel e una tripla di automotrici ALn 668.

Ripartiamo da Borgo San Lorenzo e ci dirigiamo verso Panicaglia e Ronta, la ferrovia è ora nuovamente in salita e transita a mezza costa sui versanti dell' Appennino. Superiamo Ronta e iniziamo quindi a transitare in un ambiente caratterizzato dalla presenza di colline abbastanza scoscese e ricoperte di fitti boschi di latifoglie misti a conifere, da cui spesso affiorano rocce stratificate. In questo periodo la vegetazione è scarsa e lascia intravedere il terreno sottostante, mentre è possibile notare la differenza tra le conifere verdi e le latifoglie nude. Lungo la tratta ci sono numerose gallerie, tutte abbastanza brevi. Valichiamo l'Apennino Tosco-Romagnolo Tra Ronta e Crespino del Lamone, quindi incominciamo la discesa verso Marradi e Popolano. Percorrendo la ferrovia in discesa si distingue chiaramente l'azione della frenatura idrodinamica.

 

La ferrovia è a binario unico ed esercita in trazione termica, dotata di sistema di distanziamento con Blocco Conta Assi e Sistema Supporto Condotta (SSC). La ferrovia ammette circolazione nei ranghi A, B e C, con velocità massime comprese tra gli 80 e i 110 km/h.

A bordo la frequentazione è buona e i posti risultano occupati per oltre l'80%. Nonostante le numerose fermate non sono molti i passeggeri che le utilizzano, anche se comunque ogni fermata è utilizzata, specie quelle di San Pietro a Sieve e Borgo San Lorenzo. La maggior parte dei viaggiatori utilizza il treno sulla tratta tra Firenze e Faenza.

Continuiamo la discesa lungo la valle del fiume Lamone e il tempo varia da nuvoloso e piovoso a ventilato e soleggiato. Fermiamo a Marradi e Popolano, quindi entriamo nella Regione Emilia-Romagna, anche se già da Crespino sul Lamone ci troviamo territorialmente sul versante romagnolo dell'Appennino. L'ambiente è qui più aperto e le colline meno scoscese, mentre i boschi lasciano spazio alla coltivazione della vite e alcuni oliveti. Superiamo Fognano e giungiamo a Brisighella, dopo la quale le montagne lasciano spazio alla pianura romagnola.

 

Giungiamo in orario a Faenza alle 13:29, un ora e 49 minuti dopo la partenza da Firenze Santa Maria Novella. La tratta da Firenze a Faenza è lunga 101 km ed abbiamo effettuato fermata a Firenze San Marco Vecchio, Fiesole, Vaglia, San Pietro a Sieve, Borgo San Lorenzo, Ronta, Crespino del Lamone, Biforco, Marradi, San Martino in Gattara, San Cassiano, Fognano e Brisighella.

Da Faenza devo ora raggiungere Bologna e il successivo treno è previsto in partenza alle 13:40. Decido tuttavia di pranzare in città, quindi utilizzerò un treno successivo. Il tempo è soleggiato, leggermente ventoso e la temperatura di circa 14°C alle 13:45. Pranzo a Faenza e quindi ritorno in stazione, dove, mentre attendo il successivo treno per Bologna, transitano alcuni treni Frecciabianca e si incrociano gli Intercity 609 Bologna-Lecce e 608 Lecce-Bologna. Entrambi i treni sono trainati da locomotive E 444R e sono composti da 5 vetture, 4 vetture tipo Z non ristrutturate per la sezione di seconda classe e una vettura tipo Gran Confort in prima classe.

 

Nella stazione di Faenza stazionano numerosi carri cisterna della ditta Lotras, che si occupa di trasporto del vino verso lo stabilimento Caviro. Questo stabilimento è posto alla periferia della città e produce anche il famoso "Tavernello". I treni giungono principalmente dalla zona del Tavoliere delle Puglie, trasportando il vino prodotto in quelle zone che poi viene lavorato a Faenza.

 

Per raggiungere Bologna decido di utilizzare il treno Regionale Veloce 2132 Ancona-Voghera, previsto in passaggio a Faenza alle 14:38. Per accedere al treno utilizzo il biglietto elettronico regionale acquistato in origine per il treno delle 13:39, che però è ancora valido, essendo possibile utilizzare un qualsiasi treno entro le 4 ore successive. Il treno giunge in orario a Faenza ed è una composizione di carrozze Vivalto con locomotiva E 464 in testa. Il treno è della Divisione Passeggeri Regionale della Emilia-Romagna e dispone anche di una carrozza con sezione di prima classe. Salgo a bordo ed il treno si presenta in buone condizioni di ordine e pulizia, sono disponibili prese elettriche ai posti, monitor informativi, videosorveglianza e annunci audio relativi al procedere del viaggio e successive fermate.

 

Il treno lascia la stazione di Faenza in orario, quindi si dirige verso Castelbolognese, dove incontriamo un treno Regionale proveniente da Ravenna che procede assieme al nostro verso la stazione. Fermiamo a Castelbolognese e procediamo verso Imola, dove cediamo il passo ad un treno Frecciabianca che procede verso nord. Fermiamo a Castel San Pietro Terme, attraversiamo Ozzano e quindi giungiamo a Bologna Centrale alle 15:21, in orario. Il treno ha fermato a Castelbolognese, Imola e Castel San Pietro Terme.

Nella stazione di Bologna Centrale attendo il treno Italo 9932 per Torino, previsto alle 16:03. Leggo sui tabelloni delle partenze che il treno ferma al binario 16, che è uno dei 4 binari della stazione sotterranea, quella destinata ai treni ad alta velocità. Raggiungere i binari 16-17-18 e 19 non è del tutto intuitivo, quindi occorre organizzarsi per tempo, anche se i treni vengono annunciati con congruo anticipo e seguendo le indicazioni è possibile raggiungere senza troppe difficoltà la stazione sotterranea. I locali della stazione sotterranea sono dotati di servizi, aree di attesa e bar.

 

Il treno Italo 9932 giunge in orario da Napoli al binario 16, quindi salgo a bordo nella carrozza 4, ambiente Prima, dove ho il posto riservato. Il treno si presenta in ordine e pulito e i posti sono quasi tutti occupati. A bordo sono disponibili prese elettriche in ciascun posto, monitor informativi, annunci audio e rete wifi gratuita. Il treno parte in orario, quindi vengono distribuite bevande calde, fredde e snack di varia tipologia. Il sedile non è eccezionalmente comodo, è scivoloso e la presa elettrica per l'alimentazione di PC e dispositivi elettronici non è funzionante. Durante la marcia il treno è silenzioso e stabile, la temperatura adeguata e le prestazioni di accelerazione molto buone. Il treno ferma a Reggio Emilia AV Mediopadana e Milano Rogoredo, quindi giunge in orario a Milano Centrale. In questa stazione c'è un buon interscambio di passeggeri, oltre la metà di quelli a bordo scendono, ma sono rimpiazzati da altrettanti che si recano a Torino. Anche sulla tratta da Milano a Torino quasi tutti i posti sono occupati, mentre vengono serviti nuovamente snack e bevande a tutti i passeggeri. Il treno è l' ETR 575 n°21, il quale presenta i sedili ambiente Smart rifoderati e modificati. Le nuove fodere sono di un colore più elegante, mente le modifiche effettuate rendono la seduta più comoda rispetto alla situazione precedente. Il treno giunge a Torino Porta Susa in orario, alle 18:28.

La tratta da Bologna a Torino ha richiesto 2 ore e 25 minuti con fermate a Reggio Emilia AV Mediopadana, Milano Rogoredo e Milano Centrale. Ho pagato il biglietto 38,90 euro per l'ambiente Prima.

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