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Un diorama tedesco dalla A alla Z. (di Gianluca Germani)

Dopo il mio primo lavoro, il diorama di Carmignanello, avendo delle locomotive a vapore tedesche da esporre, ho pensato alla realizzazione di un secondo diorama con dimensioni più contenute in modo da poterlo poi ricoprire con una teca in plexiglas evitando così la polvere.

Il soggetto più idoneo alle vaporiere di epoca II e III, ho pensato potesse essere un deposito di locomotive di una stazione medio/piccola naturalmente di ambientazione teutonica.

Scelto il soggetto, e dopo una brevissima documentazione fotografica su web riguardante depositi tedeschi della stessa epoca, mi sono messo alla ricerca di alcuni edifici in kit di montaggio. Visti in commercio la miriade di edifici in stile teutonico (Kibri, Noch, Faller ecc.), la mia scelta è caduta sulla produzione della ditta Auhagen, più economica e con un catalogo ben fornito.

Gli edifici scelti sono stati una rimessa a due binari mod. 11332 (euro 15,90) avente dimensione di  240x117x110mm, un casello/controllo mod. 11333 (euro 11,90) da 110x70x90mm, a cui ha fatto seguito una carbonaia piccola mod. 11356 (euro 10,90) da 105x50x85mm (PREZZI 2011).

Oltre a questi edifici ho acquistato, sempre della stessa ditta, anche 2 colonne per il rifornimento dell’acqua mod. 41605 (euro 3,50 cad), un set comprendente 8 leve manuali ed automatismi per scambi mod. 42575 (euro 4,90), un set di lavori edili mod. 42571 (euro 5,90) in cui sono presenti oltre a diversi attrezzi (badili, picconi, betoniera, scalette), anche due baracche in legno. Infine, un set di staccionate varie in legno mod. 42557 (euro 5,90) ed un set di cartelli ferroviari tedeschi mod. 42602 (euro 6,90).

Una volta ordinati gli edifici, sono passato alla fase successiva di progettazione del diorama in modo da capire come poter sviluppare il tracciato e le dimensioni finali che avrebbe avuto.

1. la progettazione e gli edifici

Per prima cosa, su un foglio A4, ho realizzato uno schizzo di ciò che avrei voluto realizzare, dopodichè servendomi di un rotolo di carta del plotter della dimensione di 150x90 cm ho posato le sagome degli edifici (realizzati in carta) a cui sono seguite le prove per la posa dei binari che avevo a disposizione (vecchi Lima e Fleischmann).

Individuato così il tracciato che più si avvicinava allo schizzo precedentemente fatto, ho segnato su un foglio di carta tutto l’armamento di cui avevo bisogno con il suo perfetto posizionamento, ma prima di togliere i binari, ho misurato la spazio occupato dai binari in modo da avere le misure totali del diorama, che sono risultate 100x40 cm.

Ho così preparato la base d’appoggio.

Inizialmente pensavo potesse andar bene una base in polistirene da 25 mm (struttura molto leggera), ma poi sentiti vari consigli, ho optato per un compensato 4 strati da 15 mm, più solido, anche se un pochino più pesante.

Una volta tagliato il pezzo ho passato una mano di impregnante all’acqua color noce su entrambe le facce in modo da simulare il colore della terra.

Sono quindi passato alla costruzione dei vari edifici, che sono stati tutti modificati rispetto alla colorazione originale proposta, per poi passare alla fase di coloritura dei binari e dei tre deviatoi previsti. Sul laterale del fungo ho usato colore Humbrol per simulare la ruggine, mentre le traversine sono di color ombra bruciata (ad acqua) per simulare il legno. Ho utilizzato un normalissimo pennello, perché il sottoscritto non possiede e soprattutto non sa usare la penna ad aerografo.

Il primo edificio assemblato, è stata la rimessa delle locomotive. Il lavoro è iniziato colorando tutti i pezzi ancora uniti tra loro (foto a lato - il posto di controllo) in modo tale da riuscire a verniciate entrambi i lati senza nessun problema. La verniciatura dei pezzi la ritengo fondamentale perché conferisce al fabbricato quell’opacità vera, e toglie quindi quell’aspetto plasticoso ed irreale che altrimenti avrebbe.

Per simulare meglio il legno, dopo la passata di fondo con colore ad acqua (ombra bruciata - la stessa usata per colorare le traversine) ho usato altre tre tonalità di marroni (colori Tamiya) dati con la tecnica del pennello a secco, a cui è seguito l’uso del colore verde scuro (simula il muschio che si deposita sul legno) e qualche colpetto di grigio chiaro (fa risaltare le nervature del legno), il tutto senza esagerare. La foto seguente si riferisce alla costruzione del posto di controllo.

Per la parte di muri a mattoni, dopo la mano di fondo del color mattone, prima di asciugare, ho dato con un pennello morbido un pochino di borotalco in maniera da rendere la superficie più similare a quella dei mattoni veri e delle tonalità diverse di colore a seconda delle zone (effetto più o meno chiaro).

Una volta asciugato bene il tutto, con l’aiuto degli acquarelli di mio figlio, ho sporcato di nero e poi tolto mediante l’uso di carta da cucina, l’eccesso di colore, lasciando che lo stesso si infili solamente all’interno delle fughe.

La foto accanto si riferisce alla costruzione del casello ed alla relativa sporcatura delle fughe dei sassi dello zoccolo inferiore dell’edificio Si nota anche la sporcatura della piccola porzione di pavimento esterno sulla sx in alto.

Il tetto è stato sporcato mediante l’uso di acquarelli in modo da renderlo con un aspetto da vissuto.

Il tutto, una volta posizionato sul diorama, verrà sporcato mediante l’utilizzo delle terre e soprattutto della polvere nera di toner delle stampanti, che simula in maniera egregia la polvere del carbone e della fuliggine.

Di seguito alcune foto della rimessa appena finita: si vede bene l’effetto legno e il relativo muro in mattoni debitamente sporcato. Inoltre, sempre con gli acquarelli, ho cercato di simulare sui vetri ed al suo interno le ragnatele che si sono formate nel corso degli anni (sono quei riflessi biancastri che si vedono).

Al suo interno ho anche applicato il cartello di fine binari ed anche uno bianco con la scritta “Halt”.

Come già detto, manca ancora la sporcatura con le terre e con la polvere di toner, che farò alla fine, oltre ai cartelli da applicarsi sulle porte con scritto in tedesco “Vietato l’ingresso ai non addetti”.

Il secondo edificio costruito è stato il posto di controllo, anche qui stesse tecniche descritte per la realizzazione della rimessa.

La foto mostra l’edificio appena terminato, potete notare la leggera differente colorazione rispetto ai colori originariamente proposti.

Sia nella rimessa che nel posto di controllo, mancano ancora i pluviali che verranno applicati quando gli edifici saranno definitivamente fissati sul diorama.

E’ stata poi la volta della carbonaia, delle baracche in legno contenute nel set dei lavori ed infine dell’assemblaggio delle due colonne di rifornimento acqua, debitamente colorate.

Tutti questi edifici verranno anch’essi sporcati successivamente, con la tecnica delle “terre” e del “toner”.

Guardando gli edifici che avevo assemblato, mi resi conto che però ne mancava uno molto importante: il serbatoio dell’acqua. Ecco che cercando tra i prodotti Auhagen né trovai uno di mio gradimento (mod. 11335 euro 12,90 - misure 72x67x175mm), l’ideale per il mio diorama perché riprende la struttura metà a mattoni e metà in legno come la rimessa.

Naturalmente i colori sono stati cambiati e fatti come quelli del deposito, come si può notare nella foto accanto.

Potete notare il tetto leggermente rialzato in quanto lo stesso è stato solamente appoggiato ed inoltre quelle che sembrano gocce di colla, in realtà sono due ritocchi freschi di colore. I muri d’ingresso e la porta devono ancora essere sporcati con le terre, mentre devono ancora essere ritoccate le lamiere di ferro dei tre tettucci con gli acquarelli color ruggine.

I muri in mattoni sono stati colorati prima con una mano di smalto Humbrol, poi  con una serie di passata con gli acquarelli ed una leggera strofinatura con scottex (prima una colore arancione ed una volta asciugato colori bianco e successivamente nocciola).

Infine, leggera sporcatura con pennello morbido e polvere di toner e relativa spruzzata di lacca per fissare in maniera definitiva la polvere.

L’assemblaggio della torre è risultato abbastanza complicato (soprattutto per l’unione dei due pezzi semicircolari di mattoni), in quanto risultano sprovvisti di incastri e quindi l’unione è avvenuta solamente per contatto. In questi casi molto meglio  utilizzare un collante cianacrilico che risulta a presa rapida.

2. l'armamento e la massicciata

Passo successivo è stato l’invecchiamento dei binari e dei tre deviatoi.

Ho usato il colore Humbrol matt 45 per simulare la ruggine ai lati del fungo del binario, ed un colore ad acqua della “colorando decorando” (ombra bruciata) per colorare le traversine e simulare al meglio il legno.

Il colore usato è lo stesso del fondo del legno degli edifici.

A questo punto, binari invecchiati ed edifici costruiti, sono passato al posizionamento dell’armamento sulla tavola di compensato insieme agli edifici, in maniera da poter vedere le posizioni esatte, e fissare mediante chiodini i binari in maniera definitiva.

Fatto ciò ho ripassato tutti i binari (il sopra del fungo) con un colore Tamiya “gun metal” perché si vedeva la differenza di colore tra vecchi binari Lima e i Fleischmann.

Come si vede dalle foto, si notano alcuni tratti di binari (Lima) che sono più chiari, e che successivamente sono stati trattati con il metodo precedentemente spiegato. Si può anche notare come i tre deviatoi, pur essendo tutti e tre  Fleischmann vecchia produzione, risultino diversi.

Prima di iniziare la posa della massicciata, osservando il diorama, mi sono accorto che (visto lo scopo per cui era nato, ovvero l’esposizione delle mie loco) avrei potuto aggiungere un altro tronchino di binario, passante dietro al posto di controllo, in modo da avere ulteriore spazio espositivo.

Detto... fatto!

Ed ho aggiunto, come si vede dalla foto accanto (in alto a destra), un'altra linea di binari con il relativo terminale di fine.

La fase successiva è stata la realizzazione della massicciata, posata con il metodo classico. Una volta steso il ghiaino in mezzo al binario, aiutandosi con in pennello morbido lo si distribuisce bene all’interno delle traversine.  Mediante un contagocce, o una siringa monouso, si distribuisce una soluzione di acqua (con qualche goccia di detersivo liquido per piatti) e vinavil (50%+50%).Una volta asciugato (il giorno successivo) si elimina quello non incollato.

Bisogna prestare massima attenzione ai deviatoi, in quanto il ghiaino potrebbe andare ad interferire con lo spostamento dello stesso.

La massicciata, come potete notare dalla foto accanto, è stata realizzata con la miscelazione, in varie percentuali, di tre colori della Woodland Scenics, ovvero marrone chiaro (10%), marrone scuro (40%) e ruggine (50%).

Nella foto a destra (cliccare per ingrandirla) si nota come la parte alta della massicciata sia già stata trattata con la soluzione fissativa, mentre nella parte bassa, il ghiaino è stato appena posato senza nessun trattamento.

Lo scatto successivo mostra, invece,  il risultato della stesa del ghiaino prima dell’utilizzo del pennello morbido che serve per stenderlo.

Una volta eseguito tutto il trattamento, si dovrà attendere 24 ore in modo che la colla asciughi bene per poi eliminare il ghiaino non attaccato, e se il caso ripetere l’operazione sopra descritta ove la massicciata lo necessiti.

Infine avrete notato, nelle foto precedenti, il bicchiere di plastica con il cucchiaino che serve per dosare il materiale all’interno e sui bordi dei binari, senza esagerare nella quantità. Nella tazzina rosa invece è contenuta la miscela di acqua e vinavil con il relativo contagocce per il suo dosaggio, e più in altro un comunissimo spruzzatore contenente acqua e sapone per i piatti.

3. il materiale di copertura e la posa degli edifici

Realizzata la massicciata, ho riposizionato gli edifici, segnando con un pennarello l’ingombro in pianta, in modo che una volta tolti, si vedesse con precisione la loro posizione (in realtà questa operazione l’avevo eseguita in maniera parziale prima di posare la massicciata).

Questo mi sarebbe servito per la fase successiva, ovvero la realizzazione di tutta la copertura della base d’appoggio (sterrati e prati).

Per prima cosa ho preso un pò di sabbia, l’ho vagliata mediante l’uso di un colino da cucina, rubato naturalmente alla moglie.

La parte fina, è stata poi posata (evitando di posarla all’interno dei segni fatti in precedenza) con il pennarello sulle parti che dovevano simulare lo sterrato, passando prima uno strato di colla vinilica stesa a pennello.

Il giorno successivo, ad essiccazione avvenuta, ho eliminato il materiale in eccesso: naturalmente, se è il caso, si ripete l’operazione fino ad  ottenere la copertura desiderata della superficie.

E' importante individuare le aree che dovranno essere inverdite, ovvero quelle nelle quali andrà posato il prato e la relativa vegetazione, in maniera tale da non incollarci sopra la sabbia.

L’inverdimento delle aree, è stato eseguito nel seguente modo.

Con l’uso di un pennello ho steso una miscela di vinavil (80%) ed acqua (20%) e cosparso poi l’erba (Krea modello polvere colorata). Una volta essiccata la colla, ho eliminato quella in eccesso ed ho steso l'altra mano di acqua e vinavil posandoci poi l’erba in fiocchi (grana media) della Auhagen nei colori verde medio e verde chiaro.

A questo punto, ho iniziato a fissare in maniera definitiva gli edifici, mediante l’uso di colla a caldo, nelle posizioni che avevo precedentemente segnato come dimostrano le foto successive.

A mano a mano che fissavo gli edifici, provvedevo anche a posizionare ulteriore vegetazione, anche a ridosso dei muri (foto seguenti), mentre la sera prima, avevo assemblato le leve degli scambi colorando di bianco e rosso i contrappesi in modo da segnalare la posizionamento del deviatoio.

Una volta essiccata la colla a caldo, ho provveduto a posizionare le leve nelle vicinanze degli scambi, fissandole sempre con lo stesso metodo.

A questo punto ho finito di costruire la gru della carbonaia (mancava il cavo d’acciaio e il relativo contenitore caricato con il carbone).

Anche all’interno della carbonaia è stato posato il carbone (Noch) in due pezzature (piccolo e grosso) e successivamente fissato con lo stesso procedimento del ballast.

E’ stata poi fissata la carbonaia nella posizione predefinita ed è stato posato del carbone sui binari e sul piazzale intorno alla carbonaia.

Ho potuto così simulare la caduta accidentale del materiale ed ho anche posato degli accessori, quali un badile ed un piccone.

Nella foto si vedono i fili (ancora non li avevo tagliati) usati per simulare il cavo d’acciaio.

Ho quindi posato le due colonnine per il carico dell’acqua.

Nella foto accanto, potete vedere come si presenta lo stato di avanzamento del diorama con i lavori finora descritti.

Successivamente, sono passato alla verniciatura delle staccionate nel colore del legno, con relativa sporcatura e leggera sbiancatura utilizzando la consueta tecnica del pennello a secco.

Una volta ultimato questo lavoro, le staccionate saranno collocate in maniera definitiva sul diorama.

C’è ne sono di due tipi. Una classica in legno che racchiude parte del piazzale della torre dell'acqua e del ricovero locomotive (lato sinistro), e una con elementi in legno ad X che racchiude il giardinetto del posto di controllo (foto a destra).

Inoltre sono state anche posate delle barriere tubolari in ferro per proteggere il piazzale del posto di controllo ed il relativo wc esterno... non si sa mai che qualcuno possa finire sotto le ruote di qualche loco!

4. i segnali e la sporcatura

Il passo successivo riguarda il posizionamento dei segnali ferroviari che in precedenza avevo già preparato.

Prima li ho assemblati  attaccando i fogli di carta, sui quali avevo precedentemente stampato i simboli, sopra un cartoncino (ho utilizzato quello delle cartellette color grigio). Una volta asciugata la colla (ho usato quella stick) li ho ritagliati.

 Così facendo il cartello ha assunto una certa consistenza e, non essendo composto di semplice carta, li ho potuti incollare al sostegno in plastica mediante una goccia di cianacrilico.

Ad essicazione avvenuta, ho colorato il retro del cartello e il rispettivo sostegno, con un grigio chiaro opaco della Tamya (quello usato per le leve degli scambi).

Non conoscevo affatto i segnali ferroviari tedeschi, per cui mi sono dovuto fare una piccola cultura su di loro e sul loro posizionamento lungo le varie linee ferroviarie tedesche.

Di grande aiuto è stato il sito www.stellwerke.de dove sono spiegati in maniera eccellente tutti i segnali ferroviari (luminosi e non) di tutte le epoche.

Purtroppo, essendo il portale in lingua tedesca, la traduzione e la relativa comprensione non è stata così semplice.

In ogni caso... tranquilli, presto la potrete leggere anche in questo sito.

Una volta capito quali segnali avrei potuto mettere nel diorama, li ho disegnati su un foglio di carta dove era rappresentato il tracciato delle linee in maniera tale che, traduzione alla mano, potessi individuare l’esatta posizione per ognuno di essi.

Questo lavoro mi è stato molto utile perché mi ha evitato di compiere errori durante la fase di posizionamento e soprattutto di inserire dei segnali che nulla centravano con l’ambientazione.

I segnali li ho posati mediante l’uso di un goccio di colla a caldo, che è stata mascherata, dove necessitava, dai sassolini della massicciata. Ciò permette al cartello di avere una maggiore elasticità e quindi una minore probabilità che lo stesso si possa rompere urtandololo accidentalmente .

Fissati i cartelli, in attesa dell’arrivo degli alberi , sono passato alla fase di sporcatura dell’intero diorama mediante la polvere nera del toner. Ho "caricato" molto la zona vicina alla carbonaia, dove naturalmente vi è la maggiore presenza di polvere di carbone mista a fuliggine che poi degrada lentamente. Ho comunque lasciato sui binari e sulla massicciata, una leggera patina di nero fuliggine mista ad olio tipica degli anni del vapore. Con lo stesso sistema è stata anche simulata la fuliggine che esce dai camini della rimessa loco e dal posto di controllo. (cliccare sulle immagini per ingrandirle).

A questo punto, dopo una bella imbrattata a tutto il diorama, ho spruzzato della lacca per capelli (presa in prestito dall’amata consorte) in modo da fissare in maniera definitiva e stabile la polvere di toner e le altre terre utilizzate. La lacca mi fisserà anche l’erba dei prati in maniera stabile (qualche ciuffetto potrebbe non essersi attaccato bene con il vinavil).

5. le locomotive e la teca

Passiamo ora ai rotabili, in questo caso alle locomotive.

Le loco in questione riguardano tre BR 39 DB di produzione Rivarossi (127 – 196 – 254) e una G10 K.E.P.V. di Roco (BR 58 DB).

Per tutte le loco è stato praticato lo stesso trattamento, ovvero sostituzione del carbone stampato nel tender, con carbone in granuli della Noch, questa operazione secondo me è necessaria in quanto il carbone stampato sulla plastica non risulta molto veritiero, troppo fine e tutto perfettamente uguale.

Per far ciò si procede in questo semplicissimo modo. Si prende della colla vinilica e la si sparge abbondantemente tramite un pennello, su tutto il mucchio prestampato. Quindi, si prende il carbone in granuli grossi (non quelli fini che risultano simili a quelli prestampati) e lo si cosparge sopra la colla stesa precedentemente, in maniera abbondante.

Passate le 24 ore, ad essiccazione completata, si elimina il materiale in eccesso... “et voilà le jeux sont fè”, vedrete che l’aspetto del tender ora risolto molto più corrispondente alla realtà.

Un piccolissimo consiglio, passate un pochino di colla vinilica anche sulla parte del tender pianeggiante ed attaccateci del carbone, perché qualche volta nel riempire il tender è possibile che un pochino di materiale tracimi fermandosi appunto in quella zona.

Adesso si passa alla fase di sporcatura.

Conviene prepararsi una zona che verrà opportunamente coperta con un foglio di giornale, evitando così le ire e le imprecazioni della propria consorte e si incomincia a lavorare. Come si può vedere nell’immagine, io lavoro quasi esclusivamente con polveri che successivamente fisso con della lacca per capelli.

Prima di tutto di provvedo ad una sporcatura delle ruote e dei carrelli del tender mediante polvere nera del toner, a cui segue una sporcata con colori nella gamma delle terre (io uso dei cosmetici da donna molto indicata la cipria) che simula molto bene la polvere rugginosa.

A questo punto uso un ombretto per occhi colore grigio scuro quasi nero e lo passo su tutta la locomotiva e sulle pareti del tender in maniera da esaltare tutte le rifiniture. Sarebbe molto più indicato invece che usare l’ombretto, usare la polvere di grafite, peccato però che sia di difficile reperimento.

Per togliere la lucentezza alle bielle, utilizzo gli acquerelli di mio figlio in modo da opacizzarle leggermente e simulare meglio lo sporco d’olio.

Dopo il trattamento con le polveri passo al suo fissaggio tramite spruzzata di lacca per capelli, sempre rubata alla moglie.

Questo processo è reversibile, nel senso che se un domani non volessi più avere la loco sporcata, smontando la carrozzeria e lavandola bene con acqua e sapone ritornerà come nuova.

Le foto successive mostrano il lavoro eseguito sulla BR39 127 sul quale a differenza della BR39 196 e 254 risulta molto più accentuato la sua sporcatura (volevo una locomotiva più vecchia e più sporca rispetto alle altre due).

Per la realizzazione della teca è necessario reperire il seguente materiale: pezzi di plexiglass da 2-4mm di spessore, angolari ad L in legno e viti autofilettanti.

Una volta tagliati i pezzi di plexiglass nella dimensione voluta (nel mio caso due pezzi da 100 x 25 cm, due da 40 x 25 ed uno da 100 x 40) ho provveduto a tagliare i profilati di legno in maniera da formare una cornice intorno al pezzo di plexiglass, fissarli con le viti (fate attenzione a eseguire il foro mediante una punta sul foglio di plexiglass in modo da evitare possibili rotture dello stesso) e la teca è costruita!

6. Fotostoria "Il deposito di Arnsdorf"