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COME REALIZZARE LE CASSE DI MANOVRA F.S. DEGLI SCAMBI IN SCALA TT

di  Massimo Salvadori e Andrea Altrocchi

Uno scambio ferroviario, se non è comandato manualmente, è azionato da un motore elettrico, che una volta eccitato pone in rotazione un albero che tramite ingranaggi provvede a muovere il telaio dello scambio, ovvero il complesso degli aghi. E’ una descrizione molto  semplicistica ma corretta. Il complesso del motore, degli ingranaggi, dei leveraggi e degli indispensabili apparecchi di controllo è posto in cassette stagne a lato dello scambio.

In pratica in un parco ferroviario ad ogni scambio corrisponde un’adiacente "cassa di manovra" che contiene tutto quanto descritto. Per motivi di facile individuazione o forse a scopo antinfortunistico le casse di manovra sono verniciate in un colore alluminio brillante. Quelle che azionano degli scambi tallonabili sono provviste di una striscia di vernice rossa che indica la particolarità dello scambio, talvolta c’è un numero verniciato in nero che serve di riferimento per la manutenzione.

Cassa di manovra tipo P64

 

Le casse di manovra sono spesso contenute in un manufatto formato da tre lastrine di cemento che impediscono alla ghiaia della massicciata di coprire la cassa stessa, talvolta anche è presente un pavimento di cemento, talvolta il pavimento è mancante e c’è solo terra battuta o ghiaia.

Fatto questo preambolo passiamo al modello. Per le dimensioni, abbiamo preso spunto dal sito del FERMODELCLUB (cliccando sul link è possibile vedere le misure in scala H0) ed abbiamo convertito le misure nella scala 1:120

La cassa rappresentata è del tipo posata tra tre lastrine di cemento, è formata da un cassa più grossa, quella che contiene il motore e i leveraggi, e da una cassetta più piccola, presumibilmente contenente l’arrivo dell’alimentazione elettrica, un sezionatore e qualche altro aggeggio che possa servire di comando e controllo di tutto l’apparato.

Le dimensioni in scala 1:120 sono decisamente piccole, come basamento è stato utilizzato un pezzo di Forex da 3 mm di spessore (successivamente abbassato) mentre le lastrine di contenimento sono in striscia di polistirolo della Evergreen, da 2,0 x 0,8 mm.

Le medesime, incollate, sono servite a realizzare la "gobba" che si vede sulla cassetta principale. La cassetta principale è anche lei proveniente da un pezzo di Forex da 3  mm , mentre la cassetta più piccola è un dadino di Forex da 3mm che è stato assottigliato a 2 mm con il cutter.

Il Forex è un materiale ottimo anche per ottenere piccoli particolari. Oltre alla facilità nel taglio e nell’incollaggio, è facile eseguire dei tracciamenti con la matita, una banale matita con mina ø 0,5 mm, e poi tagliare con un semplice cutter. Questa foto è stata scattata durante l'assemblaggio dei pezzettini e poco prima della verniciatura, con le parti già verniciate che sono mascherate con apposito nastro Tamiya.

 

 

Il tubo nero che congiunge le due cassette, presumibilmente l’alimentazione elettrica, proviene da una graffetta fermacarte del mio ufficio piegata con le pinzette. Il tutto è stato incollato con colla cianoacrilica.

Una mano di fondo grigio a spruzzo, bomboletta Tamiya, è la base delle successive verniciature. Il colore Alluminio brillante delle cassette è realizzato a spruzzo con una bomboletta che era servita per un ritocco alla carrozzeria della Volkswagen di Massimo.

Un bianco sporco tipo carta pergamena, acrilico, dato a pennellino sulle parti in cemento completa il tutto.

Il tubo nero è stato verniciato prima della posa e poi incollato, per nascondere qualche magagna troppo evidente o le giunte troppo grosse. Prima di dare la mano di fondo si è data una piccola stuccatura con il White Putty Tamiya.

Ed ecco la cassa ultimata, inserita nel plastico di Carnate del GAS TT.

 

 

 

Qualche erbaccia non guasta mai...