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COME REALIZZARE UN PONTE AD ARCHI con legno e DAS

Foto scattate durante la realizzazione del "plastico di Lonato del Garda"

di Marco Molinari

 

Ecco le fasi realizzative del ponte ad archi inserito nel mio plastico. La base è realizzata con legno di media densità, cartone sul retro e cartoncino compatto da 3 mm sulla fascia superiore.

 

 

Il tutto è stato ricoperto successivamente col DAS, spalmato in 2 passate. Ho adottato una tecnica per me nuova. Ho aperto la confezione del DAS qualche giorno prima dell’utilizzo e ci ho messo dentro un po' d’acqua lasciando che il DAS si "smollasse".

 

Così facendo, sono riuscito a stenderne uno strato sottile e, dando più mani, sono riuscito ad ottenere un risultato più che soddisfacente. Ho quindi carteggiato il con carta vetro, prima con grana grossa (150) e poi con quella fine (400).

Su una superficie così estesa, ho trovato più semplice stendere la prima mano in maniera più grossolana, senza stare a guardare più di tanto le finiture.

 

Ho lasciato asciugare la parete (con il DAS imbevuto ci vuole più tempo) e poi l'ho carteggiata con la carta vetro, prima con quella a grana grossa, successivamente con quella a grana fine.

 

 

Naturalmente, come spesso d'altronde per noi fermodellisti, è un lavoro che richiede parecchia pazienza. Nel mio caso ancor di più vista la lunghezza del ponte supera i 2,5 metri. Nella foto sotto è visibile anche la "piazzola di servizio" e la prima fase della colorazione con una tonalità grigia.

 

 

Seconda e terza fase: incisione delle pietre degli archi e colorazione in varie tonalità di colori.

 

 

Quarta fase: ritocchi di colore alle pietre degli archi e alle tonalità di colori. Colorazione delle pietre singole.

Mancano ancora alcuni ritocchi alle incisioni.

 

 

Ho inoltre deciso di non procedere alla "sporcatura". Ho ipotizzato che si tratti di un muro appena sistemato, quindi con le pietre e le fughe ancora "candide".

 

Ecco, riepilogato, il processo che ho seguito per la colorazione:

1. prima colorazione color grigio, cercando di variare i toni sugli archi.

2. prima "grattata" con un paio di attrezzi costituiti da un punteruolo e una limetta (inseriti dentro dei tappi di sughero x aver una migliore presa). La punta deve essere non troppo fine in maniera da riuscire a fare le fughe già abbastanza larghe alla prima passata (ogni pietra deve essere comunque passata almeno 5-6 volte). Sembra un aspetto marginale ma non lo è: infatti se la punta è troppo grande, si fa fatica a dargli la direzione e se è troppo fine, si rischia di grattare tutto lo strato di das.
3. prima mano del colore delle pietre.
4. ritocchi alle fughe delle pietre grigie con gli attrezzi di cui sopra.
5. incisione delle altre pietre.
6. ritocchi di colore agli "errori" di incisione ed eventuali ritocchi di colore al tutto.

7. altra ripassata alle fughe.

8. eventuali ritocchi di colore al tutto.

 

Gli attrezzi utilizzati per realizzare le arcate.

 

 

Quando si incidono le pietre, è meglio seguire le "macchie" di colore (per non dover fare troppi ritocchi) e questo non dà la possibilità di mettere le pietre "correttamente". In realtà le pietre si posizionano "sfalsate", cercando di metterle in maniera che ogni pietra appoggi circa a metà sulle sottostanti. Ma, dovendo seguire le macchie, non sempre è possibile. In ogni caso, il risultato è comunque appagante...

 

Il ponte posizionato, con la massicciata incollata al piano superiore, in attesa del transito del primo convoglio...

 

 

Eccolo il primo convoglio... una composizione piuttosto semplice con una GR835 (Rivarossi) con al traino un carro cisterna della Esso.