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COME REALIZZARE UN SALICE PIANGENTE

di Carlo Rastelli

 

Ecco un’altra delle mie realizzazioni botaniche. Questa è la volta di un salice piangente.

Questo è lo scheletro, dopo la passata di gesso acrilico.

 

 

Nel frattempo che asciugava, ho provveduto a setacciare la segatura.

 

 

Ecco  il risultato.

 

 

Ho quindi dato al tronco una pennellata di vinavil diluito. Ho poi incollato la segatura setacciata facendola cadere a "pioggia" per simulare la corteccia dell'albero.

 

 

 

Dopo l'opportuna asciugatura, sarà pronta per la successiva colorazione. Nella foto seguente il salice rivestito con la segatura fine setacciata e successivamente colorata.

 

 

Trattandosi di un lavoro mai realizzato prima, un minimo di "sperimentazione" è necessaria.

Il tappeto della Heky, infatti, risultava troppo spesso, ed ho pertanto dovuto "sfrondarlo" leggermente per ridurne lo spessore.

Volevo insomma evitare l'effetto di fronde a "siepe" che compare in queste foto.

 

 

Nell'ultima fotografia, potete vedere l'effetto finale dopo la "sfoltitura". Il salice è stato piantato e devo dire che mi ritengo soddisfatto.

 

Dovessi rifarne un altro, rifarei meno tronchi ed i rami più raccolti su di un singolo tronco e magari senza troppe diramazioni. La differenza di colorazione è dovuta solo ad un effetto fotografico in quanto gli scatti sopra sono fatti con "luce ambiente", mentre la foto conclusiva con luce diurna.