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COME REALIZZARE UN TEATRO GRECO IN POLISTIRENE ESPANSO

di Carlo Arcidiacono

Viste le mie origini siciliane ed in particolare della Sicilia con forti eredità greche, da quando ho iniziato a costruire il plastico in garage, mi rigirava in mente la voglia di riprodurre un teatro greco, che è forse il simbolo più chiaro e riconosciuto dell'antica cultura della Magna Grecia. Finalmente ho messo mano all'opera e adesso provo a descriverne il procedimento.

Il primo passo è stato cercare il modello adeguato ad una riduzione in scala 1:87 e la scelta è stata dettata dalle mie personali conoscenze dei teatri esistenti in Sicilia. Il modello ideale sarebbe stato il Teatro Greco di Siracusa, ma in H0 il suo diametro sarebbe stato di circa 90 cm. troppi anche per plastici abbondanti. Il mio plastico ha uno sviluppo ad L, lungo quasi 6 metri, ma largo 80 e con due testate da 1 metro. Capite bene che il modello siracusano non poteva far per me. Invece il piccolo Teatro Greco di Palazzolo Acreide, nella stessa provincia, mi è sembrato delle dimensioni giuste: diametro 36,60 m., 12 gradini alti 27 cm. e larghi 74, divisi in 9 settori. Il tutto, tradotto in H0, significa 42,5 cm. di diametro, 23 di profondità compreso il muretto perimetrale, 4 cm. l'altezza dall'orchestra (lo spazio degli spettacoli) all'ultimo gradino.

 

Il secondo passo è stata la scelta del materiale che permettesse un taglio facile, visto il grande numero di gradini a scalare, e che di per sé avesse l'aspetto, una volta dipinto, simile a quello del calcare di cui sono fatti i teatri greci, nonché la possibilità di modellarlo in modo da riprodurre l'irregolarità della pietra antica. Mi è sembrato che una lastra spessa 2 cm. di polistirene espanso avesse queste caratteristiche, unite ad una buona robustezza. E dunque all'opera!

 

 

Terzo passo. In base alle misure, ho tagliato due lastre di polistirene ed ho cominciato a lavorarle separatamente, benché dovessero andare sovrapposte, pensando che così sarebbe stato più agevole operare i tagli.
Con il compasso ho tracciato le sei semicirconferenze di ciascuna lastra ed ho iniziato ad effettuare i tagli con il cutter, seguendo ogni traccia semicircolare e tagliandone via la base per un'altezza di 3,3 mm. (qua e là approssimativi), in modo da avere alla fine 6 gradini degradanti e di uguale altezza e profondità. Eseguiti i tagli sulla prima lastra, ho ripetuto la cosa sull'altra, ovviamente con 6 semicirconferenze di diametro immediatamente superiore. In conclusione ho incollato una lastra sull'altra ed entrambe su una terza lastra che facesse da base.

 

Quarto passo. Adesso il problema è stato quello di suddividere i gradini in 9 settori, calcolando la corda di circonferenza necessaria. Ho trovato il metodo su Internet, si procede così:
- si riproduce su carta la circonferenza avente il diametro del teatro e sul raggio perpendicolare al diametro si segnano 9 punti equidistanti;
- facendo centro sull'estremità opposta del diametro corrispondente al raggio segnato, si traccia con il compasso un quarto di circonferenza che parta dal vertice del raggio e vada ad intersecare la proiezione del diametro orizzontale;
- dal punto di intersezione trovato si traccia una retta che passi per il secondo segno dei nove fatti sul raggio e che intersechi più avanti la circonferenza;
- trovato questo punto, la corda sarà il segmento da esso al vertice del raggio.

 

Spiegazione oscura? Meglio allora che cerchiate su Google!

Trovata la misura della corda (nel mio caso 7,2 cm.), si riporta nove volte sull'ultimo gradino del teatro e si unisce ogni punto al centro dell'orchestra, tracciando a matita. Adesso si tratta di realizzare le suddivisioni dei settori e i relativi gradini, meno alti degli altri. Siccome la mia pazienza ha forti limiti, ho lasciato perdere il cutter e mi sono servito di una piccola sgorbia per incidere e formare i gradini per pressione.

Il quinto passo è stato trovare la giusta (?) gradazione di colore, mescolando gli acrilici.

Sesto passo: stesura del colore, la parte meno impegnativa e più rilassante! Dopo la prima mano di verde-grigio-giallo, quando ancora non era asciutta ho passato del verde pino distribuendo con le dita in modo da creare sfumatura simil muschio sulla pietra.

 

Carenza di spazi mi impediscono di realizzare tutto il resto che è visibile nella foto dell'originale. Mi pare comunque che il risultato non sia male e per arricchire la scena ho anche aggiunto dei ruderi e dei personaggi...

 

Ed ecco la mia realizzazione, collocata nel suo posto naturale, il mio plastico! Naturalmente, in questo fotomontaggio, non potevano mancare mare ed Etna...

 

Grazie per la vostra attenzione.


Un saluto a tutti! Carlo Arcidiacono.