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COME REALIZZARE UNA PAVIMENTAZIONE STRADALE

di Gian Luca Giovannini

Esempio di acciottolato del borgo medioevale di S.Lucio. Plastico della "Val di Leo"

GENERALITA’

 

Questa volta vorrei iniziare questa mia nota con la definizione, ritengo la più accettata, della parola "modellismo": "hobby, molte volte assimilabile ad un arte, che ha lo scopo di costruire e/o riprodurre, in differenti scale, le cose della vita comune e non”.

 

Hobby che può essere allo stesso tempo molto semplice ovvero molto complicato a seconda della ricerca dei particolari che si cerca di riprodurre ma che si riconosce in un unico denominatore: un mondo singolare, direi "magico e contagioso", dove il "bambino" che è in tutti noi ha bisogno e si nutre delle esperienze proprie di un adulto.

 

Un insieme magnifico che solo chi ne è contagiato può capire. Un insieme dove manualità, tecnica, tecnologia, inventiva e creatività si uniscono in un tutt’uno tanto da arrivare in alcuni casi a vere e proprie espressioni d’arte.

 

Da questo ne deriva che il modellista è una "persona dalle caratteristiche particolari dove capacità manuali, intellettive e creative si fondono in un continuum perfetto ed equilibrato". Tutto ciò è vero e perfettamente valido sia che ci si riferisca ad un dilettante tanto che ad un esperto, o addirittura, un professionista.

 

Nelle varie tipologie di modellismo e di modellisti, il fer-modellismo non è certo la "branca" più facile. Infatti, oltre a tutte le capacità anzidette si deve tenere conto di precise e sicure conoscenze di elettronica, elettrotecnica ed, oramai, anche di informatica unitamente ad una spinta precisione nella realizzazione dei particolari nella considerazione che il fer-modellismo quale espressione di modellismo dinamico ha la particolarità e la necessità, per la stessa natura dei mezzi coinvolti, di dovere contenere la tolleranza degli errori a valori veramente minimi.

 

Insomma, il fer-modellista è un "tuttofare rigorosamente pignolo e preciso" che deve, nel suo immancabile divertimento, sottostare, obbligatoriamente, ad un vincolo assolutamente non trascurabile: il rispetto della scala pena la realizzazione di un qualcosa assolutamente non credibile.

 

LA STRADA E LE SUE TIPOLOGIE

 

La strada è un elemento che ormai è parte integrante della nostra vita e le immagini di essa si confondono con tutto il paesaggio circostante tanto da non riuscire in alcuni casi a descriverne colore, stato d’uso, forma, dimensioni, etc..

 

Le tipologie di strade sono svariate: asfaltate (le più comuni), in macadam (tipiche dei complessi industriali, aeroporti, parcheggi per mezzi pesanti e corazzati), sterrate in terra battuta o ghiaia, etc..

 

Esempi di strada asfaltata.

 

 

Esempi di strada di campagna.

 

 

Tralasciando volutamente l’utilizzo delle strisce di provenienza commerciale riproducenti manti stradali, dovendo riferirci alla autocostruzione, anche in base alla scala considerata, si possono elencare molti metodi di rappresentazione. Si passa dall’uso del gesso alabastrino, gesso sintetico, sabbia molto fine fino ad arrivare ai fogli di carta vetrata finissima che opportunamente colorata vengono successivamente incollati direttamente sul supporto prescelto (metodo molto rapido ma dai risultati non certo eccezionalmente reali).

 

I metodi sommariamente indicati hanno, come del resto ogni metodologia, dei pro e dei contro. Da un lato, il gesso ha la prerogativa di poter essere inciso e quindi molto realistico ma anche molto pesante, dall’altro, la carta vetrata colorata è leggera ma con una resa, come detto in precedenza, poco realistica se non addirittura irreale.

 

Tra tutte le tipologie possibili ho scelto di parlare delle: strade in  acciottolato e strade  asfaltate, comprendendo in queste ultime anche quelle in macadam. Rifacendomi a quanto in corso di realizzazione nel mio plastico "plastico italiano – La Val di Leo" ritengo che le soluzioni di seguito indicate siano quelle che meglio rispondano ad un accettabile compromesso tra realismo, praticità di realizzazione, peso e costo.

 

In particolare:

 

STAMPI IN LATTICE e successiva colata in GESSO SINTETICO (metodo certamente poco economico ma facilmente scolpibile e relativamente leggero in relazione allo spessore degli strati), per quelle in acciottolato;

 

FOREX, un foglio di spessore 1- 2  mm, per quelle asfaltate o in macadam. Il FOREX, in particolare, riunisce in se molti vantaggi quali leggerezza, facilità di incisione, facilità di taglio (anche con semplici forbici), facilità di adattamento alle forme delle strutture, facilità di incollaggio e, tutto sommato, un costo relativamente basso. A tutto ciò, consiglio, in aggiunta a costo zero viste le odierne fotocamere digitali, un RICCO ARCHIVIO FOTOGRAFICO, con molti particolari di strade con particolare riguardo alle tipologie di asfalto, ai colori, ai pannelli del macadam per forme e dimensioni, alle buche , alle tipologie di ghiaia, etc..

 

I MATERIALI E GLI ATTREZZI

 

Non prendiamo in considerazione l’archivio fotografico vista la facilità di realizzazione lasciando alla scelta individuale se privilegiare strade acciottolate (compresi i cosiddetti "sampietrini") piuttosto che quelle asfaltate o sterrate ovvero altre tipologie.

 

a. Materiale

 

Stampo in lattice, gesso sintetico, Forex da 1 mm, collante tipo Bostik chiaro e se del caso colla cianoacrilica del tipo "Attack".

 

b. Utensili

 

Bilancia di precisione, dosatore per acqua, cucchiaio e coppa in gomma, incisore a vibrazione del tipo Dremel, matita (possibilmente HB) per tracciare i disegni, gomma da cancellare morbida (di quelle sintetiche), spazzola di ferro, carta vetrata a grana media (grana 120), taglierini varii, forbici.

 

c. Colori

 

In sequenza, primer Tamiya spray grigio come colore di fondo, colore strada della Faller grigio mescolato in rapporto 2:1 con il colore strutturante della Tamiya, gessetti colorati da artista per i ritocchi finali.

 

PROCEDURE

 

a. Strade in acciottolato

 

La realizzazione di strade di questo tipo con stampi in lattice dedicati non comporta eccessive difficoltà. Le colate di gesso sintetico (con modalità e dosaggi già indicati nella precedente foto guida come costruire una parete di roccia con il sughero) vengono sistemate sulla superficie da ricoprire ed incollate, se a contatto con una superficie in legno, anche con della colla vinilica (Vinavil).

 

Pavimentazione in gesso sintetico. Gli stampi di una strada in acciottolato vengono posizionati sulla struttura portante.
La differente colorazione deriva dal colore differente di gesso sintetico utilizzato.

 

 

Pavimentazione in gesso sintetico. Una volta posizionati e verificate le giunzioni, i singoli stampi vengono incollati al supporto utilizzando della semplice colla vinilica (vinavil).

 

 

Pavimentazione in gesso sintetico. Una volta incollati, gli stampi vengono stuccati con gesso da legno/da muro (se necessario). Colorazione ed invecchiamento seguono le stesse procedure precedentemente indicate.

 

 

 

Le eventuali linee di giunzione tra i vari stampi, se non riconducibili a tracce o malformazioni del manto stradale, possono essere ridotte o nascoste con dello stucco da muro/legno che, una volta seccato, può essere inciso e/o opportunamente levigato. L’unica difficoltà, come del resto per tutti gli altri tipi di rotabile, è la successiva fase di colorazione, che come vedremo in seguito è comune a tutti i metodi descritti.

 

b. Strade asfaltate ed in macadam

 

(1) 1° Passo - Preparazione del manto stradale.

 

Prendere il foglio di Forex e tagliare la parte interessata secondo la forma desiderata.

 

Strada asfaltata: preparazione del supporto su cui dovrà poggiare la nostra strada. In questo caso del compensato da 3 mm.

 

 

Da ricordare che la striscia deve essere più larga di quanto necessario in quanto bisogna tenere conto dei tratti presenti oltre la carreggiata fino alle fosse di scolo laterali, normalmente presenti. Normalmente una strada asfaltata a due corsie di 1^ - 2^ categoria al completo delle opere stradali arriva ad una larghezza di 10-11 cm.

 

Prendere, a questo punto, la matita e disegnare le fessurazioni, le buche, le linee degli eventuali riporti di asfalto per la riparazione di tratti più malridotti, le linee di bordo strada e la segnaletica orizzontale.

 

(2) 2° Passo – Incisione.

 

A questo punto prendere l’incisore ed ad una velocità di incisione a livello 2-3 (almeno per il mio Dremel) iniziare ad incidere la superficie. Seguire nelle incisioni i tratti precedentemente disegnati e fare frequente riferimento ad eventuali foto dell’archivio. Cercare di non essere ripetitivi nei disegni. Iniziare sempre da un punto, incidendo più o meno profondamente, e da questo far irradiare le fessurazioni. Per le buche più profonde bisogna insistere partendo dal punto centrale per diminuire in profondità e fessurazioni verso i bordi esterni della buca.

 

Una volta che si ritiene di aver raggiunto ciò che si desiderava si passa tutta la superficie con carta vetrata media e, successivamente, con la spazzola di ferro alternando movimenti circolari ad altri perpendicolari cercando di insistere sulle parti esterne delle incisioni precedentemente realizzate. Tutto ciò allo scopo di rendere l’intera superficie la più ruvida possibile.

 

Strada asfaltata. Il manto stradale del ponte (in forex da 2 mm) è stato "invecchiato" attraverso l’incisione di "fessurazioni e buche" prima di essere trattato con 2 mani di primer in successione.

 

 

Per quanto ha specifico tratto con le superfici stradali in macadam bisogna anzitutto ricordare la particolarità delle superfici in macadam: la superficie è completamente ritagliata in rettangoli più o meno grandi separati gli uni dagli altri.

 

In questo tipo di manto stradale bisogna fare molta attenzione nella riproduzione dei bordi dei rettangoli particolarmente soggetti ad usura specialmente nei punti di intersezione tra quattro rettangoli.

 

Pavimentazione industriale in macadam. Per prima cosa si deve suddividere la superficie interessata in pannelli.

Questa pannellatura è tipica di questo tipo di pavimentazione stradale.

 

 

Passo successivo è la sfrangiatura delle linee di giunzione al fine di evidenziare i segni di evidente usura tra un pannello e l’altro.

Questa usura è particolarmente evidente nei punti di incrocio tra quattro pannelli.

 

 

Pavimentazione industriale in macadam. Gli stessi segni di usura visti dall’alto.

 

 

Una volta che si ritiene di aver raggiunto il livello di usura e ruvidità desiderata, si procede alla pulizia accurata di tutto il disegno realizzato e, successivamente, si spruzza tutta la superficie con del primer di colore grigio (io utilizzo il Tamiya Fine di colore grigio).

 

Ad essiccaggio avvenuto, si ripete la verniciatura e si lascia asciugare nuovamente in modo perfetto (vedasi foto precedenti del lungo ponte in forex).

 

Si passa ancora una volta la spazzola cercando di ottenere nuovamente, in parte, la precedente rugosità e, nel contempo, pur evitando di togliere troppa vernice del fondo rendere il colore del manto stradale il meno uniforme possibile.

 

(3) 3° Passo - Verniciatura del manto stradale.

 

Una volta asciugata completamente la superficie, si passa a verniciare la strada con il colore di base.

 

Il manto stradale è stato verniciato a pennello con il colore Straβe della Faller mescolato con il colore grigio strutturante della Tamiya. In caso di mancanza del colore grigio strutturante della Tamiya si può ricorrere all’aggiunta di borotalco al colore straβe della Faller.

 

 

Dopo tanti tentativi e prove alternative, ritengo che il colore migliore sia il Staße della Faller che, unito al grigio strutturante della Tamiya riesce, una volta essiccato, a dare quel senso di rugosità proprio delle strade asfaltate.

 

Qualora non vi fosse la disponibilità dello strutturante Tamiya un risultato simile può essere raggiunto mescolando un po' di borotalco alla vernice Faller (Attenzione: mescolare sia lo strutturante Tamiya come pure il borotalco alla vernice Faller in un contenitore esterno per non gettare via, successivamente, tutto il  flacone di vernice).

 

Ultima azione è quella di colorare la segnaletica orizzontale e l’inserimento di tombini, griglie di scolo, etc.. Per colorare la segnaletica orizzontale utilizzo un pennarello a vernice liquida a punta fine di colore bianco del tipo "uni-posca". Per i tratti rettilinei o leggermente curvi utilizzo del nastro adesivo opportunamente distanziato. Per i tratti più difficili, invece, a mano libera, e... tanta pazienza.

 

(4) 4° Passo – Invecchiamento

 

(a) 1^ fase: l’abrasione

 

Asciugata completamente la superficie, si passa su di essa della cartavetrata molto fine (grana 400-600 o ancora meglio quella finissima da cartongesso) agendo con un singolo dito per volta in maniera molto leggera preferendo più passaggi molto leggeri piuttosto che uno solo pesante. Lo scopo è quello di evidenziare le parti maggiormente usurate dal passaggio degli pneumatici cercando creare una credibile indebolimento del colore della superficie stradale.

 

Il colore viene "rotto" con l’utilizzo di carta vetrata molto fine (ottima è quella per il cartongesso). Rompendo la uniformità del colore di fondo si conferisce alla strada un aspetto usurato evidenziando al contempo le fessurazioni e le buche realizzate in precedenza.

 

 

 

Al termine del lavoro si dovrebbe ottenere una superficie dove tratti più scuri si alternano e si fondono in maniera molto armonica a tratti e o zone  molto più chiare (il colore del primer). Al contrario le parti più profonde delle fessure, invece, conserveranno la vernice più scura della Faller evidenziando in maniera molto credibile le fessure e le buche più in generale.

 

(b) 2^ fase: i gessetti colorati ovvero le terre colorate (ossidi)

 

Questa fase è quella più delicata da realizzare in quanto oltre alla eventuale tecnica da mettere in campo interviene, in maniera decisiva, la capacità artistica di ognuno. Capacità artistica che va dal sapere utilizzare i colori, la facilità di apprezzare l’accoppiamento dei colori, la loro percezione in tonalità, ecc., tutte doti che possono essere certamente migliorate con l’esperienza e la costante applicazione ma che, comunque, devono già essere bagaglio di ognuno di noi.

 

I gessetti colorati, nelle tonalità delle varie Terre di Siena (naturale, bruciata), al nero, al bianco, al verde vescica, etc. dovranno essere strofinati su un pezzetto di carta vetrata finissima. Nel caso delle terre colorate, invece, il colore è già disponibile in forma di polvere. La polvere colorata deve essere letteralmente cosparsa sul manto stradale aiutandosi con un pennello largo e morbido ed, in alcuni tratti, si può ricorrere anche alle dita ricordandosi di indossare obbligatoriamente un guanto in lattice per evitare di lasciare tracce delle proprie impronte sulla strada che risulteranno molto difficili da togliere. Fare in maniera tale che le varie polveri si possano naturalmente mescolare. Continuare a lavorare le polveri fino a quando non si è ottenuto il risultato voluto: una credibile colorazione ed usura della strada.

 

Dopo il ponte, anche il resto della strada ha subito lo stesso trattamento. In questa fase si può già vedere il risultato dell’impiego di terre colorate ovvero della polvere di gessetto colorato. In questo caso si voleva ottenere un colore del manto stradale molto sbiadito tipico delle strade di montagna nel periodo estivo dopo molti mesi di innevamento invernale.

 

 

 

Ovviamente in questa fase si dovrà tenere in considerazione la luce sotto quale la strada verrà osservata. Insistere nei punti più profondi e nelle buche con colori con tonalità più scura rispetto che alle parti più in superficie creando un gioco artificiale di luci ed ombre che conferirà a tutta la realizzazione quella giusta credibilità e realtà.

 

(5) 5° Passo – Fissaggio

 

Una volta raggiunto quanto desiderato spruzzare su tutta la superficie del fissante da artisti incolore e con finitura opaca. Qualora non si volesse optare per questo tipo di prodotto si può ricorrere all’utilizzo di lacca per capelli facendo attenzione alla finitura opaca e alle eventuali poco opportune tracce di profumo.

 

CONCLUSIONI

Ancora una volta si è giunti alla conclusione di queste mie riflessioni che non hanno certamente la presunzione di insegnare niente a nessuno ma ritengo che agendo in questo modo si possa raggiungere l’espressione massima del nostro bellissimo hobby, cioè quello di condividere le proprie esperienze con altri senza secondi fini ma con l’unico scopo di tendere ad un sempre maggiore realismo e soddisfazione nella realizzazione dei nostri modelli e plastici.

 

Prima di concludere queste mie brevi e spero utili note, vorrei innanzitutto precisare che quanto di seguito indicato deve essere messo in pratica sempre e solo adottando tutte le misure di sicurezza necessarie (guanti, mascherine, occhiali, cavi, utensili ed apparecchiature elettriche efficienti ed a norma, etc.) in quanto le attività indicate prevedono comunque l’utilizzo di attrezzature che devono essere impiegate con la dovuta attenzione e, se da minori, in presenza di persone adulte.

 

Prima di salutarVi in attesa dei Vostri graditissimi commenti e di eventuali critiche costruttive, permettetemi di porgere un sentito grazie ad Andrea che rende possibile tutto ciò ed a tutti gli Amici di "Scalatt.it" che hanno reso e contribuiscono a rendere il nostro sito veramente unico.

 

A tutti Voi cordiali saluti ed... alla prossima.

Gian Luca GIOVANNINI "Littlejohn"