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COME DIGITALIZZARE UNA LOCO SENZA PRESA NEM

di Mauro Menini

Premessa

Per digitalizzare una loco senza presa NEM occorre prima di tutto considerare la presenza dello spazio necessario per alloggiare il decoder all’interno della carrozzeria; capita infatti di dover creare lo spazio necessario arrivando, a volte, anche a fresare parte del telaio.

Si rimanda al termine di questa guida per uno schema con gli ingombri dei decoder più usati.

Occorre poi calcolare quanto assorbe il motore della loco in modo da scegliere un decoder adatto; alcuni tipi di motore come quello delle vecchie Lima e Rivarossi assorbono ben più del 1-1,2 Ampere delle loco recenti, arrivando anche a 1,5-1,7 Ampere. Per calcolare la fame di energia del motore occorrono un tester, un alimentatore per loco e la loco da esaminare. Procedere in questo modo:

- collegare un polo dell’alimentatore a un filo del motore

- collegare l’altro filo dell’alimentatore a un polo del tester

- porre il tester in lettura Ampere in Corrente Continua

- collegare l’altro polo del tester all’altro filo del motore

- dare corrente con l’alimentatore in modo che le ruote della loco si mettano a girare

- bloccare per pochi secondi le ruote della loco; in quel mentre leggere il valore in Ampere relativo all’assorbimento massimo di quel motore.

Fate quindi attenzione che il decoder che andrete a scegliere per quella loco contempli picchi di potenza massima compatibili con le misure eseguite. Per fare un esempio, il decoder di fascia medio/bassa Lenz Standard+ prevede una uscita continua di 1 A e un picco massimo sempre di 1 A mentre il Lenz Silver (di fascia medio/alta) prevede anch’esso una uscita continua di 1 A ma un picco massimo di 1,6 A, più adatto quindi a loco con motori tipo G o simili.

Ogni locomotore può essere munito di decoder a patto che funzioni di base con corrente continua a 12 V.

Installazione del decoder

Si procede individuando e isolando i due fili di presa di corrente col contatto delle ruote con i binari; a questi due fili si collegano il filo rosso e il filo nero del decoder. Con questa prima operazione facciamo in modo di portare l’alimentazione in arrivo dal binario direttamente al decoder. Nel caso esistesse un pcb, questo viene escluso di fatto dall’alimentazione. Si procede poi isolando i fili di alimentazione del motore che vanno collegati direttamente uno al filo grigio e l’altro al filo arancio in arrivo dal decoder. Con questa seconda operazione abbiamo collegato il motore direttamente al decoder che ha tutte le componenti elettroniche per gestirne il funzionamento (anche escludendo le componenti presenti sul pcb).

Collegamento luci

Prima di descrivere la procedura di collegamento delle luci al decoder occorre fare due importanti considerazioni che riguardano il tipo di collegamento a massa e il voltaggio idoneo alle sorgenti luminose presenti nella locomotiva.

Il collegamento a massa, a seconda della loco, può essere a “massa bloccata” o a “massa flottante”.

Si definisce a “massa bloccata” quella loco in cui il polo negativo delle luci è di fatto costituito dal telaio metallico mentre è a “massa flottante” la maggior parte delle loco che hanno collegamenti a massa delle luci ben definiti e isolabili non connessi al telaio. Vedremo poi in fase di cablaggio come varieranno i collegamenti a seconda del tipo di massa.

Per quanto riguarda il voltaggio per l’alimentazione delle sorgenti luminose occorre tener presente che con il sistema digitale si passa dai 12 - 14 V massimi del sistema analogico ai 18 – 22 V e questo aumento di voltaggio va calcolato e controllato con opportune resistenze pena la bruciatura delle lampadine e dei led in particolare.

Veniamo ora al cablaggio delle luci per una loco a “massa flottante”, situazione che ricorre solitamente nella maggior parte dei casi (praticamente tutte le loco con motore G). In questa situazione il filo blu del decoder è la massa.

Individuiamo e isoliamo i fili delle lampadine (o dei led) dal pcb; colleghiamo il filo giallo e il filo blu alle luci anteriori e il filo bianco e quello blu alle posteriori. Ricordiamo di inserire le eventuali resistenze.

Il filo giallo alimenterà contemporaneamente le luci bianche anteriori e rosse posteriori (se presenti) e analogamente il filo bianco alimenterà le luci rosse anteriori (se presenti) e bianche posteriori.

Nel caso invece di loco a “massa bloccata” il filo blu va isolato (con del nastro) e al suo posto va messo il filo nero, lo stesso con cui ci si collega ad un polo del binario.

Le funzioni accessorie

Rimangono ancora in genere due fili, uno verde e uno viola, corrispondenti alla prima e seconda funzione accessoria. Queste funzioni servono a comandare accessori quali luci supplementari, ganci automatici, sistemi fumogeni e via dicendo. Si collegano all’accessorio con il filo di massa, blu o nero a secondo del tipo di “massa” della loco come avviene per le luci. C’è però una distinzione importante: se si collega il filo verde e/o viola col blu si ha una tensione stabilizzata di 16 – 22 V, se invece si collega il filo verde e/o viola col nero si ha una tensione dimezzata, quindi intorno agli 8 – 11 V.

Arrivati a questo punto non resta che controllare che tutti i cablaggi siano corretti e isolati e che non ci siano cortocircuiti. Porre la loco così digitalizzata, ancora senza carrozzeria, sui binari per un giro di prova.

ATTENZIONE agli eventuali contatti tra fili scoperti del decoder e binari, pena la frittura del decoder!

Ricordate che il decoder nuovo ha come indirizzo CV1=3.

Dimensioni e caratteristiche principali di alcuni decoder per la scala HO (prezzi primavera 2012)

Zimo MX630 - dimensioni 20x11x3.5 mm - max continuo 1 A - costo 33.00 euro
Lenz Standard - dimensioni 25x15.4x3.3 mm - max continuo 1 A - costo 21.00 euro
Esu V4 54611 - dimensioni 23x15.5x5.5 mm - max continuo 1,1 A - costo 34.00 euro
Hornby R8249 - dimensioni 17x10x3.5 mm - max continuo 1 A - costo 14.50 euro
Uhlenbrock 76320 - dimensioni 15.4x10x5 mm - max continuo 1 A - costo 23.00 euro

Digitrax DZ125PS - dimensioni 10.6x8.7x2.86 mm - max continuo 1 A - costo 23.00 dollari