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COME REALIZZARE UNA CHIESETTA BERGAMASCA

di Andrea Robassa

Ed ecco un altro mio lavoretto che rappresenta quasi un classico per un plastico. Capita infatti con una certa frequenza di vedere una chiesetta in un plastico ferroviario. L’ispirazione mi è venuta sfogliando un interessantissimo libro delle case rurali del bergamasco. Quella che vedete nella foto, è la piccola e graziosa chiesetta di S. Magno, si trova esattamente a Vilminore di Scalve, a 1.112 Mt.

Il libro conteneva solamente questa foto e per trovarne le buone proporzioni in scala H0, sono ricorso al solito trucchetto di paragone con il figurino Preiser. Queste le dimensioni:

Dopo averne incollate le pareti (forex) con il cianoacrilato, con una spazzolina da metalli ne ho reso ruvide le superfici e con l'incisore della Valex ne ho creato il muretto inciso a pietre.

La parte in cui dovevo prestare la massima attenzione, erano le due colonnine che reggono il tetto, sbagliarne le altezze significava, ovviamente, l'errata posa delle falde il cui colmo doveva come massima altezza, trovarsi al di sotto della piccola finestra superiore del muro frontale. Successivamente ho realizzato anche le arcate.

In questa foto, potete notare la prima mano ad aerografo in grigio opaco scuro Humbrol e l'inizio della posa del tetto con travature e listelli. Il pavimento era stato inciso e picchiettato con la punta d'acciaio per aumentarne l'effetto vissuto e ruvido.

 

Porte e telai delle finestre (internamente sono presenti) sono in legno di noce. Completato il tetto, mediante una forbice dentellata per sartoria, ne ho ritagliato attentamente, tantissime striscioline in plasticard, in modo da simulare il caratteristico tetto a lastre di ardesia.

L’operazione è stata sinceramente noiosa e non priva di difficoltà, poiché dovevano essere incollate con un senso ben preciso. Come vedete, ho cercato di rispettarne tutti gli invecchiamenti del tempo, specialmente quelli delle arcate.

Ecco anche la minuscola campana in ottone tornita al trapanino e limetta tonda:

 

Una volta terminata, l'ho inserita in uno strato di polistirolo su basetta per formare la collina posteriore.

I figurini Preiser li ho dipinti nel solito modo da me descritto nella fotoguida "come realizzare un'edicola con una scatola per diapositive".

Per rendere l'intonaco vissuto e sbiadito, sono bastate un paio di mani molto diluite di smalto opaco ad aerografo. Il grigio opaco precedentemente steso, è servito per esaltarne le sfumature. Molto utili sono state anche le chine colorate.

Tra le arcate, come al vero, ho riprodotto i tiranti in acciaio.

 

 

Questo è tutto, come avete visto, sono bastate semplici cose per ottenere un discreto modello che può tranquillamente trovare spazio adeguato in un plastico ferroviario.

 

L'autore Andrea Robassa, è a disposizione per domande, curiosità, informazioni e chiarimenti: contattatelo nel FORUM e partecipate alla discussione sulla sua autocostruzione QUI.