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COME REALIZZARE UN MARCIAPIEDE CON IL KERAKOLL

di Enrico Messeri

 

Tra i tanti materiali che è possibile utilizzare per questo tipo di realizzazione, il gesso, o similare, è quello che prediligo maggiormente perché, secondo me, si avvicina maggiormente alla realtà: mi piace sia l’irregolarità delle linee dei contorni, sia la naturalezza con cui è possibile colorarlo. I marciapiedi sono realizzati con un prodotto per lo riempimento delle linee di fuga delle mattonelle per i pavimenti (Kerakoll). E' molto compatto e resistente e le incisioni sono fini e non si screpola. Per il piano della stazione con il suo marciapiede, invece, ho usato il gesso di scagliola, più poroso e dalle incisioni più grossolane perché più friabile.

 

Fase 1: scelta della sede.

 

 

Fase 2: ci ricaviamo con del cartoncino i campioni da realizzare.

 

 

Fase 3: il cartone per preparare la forma. E’ materiale di risulta ottenuto da scatoloni che molti negozi e supermercati mettono a disposizione per chi non utilizza i sacchetti di plastica. Utilizzo quello da 5 mm. di spessore così da poterne utilizzare due accoppiati per avere l’altezza giusta del marciapiede che è di circa 10 mm.

 

 

Fase 4: si ritaglia la forma. Utilizzando le sagome precedentemente preparate, si disegnano i contorni sul cartone e poi con un taglierino si provvede al taglio.

 

 

Fase 5: sigilliamo i contorni. Dal momento che il cartone è forato, bisogna sigillare i bordi per evitare che la colata di gesso si disperda attraverso le aperture. Si utilizza della normale carta gommata tipo carrozziere.

 

 

Fase 6: prima della colata. La forma va poggiata su una superficie solida e piana (meglio se utilizziamo un ritaglio sufficientemente grande di compensato da 1-1,5 cm., piuttosto che poggiarla direttamente sul tavolo da lavoro. Il perché sarà chiaro più avanti). Di fondamentale importanza è mettere tra la forma di cartone e la base di compensato uno strato di foglio di alluminio, quello per alimenti per capirci, per tutta la larghezza della forma perché altrimenti il gesso si attacca sul compensato e il lavoro si vanifica. Come si evince dalla foto è possibile anche “armare” il gesso con l’ausilio di una sagoma tipo zanzariera (non quella metallica perché nel gesso arrugginisce) che garantisce la stabilità anche in caso di rottura.

 

 

Fase 7: fissiamo con cura la forma sulla base di legno. Con dei chiodi rendiamo inamovibile la forma appuntandoli lungo tutto il perimetro con il doppio scopo di fissare la forma e permettere che il suo bordo aderisca bene alla base per evitare dispersioni di gesso durante la colata.

 

 

 

Fase 8: il materiale usato. Si tratta di malta cementizia, un prodotto che viene utilizzato, nella realizzazione di pavimenti e pareti, per riempire le fughe tra le mattonelle. Prodotto che si trova in varie tipologie dai rivenditori di materiale per edilizia ed è venduta in sacchetti da 5 kg. (in lavori analoghi ho anche utilizzato la scagliola, ma ho verificato che è un po’ più fragile soprattutto quando la si incide: si sfalda maggiormente).

 

 

Fase 9: la colata. Per una distribuzione più precisa conviene fare un impasto fluido che permette di ottenere un livellamento più controllato. Attenzione: non affrettarsi a riempire tutto lo stampo con una gettata! Mettetene circa l’80% in modo che non trabocchi. Gli aggiustamenti, con piccole aggiunte dove serve, saranno semplici e più efficaci di quanto non lo sia il dover togliere perché si è esagerato.

 

 

Fase 10: con l’aiuto di uno stecco di legno aiutiamo la distribuzione del gesso guidandolo soprattutto negli angoli.

 

 

Fase 11: per livellare il tutto basta scuotere leggermente la tavola di legno, il gesso andrà ad assestarsi omogeneamente. Qualora si presentassero bolle d’aria in superficie vanno tolte aiutandosi con lo stecco di legno. Se le lasciassimo ci ritroveremmo ad essiccazione avvenuta tanti piccoli crateri da stuccare. Lasciamo asciugare perfettamente il tutto (in estate le lascio un paio di giorni).

 

 

Fase 12: ad essiccazione avvenuta togliamo con attenzione tutti i chiodi ed estraiamo i marciapiedi. Una pinza a becco curvo è l’ideale.

 

 

 

Fase 13: incisione e modellazione e prima stesura di colore di fondo.

 

 

Fase 14: altra stesura di colore.

 

 

Fase 15: colore definitivo.

 

 

 

Finalmente qualche convoglio...

 

 

I marciapiedi in notturna...

 

 

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